La Sanremo decapitata

L’hanno presa bene. I tradizionalisti non hanno avuto da ridire sul cambio di percorso all’intoccabile Sanremo tradizionale, perché quando l’alternativa è l’annullamento anche il tradizionalista accetta di buon grado i cambiamenti. Quando già si sapeva che alcuni sindaci del savonese erano contrari per motivi vari al passaggio della corsa molti pensavano che non c’erano alternative, lo vedete com’è fatta la Liguria? Per forza di qui si deve passare, per la riviera e per i Capi Mele Cervo & Berta. Invece di alternative ce n’era più di una, si poteva fare la riviera direttamente in mare con i pedalò e al posto delle ammiraglie i motoscafi, un Glastron stile 007 per Savio e un motopeschereccio per Reverberi, oppure, dato che quella è la zona di Celestino, fare un tratto fuoristrada con la mtb. Il Sergente Torriani avrebbe sicuramente fatto di più, avrebbe lasciato la via vecchia di Andora per trovare quella nuova di Andorra allungando di pochissimo il chilometraggio e chi avrebbe avuto da ridire sarebbe stato schedato come asino.  Invece Vegni aveva già capito e studiato la soluzione, passare per Alessandria e Asti, le terre di Gerbi Girardengo Coppi, ma superando così il limite dei 300 km previsto dall’UCI, e allora, dato che Milano vuole la partenza e la visibilità che ai sindaci di Savona fa schifo, ecco il solito escamotaggio del ritrovo di qua e partenza ufficiale di là ad appena 8 km neutralizzati che però si aggiungono ai 299 di corsa e al caldo di agosto e alla preparazione particolare di quest’anno, insomma rischia, contrariamente alla tradizione, di essere una Sanremo divertente.