La Zeriba 10 – Suonate, suonate, le streghe son tornate!

Questo è un post ignorante, di fantasia, su una scena, una tendenza che non esiste ma vedo solo io, ed è basato non sulla conoscenza dei testi ma sulla suggestione dei titoli e delle immagini.

Alcune sono in giro dagli anni zero ma hanno continuato e si sono evolute negli anni 10 cui è dedicata questa rubrica, altre sono più giovani, fanno folk gotico o psichedelico, sono donne che ammaliano più della fattucchiera Amelia, non stanno a piangersi addosso perché qualche uomo le ha lasciate, anzi, se qualcuno le ha lasciate non so se è ancora vivo per poterlo raccontare agli amici o più opportunamente alla polizia, e la loro parola preferita sembra che sia “blood”.

Prendete Marissa Nadler: dopo aver cantato storie antiche e di amori tragici e di morti fantasmi pazzi e inferni vari, alla fine dice di voler essere ricordata per i suoi crimini.

For My Crimes

Ma in effetti l’idea della scena non è proprio campata in aria perché la Nadler ha collaborato con le due prossime streghette. La delicata Emily Jane White cantava l’America Vittoriana, era una pupilla di David Tibet, ma lui, al contrario di quello che si dice, non è un individuo satanico, ha rinnegato il termine folk apocalittico che avrebbe buttato lì per celia, di Crowley apprezza l’umorismo ma non le teorie, studia il copto e le religioni e si preoccupa degli animali, mentre lei dice che bisogna essere più veloci del Diavolo.

Faster Than The Devil

Poi c’è Angel Olsen che, al di là dell’aspetto da bella ciaciona, pure canta storie truci e malaticcie.

Lark

Più cheta sembra Natalie Mering ma già si sceglie un nome d’arte con dentro il sangue, Weyes Blood, e poi ora è sirena seduttrice ora eremita sulle montagne in compagnia solo di animali ora va in giro vestita di nero a parlare di magie cattive.

Bad Magic

Le streghe passate in rassegna finora sono tutte americane, non di Salem ma di metropoli o di città di mare, ma ce ne sono anche altrove, e volete che non ce ne sia una in un paese selvaggio come la Nuova Zelanda? Ecco Aldous Harding e, come dicevano i telegiornalisti, le immagini si commentano da sole.

The Barrel