Perline di Sport – Nicolino l’imperfetto

Se non siete sciovinisti che si interessano solo dei ciclisti italiani e avete due quarti d’ora di tempo mettetevi comodi prendete mezzo chilo di popcorn o di patatine ma se preferite va bene anche qualcosa di  commestibile e una bibita supergassata superenergetica supercool o un vin brulé ghiacciato, insomma quello che preferite, perché ora parliamo e vediamo in azione Niki Terpstra che si è fatto male in un periodo negativo. C’è stato il gravissimo incidente di Zanardi, poi, non so se è una coincidenza oppure no, subito dopo che qualcuno aveva ipotizzato che Zanardi stesse al cellulare al momento dell’impatto, il Presidente della Lega dei ciclisti professionisti ha invitato i suoi iscritti a non fare video mentre pedalano, e chissà che non si riferisse soprattutto alla bionda trentina e ai suoi videini uau che viene da chiedersi se è la stessa che fa prodezze in bicicletta soprattutto su pista o è solo un’omonima che le somiglia, e però ci sta bene in questo post in cui parliamo appunto di ciclisti imperfetti, e dicevo quei videini poi la Gazzetta subito li ricondivide col mondo intero. Niki Terpstra qualche giorno prima per scansare delle oche aveva urtato un sasso ed era caduto. Ora non so cosa è successo da quelle parti, a leggere Het Nieuwsblad c’era solo preoccupazione per le condizioni del corridore che erano gravi, fosse successo qui probabilmente ci sarebbe stato il processo al proprietario delle oche e alle oche medesime che qualcuno avrebbe proposto di abbattere. Poi per fortuna Niki si è ripreso velocemente e ha lasciato l’ospedale però proprio le classiche del nord a lui congeniali rischiano di essere compromesse, o almeno la preparazione. Ma questa è la terza grave caduta di Terpstra in neanche due anni e il motivo per cui siamo tutti qui riuniti è che qualcuno ha insinuato che quando un ciclista cade spesso è segno che si è fatto vecchio. E infatti Terpstra ha da poco compiuto 36 anni e però sembra ancora un nome seminuovo perché è maturato lentamente, ha iniziato a vincere su pista, inseguimento a squadre e poi 6 giorni, mentre su strada era gregario e cronoman. Poi si è sbloccato nel 2012 diventando ufficialmente uomo da classiche, in primavera vinse la Dwars door Vlaanderen succedendo a Nick chi cazzo è Nuyens e però già in quel caso vediamo che rischiò di cadere dopo il traguardo. Vinse in quella che diventerà la sua maniera, con fughe da lontano preferibilmente solitarie, salutò Vanmarcke che a sorpresa aveva battuto Boonen all’Het Nieuwsblad, staccò Chavanel e il giovane Wallays e arrivò da solo, festeggiò un po’ troppo e per fare uno di quei gesti simbolici che vai a capire che cosa vogliono simboleggiare rischiò di cadere. Ma quelli che vanno bene sulle pietre non dovrebbero essere bravissimi in bicicletta? E lo stesso dicasi dei pistard, quale lui pure era? E i seigiornisti dovrebbero essere anche dei furbastri vecchie volpi capaci di mettere nel sacco avversari più forti (vedi Duclos-Lassalle ai danni di Ballerini alla Roubaix 1993). Dovrebbe essere così, ma sempre in quel 2012 a fine stagione lo ritrovammo in fuga alla Paris Tours con Marcato, secondo l’anno prima dietro l’altro astro nascente pure lui in ritardo Van Avermaet (era periodo di stelle nascenti) e voglioso di rifarsi, e ti aspetteresti il seigiornista scafato che beffa lo stradista che la pista mai l’ha vista, e invece Nicolino, impaurito dal sopraggiungere di quel bestio di Degenkolb, tirò la volata a Marcato che deviò impercettibilmente per tutta la larghezza della carreggiata ostacolando Laurens De Vreese e vinse con l’olandese che arrivò terzo in una corsa che proprio non gli riesce di vincere. Però in compenso, anzi stra-compenso, Terpstra ha vinto ancora la Dwars, Harelbeke, la Roubaix sempre in fuga da solo, fino al capolavoro del Fiandre 2018, mentre Marcato e De Vreese non hanno vinto più niente e si sono riciclati il primo come gregario nelle squadre di Saronni e il secondo come rapper dell’Astana. Poi vai a capire come succede che una squadra francese di seconda fascia lo strappa allo squadrone belga dal nome cangiante, forse molti soldi, e va a finire che lui non vince più nulla, ma pure il cosiddetto Pacco del Lupo non sembra più quello di una volta e Terpstra avrebbe potuto continuare a esserne capitano, visto che Gilbert se n’è andato Stybar le corse più importanti le sfiora soltanto e i giovani sono cresciuti solo anagraficamente e per il Fiandre sperano addirittura nell’esordiente Alaphilippe. Però è davvero il caso di dire che l’importante è la salute.

L’ho scritto che una delle cose di Terpstra che a me piacciono e ai giornalisti no è il fatto che parla poco?