Le parole che non ti ho detto e se le ho dette facciamo finta di niente

Nei giorni della chiusura in cui nei media si parlava a vanvera si diceva pure che saremmo usciti migliori, che non ci credeva nessuno, e che quella era l’occasione per pensare a un nuovo modello di vita intendendo anche più ecologico e oggi sono tutti contenti perché ripartono le crociere, una delle più pacchiane e ingombranti dimostrazioni della mania di onnipotenza degli umani. Allora sembrava che per far ripartire il paese bastasse riaprirlo tornare a lavorare e l’economia si sarebbe rimessa in moto e invece no perché si aprono le porte delle case ma si trovano chiuse quelle delle aziende, perché pare che per far ripartire l’economia c’è bisogno non di lavoro ma di cassintegrazione e licenziamenti. E pure i cosiddetti populisti sono d’accordo con i licenziamenti e voi vi chiederete come è possibile se i lavoratori sono popolo cioè il cosiddetto target dei populisti, ma non c’è niente di strano perché visto che pure vengono gli stranieri a rubare il lavoro agli italiani allora tanto vale licenziarli prima e non dare questa soddisfazione agli stranieri. E quindi secondo la stessa logica si vuole la ripresa del turismo e può sembrare strano ma la migliore pubblicità è quella di far vedere strade intasate in cui le auto fanno ore di fila e se qualcuno propone di farci passare una corsa ciclistica tipo la Milano-Sanremo seguita in tutto il mondo così si vedono il mare e le alture e le cittadine quelli, i sindaci delle località turistiche, dicono “no” senza neanche aggiungere “grazie”. Beh, ne parliamo l’anno prossimo quando, se anche dovesse finire la storia della pandemia, non è detto che la corsa torni sulla riviera, perché il percorso nelle Langhe è piaciuto anche a quelli che non volevano cambiamenti della Sanremo. L’unico problema da risolvere è quello della lunghezza che supera i 300 km e non si può chiedere sempre una deroga all’UCI, e poi ci sono da aggiungere gli 8 km di trasferimento per partire comunque da Milano, e per questo la CCC non ha iscritto Mareczko che rischiava di arrivare staccato già al km zero. Per la CCC è stata proprio una giornata storta perché il mezzo capitano Trentin è caduto e non ci ha pensato due volte a ritirarsi, del resto si dice che lui soffre il caldo, almeno quando va male, però poi le vittorie più numerose le ha ottenute al Tour e alla Vuelta spesso col caldo ma facciamo finta che sia così. Il percorso è cambiato ma il protocollo è rimasto lo stesso, solo che i fuggitivi di giornata sono stati ripresi prima del solito e c’è stata più battaglia degli altri anni, prima con i gregari e poi con i capitani mentre i velocisti erano come passati al setaccio. Il più meritevole degli italiani è stato Jacopo Mosca, un ciclista che ha rischiato di non trovare più squadra dopo aver corso nella squadretta di Citracca & Scinto e si è salvato accettando una breve permanenza in una squadra di terza fascia. Sul Poggio nel gruppo di testa c’erano tre ciclisti che hanno vinto tre volte ciascuno il mondiale di ciclocross e che passati alla strada hanno già vinto belle corse ma nessuna monumento, però dei tre Stybar ha lavorato per Alaphilippe che ha staccato tutti e solo il secondo triplettista Van Aert ha tenuto duro per riportarsi sul primo in discesa, dove il francese ha rischiato molto emulando ora Bonifazio ora Geniez, per fortuna più il primo, e dietro tutti guardavano il terzo tricampione Van Der Poel che stavolta non li ha portati in carrozza come all’Amstel dell’anno scorso. Volata a due col più scafato Alaphilippe che non tirava e il gruppetto che rimontava e Van Aert che ha accettato la sfida ha fatto una volata lunga e di testa e ha vinto lo stesso e per ora il fenomeno più fenomenale è lui, buono anche per Van Der Poel che semmai la prossima volta avrà meno occhi addosso. Dicevo all’inizio di parole a vanvera, giovedì Pancani ha detto che in RAI avevano deciso di non mandare più le immagini dell’incidente di Jakobsen in Polonia perché troppo impressionante e così poche ore dopo a Radiocorsa le hanno mandate più volte e da tutte le angolazioni, poi dato che Van Aert era già uno dei favoriti per la Sanremo hanno pensato bene di aggiungere pure le immagini dell’incidente al Tour che provocò al belga uno squarcio nel muscolo tale che i medici gli proibirono di vederlo, e almeno quelli saranno stati di parola.

Alaphilippe ha avuto problemi meccanici sia alle Strade Bianche che alla Sanremo e chissà che il suo boss Lefevere, dopo aver minacciato di denunciare per tentato omicidio Groenewegen che ha buttato sulle transenne il suo Jakobsen, ora non denunci pure le strade italiane.