La Zeriba Suonata – il mare crudele non c’è paragone

A Napoli ricordano i 100 anni dalla nascita di Renato Carosone che ispirandosi al jazz americano rinnovò la canzone napoletana e quella italiana che ne aveva davvero bisogno piena com’era di mamme ingrate e mamme che però ce n’era una sola e morti per sciagure varie dal crollo in miniera alle morti in mare, solo i casi di malasanità ancora non andavano di moda. E davvero c’era una canzone intitolata E la barca tornò sola che narrava di tre fratelli che per salvare una bionda forestiera vennero inghiottiti dal mare crudele, che era un po’ il precursore dell’autostrada killer e della montagna killer. La canzone fu interpretata tra gli altri da Gino Latilla e Claudio Villa che non ometteva il suo acuto finale. Anche Carosone ne fece una versione e, crudeltà per crudeltà, mentre lui cantava il testo serio il suo complice Gegé Di Giacomo replicava in dialetto di non essere molto interessato alla storia, ma il massimo del cinismo sono i coretti prima accelerati distorti e poi diciamo con l’acqua alla gola.

E la barca tornò sola

Gegé Di Giacomo stava a Renato Carosone come Coati Mundi stava a Kid Creole.

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