La Zeriba Suonata – post sacrilego

I musicisti di successo degli anni 90 non so, posso anche capire i Nirvana, se uno non aveva mai ascoltato niente ma proprio niente, né il punk quello vero né i Pixies né i Sonic Youth, sentiva questi qua e pensava che erano forti, una cosa nuova, poi semmai i pezzi sembravano tutti uguali e in versione acustica erano pure pallosi ma vabbe’, però Jeff Buckley proprio non me lo spiego, tanto più se si paragona il suo successo alle scarse vendite anche da morto di quel genio del padre Tim, una bestemmia, come dire che Axel Merckx è stato più forte di papà Eddy. E il suo maggior successo non è stata neanche una canzone sua, ma una cosa tarda di Leonard Cohen scritta a 50 anni quando forse si era già rincoglionito o iniziava a sentire prossima la morte che tanto prossima poi non è stata ma lui si metteva avanti col lavoro. E allora ascolti quella canzone lenta e pure lunga nella versione di Buckley junior e a 1’50” già rischi l’abbiocco, a 4’40” pensi che è finita finalmente e invece no, ne ha ancora per un paio di minuti. Ma sfogliando internet mi imbatto in una versione inattesa della più eclettica della cantanti nel variopinto mondo delle Orchestre da ballo e la sua pronuncia dell’inglese non sarà il massimo e l’interpretazione forse non vi entusiasmerà, ma è il pezzo che non è granché e Cohen non soltanto prima ma pure in seguito ha fatto molto meglio, come ad esempio I’m Your Man la cui title-track secondo me si presterebbe pure a essere suonata dalle orchestre da ballo, però dicevo questi 5 minuti (lei ha avuto l’intelligenza di restringerla) scorrono veloci e comunque capisci che una volta finita l’ora di religione poi si balla e dopo ancora, se tutto va bene, da cosa nasce cosa.

MARIANNA LANTERI Hallelujah