21st Century Schizoid Cycling

Il ciclismo non è un mondo a parte che ha i suoi valori e propone un diverso modello di vita e in un mondo schizofrenico non è un’eccezione. La schizofrenia la vedi per strada e dilaga nei media: l’altro ieri in un tg l’allarme per il ritorno del covid e la necessità di osservare le famose regole è stato seguito da una lamentazione per il turismo che è ostacolato proprio dall’osservanza delle stesse regole, e poi l’invito alle forze dell’ordine a vigilare contro i parcheggiatori abusivi era mixato con un servizio in cui invece si scherniva un vigile definito zelante per aver multato degli sposi troppo chiassosi. Così il mondo del ciclismo invoca la sicurezza ma la parte non pedalante è affetta da un sadismo che si manifesta soprattutto nella scelta dei percorsi con l’inserimento di muri anche al 30% e tratti di sterrato. Clamoroso il caso che nessuno nota dell’ex Pozzato che ha organizzato il campionato italiano e ora che non tocca più a lui pedalare vi ha inserito una stradina in pavé che starebbe meglio nel fuoristrada. Il Lombardia da qualche anno ha il problema della Colma di Sormano che culmina in un muro ripidissimo seguito da una lunga e pericolosissima discesa, basterebbe dire che l’ha scovato il Sergente Torriani. Eppure col caldo e la preparazione precaria se almeno quest’anno giravano da un’altra parte non c’era il rischio che vincesse Démare o Ackermann. Tre anni fa in quei tornanti vari corridori precipitarono nel vuoto ma la discesa è ancora là e protezioni in più non sono state previste. Nibali che alla sua età o forse solo in questa fase della stagione non riesce più a staccare gli avversari in salita si è buttato per quella discesa come pochi sanno fare. Il giovane Evenepoel, che è un fenomeno ma comunque sopravvalutato per i limiti che ha in volata in discesa e sul pavé, cercando di non farsi staccare è volato oltre un muretto fratturandosi il bacino. La Trek di Nibali intanto aveva fatto la selezione decisiva e si è formato in testa un gruppo di 6 di cui 3 della Trek che sono riusciti ad arrivare quarto quinto e sesto, mentre Fuglsang si sentiva talmente bene che non ha sfruttato neanche tanto il gioco di squadra con Vlasov e si è portato dietro Bennett finché gli stava bene per poi lasciarlo. Fuglsang ha impiegato anni per capire che doveva lasciar perdere i grandi giri e puntare alle classiche. Chi invece ha impiegato meno anni a capire la differenza tra Giro d’Italia e Giro delle Pesche Nettarine è stato Formolo, ma ha cambiato squadra e il suo nuovo team sarà pure diventato più ricco ma continua a non capirci molto e l’ha inviato al Delfinato, dove almeno ha vinto una tappa, e qui ha puntato su Ulissi che se non ha vinto quest’anno non vincerà più. Dopo la corsa la RAI ha proposto pochi minuti di commenti pomposamente denominati “Processo” ma il conduttore Orlando è il personaggio meno indicato per un ruolo che dovrebbe essere quasi da accusatore rompiscatole discutendo delle cose che non sono andate bene, al punto che in presenza di Vegni ha avuto la faccia di dire che è andato tutto ma veramente tutto bene, dimenticando il volo di Evenepoel e l’incidente capitato a Schachmann nel finale, quando un’anziana automobilista non contenta di essere entrata nel percorso ha tagliato la strada al tedesco che è sbattuto contro l’auto rompendosi la clavicola. Ai tempi di Torriani i ciclisti sul Sormano si fermavano stravolti, venivano spinti, erano belle scene per gli spettatori sadici, ma oggi che i ciclisti sono più preparati neanche quello basta più e allora per fortuna c’erano le immagini della caduta e dell’incidente da mandare più volte da tutte le angolazioni possibili, e quando ancora non erano arrivate le prime immagini di Evenepoel la regia senza avvisare ha mandato il filmato del volo di De Plus di tre anni fa e qualcuno ha equivocato creando ancora più allarme e confusione, e della sicurezza se ne parlerà un’altra volta, ma sempre per scherzo, perché se davvero un giorno dovesse esserci più sicurezza chissà cosa dovrà inventarsi la tivvù per un pugno di audience, forse dovrà copiare la gazzetta e mandare il gossip su quell’ex ciclista figlio di ciclista o i video di Letizia Paternoster.