Mancava solo la musica da ballo

Fino a pochi anni fa in Italia c’erano varie corse estive, alcune tra le campagne facevano immaginare il frinire delle cicale, e poi c’era il Trittico Lombardo. Poi alcune sono state soppresse e altre hanno cambiato collocazione a seguito dello spostamento del mondiale, e così ultimamente la più importante corsa italiana agostana era il G.P. di Capodarco per dilettanti. Quest’anno invece, col calendario zippato, prendere o lasciare e ci sono già altri sindaci, alessandrini e imperiesi, che vogliono lasciare la Sanremo, della visibilità non sanno che farsene, al contrario di Siena, che ospitava le Strade Bianche prima corsa world tour, e già prima di cominciare c’è stata la bella pubblicità del furto delle biciclette della Trek, così gli aspiranti turisti sanno  che se non vengono con un furgone carico di bici non hanno niente da temere. Ma le brutte notizie non erano finite lì, parte la diretta RAI e troviamo Antonello Orlando che avevamo rimosso, giornalista molto lucido che il nome di un collega deve leggerlo sugli appunti, e c’è anche la perdibile intervista al Presidente della Federazione a vita. Poi servizi e presentazioni e interviste (alcune con mascherine e tutte con rumori di sottofondo per cui non si capiva molto) e insomma si capisce che l’ora ufficialmente riservata alla gara femminile in realtà è una specie di varietà dove manca solo la musica da ballo. E poi una novità almeno per questa volta è il commentatore unico per entrambe le prove col ritorno in RAI di Bettini. Già sapevamo del reintegro di Garzelli, quindi sappiate che se avete tentato di fare un affare con qualche spagnolo e siete rimasti fregati potete chiedere di entrare in RAI. Certo ci si domanda che fine ha fatto Giada Borgato, però forse non è neanche il caso che ci sia segregazione di genere con donne a commentare le donne e uomini a commentare gli uomini, e poi se le ex cicliste vogliono restare nell’ambiente è meglio che lo facciano in ruoli più attivi, come Giorgia Bronzini direttore sportivo e Monia Baccaille tecnico della pista. Da parte sua il Grillo parlante non è saccente ma brillante e simpatico, soprattutto se confrontato con Ballan Garzelli e Petacchi, e speriamo a questo punto che commenti anche il Tour. Tutto quello che è successo e come si è arrivati a questo appuntamento facevano pensare che potessero esserci delle sorprese e invece non ci sono state, e la spagnola Mavi Garcia può essere una sorpresa come lo sono tutti quelli che arrivano tardi al ciclismo provenendo da altri sport, come Roglic Woods e la Bussi. La Garcia viene dal duathlon, ha corso con la Movistar dove la filosofia di Unzue è meglio piazzarsi che vincere e quindi finora ha vinto poco, da quest’anno corre con la Alé e in Spagna la settimana scorsa ha fatto bene. Però la tv ha perso i momenti salienti, come quello dell’attacco della spagnola che a 25 km dalla fine aveva oltre 3 minuti sulle inseguitrici e oltre 5 minuti sul gruppo delle 2 Van. Bettini ha detto che la strafavorita Van Vleuten è stata presa nella rete e appena finta la frase nel gruppo inseguitore compare Annemiek che all’insaputa delle telecamere lascia le vecchie compagne e in poco tempo raggiunge le nuove, ma mica per fare comunella, e infatti alla prima occasione le stacca, raggiunge la spagnola che si era gestita bene col rapportino e nel centro scosceso di Siena va a vincere da sola. Forse era questo il giusto esito, che vincessero corridori testardi che per di più hanno mandato molti ciclisti fuori tempo massimo, la Van Vleuten che si allena come un uomo, e l’avrà fatto pure nel lockdown mentre per dire la Bastianelli era impegnata a spiegare alla figlia cosa stava succedendo, e Wout Van Aert che un anno fa era in ospedale con un muscolo squarciato e oggi ha battuto Formolo non solo costante ma anche forte, Schachmann non solo forte ma anche costante, e Bettiol che forse ha voluto strafare, mentre Van Der Poel non si è visto. A proposito di non visto, con una vecchia mentalità da tempi della tv in bianco e nero, sembra che al ciclismo si faccia un favore a trasmetterlo su un canale generalista, ma invece così si scontra con la rigidità dei palinsesti, per cui c’è stata una interruzione per il TG della lingua dei segni, quindi con le notizie lette più lentamente, mentre le interruzioni pubblicitarie quelle sono su tutte le reti specialmente nei momenti chiave delle corse, come oggi quando Van Aert è partito e Bettiol l’ha inseguito, ma questo non visto non è niente che non si sia già visto.

Il programma della RAI ha confuso le idee anche a Marta Bastianelli.