Cominciamo bene

Attorno allo scorso weekend nell’autodromo di Imola e dintorni si sono disputate le prime corse nazionali a cronometro su strada e in mtb dopo lo stop, organizzate dal Supercittì e dalla Nuova Ciclistica Placci, ed essendo una manifestazione una tantum bisognava inventarsi un nome che giusto perché la cosa rimaneva in Italia poteva essere italiano, e invece Cassani, che ha divulgato parole come “sparpaglìo” e “zampellotto”, l’ha chiamato “warm up”. Non c’era pubblico ma pochi avranno notato la differenza, soprattutto le donne che ci sono abituate. Però come avrebbe detto Marty Feldman/Igor poteva essere peggio e invece non ha piovuto. E da oggi si corre a Sibiu in Transilvania, in una corsetta a tappe che doveva disputarsi a inizio mese con molte squadre anche importanti desiderose soprattutto di iniziare a correre seriamente. Poi la gara è stata spostata, le squadre hanno iniziato a tirarsi indietro, la situazione dell’epidemia nel paese è peggiorata, altre squadre hanno rinunciato compresa l’Androni che ha vinto le ultime tre edizioni, e alla fine, a parte la Bora con Pascalone Ackermann che forse ha interessi di sponsor nella regione, ormai sembra una corsa per vecchie glorie tra cui la più vecchia di tutte Davide Rebellin 49 anni. Poi si passerà in Spagna che tanto per cambiare è uno dei paesi europei messi peggio con l’epidemia, ma non è un problema perché si correrà a Burgos e in Spagna si sa che i tifosi si vedono solo nei Paesi Baschi quindi più o meno niente pubblico. Direi che come inizio non  c’è bene.