Piatto e ricco mi ci ficco

Nel ciclismo nascevano corse che si autonominavano “classiche” già dalla prima edizione e si direbbe che la cosa non portava neanche bene perché dalla Coors Classic alla Classique des Alpes alla Wincanton hanno avuto tutte vita breve. Allo stesso modo bastano pochi anni per far nascere una tradizione, come quella della Milano-Torino con finale a Superga e quindi adatta agli scalatori, dimenticando in anni non lontani le volate nel motovelodromo e le fughe in discesa di Celestino e Sacchi. Però il cambio di percorso di quest’anno è stato preso bene, si è scelto un percorso piatto per fare una corsa preparatoria per la Sanremo, e così è stato, una corsa pari pari la Sanremo, lunga fuga col gruppo che con un algoritmo teneva la media precisa per riprendere i fuggiaschi a poco dall’arrivo, calma piatta come il percorso e niente spettacolo, davanti il vecchio Boaro dà una lezione al giovane Rivi insegnandogli che in fuga si procede uniti e non si scatta, dietro Nibali ruba il lavoro al gregarione Benedetti, ricongiungimento e volata con molti velocisti forti che hanno avuto la buona idea di venire qui anziché andare in Polonia dove i colleghi hanno rischiato la vita, Sagan cerca di anticipare il trenino dei Groupama ma oggi era la giornata buona di Démare che non sempre capita. Ora tutti pensano che Nibali stia preparando la Sanremo dimenticando il Lombardia tra una decina di giorni e tutti danno Démare favorito per la Sanremo, ma il francesone dovrà tenere conto delle regole anticovid per cui sulla Cipressa potrà attaccarsi solo alla propria ammiraglia. Però basta con questa ridicola accusa, e a difendere lo straniero d’oltralpe è intervenuto Beppeconti che lo ha scagionato con una semplicissima motivazione: se così fosse stato con tutti i telefonini che ci sono l’avrebbero filmato, non quelli dei ciclisti per i quali è ancora vietato portarli in corsa, presumo quelli di direttori sportivi e pubblico.

Giganti dello sprint a confronto.