Ladri anche di biciclette

I ladri di biciclette ci sono sempre stati figuriamoci ora che i media invitano ad arraffare tutto quello che è possibile e anche quello che non lo è, bonus sussidi sgravi, e legittimano tutte le lamentazioni e giustificazioni anche le più illegittime e ingiustificate. Così in questa seconda parte di stagione ci sono state finora solo due corse femminili e in entrambi i casi di notte hanno rubato le bici di una squadra, e chissà se è più facile rubare le bici delle squadre femminili e se sì perché. Alle Strade bianche rubarono alcune bici della Trek ma la squadra poté gareggiare lo stesso, invece al Giro dell’Emilia di ieri hanno rubato tutte le bici della Paule Ka che ha dovuto rinunciare anche a questa rara corsa. Poi nelle gare organizzate da Adriano Amici si sa che se rubassero le mortadelle ce ne sarebbero subito pronte molte altre per rimpiazzarle ma con le bici non è la stessa cosa, e visto com’è andata la corsa forse era meglio se le rubavano di nuovo alle ragazze della Trek che almeno si risparmiavano la caduta sociale a pochi km dall’arrivo. Difficile dire se la Longo Borghi con quelle gregarie di lusso ce l’avrebbe fatta, ma ieri era difficile battere la danese Cecilie Uttrup Ludwig che, pur se ancora giovane, finora sembrava l’erede di Amanda Spratt per i tanti piazzamenti pesanti a fronte di poche vittorie, e chissà che con questa non si sia sbloccata. E dire che se Cecilie non fosse passata alla FDJ, che secondo le sue aggraziate parole ha lavorato fottutamente bene, e fosse rimasta nella vecchia squadra, cioè la ex Bigla che è diventata proprio la Paule Ka, non avrebbe neanche potuto correre. Ma quest’anno alle donne non sono state sottratte solo le bici, ma anche le gare o i chilometri di gara. Per dire, tra World Tour maschile e femminile l’unica corsa soppressa in Italia è stato il Trofeo Binda, ed è vero che di gare ne sono state cancellate tante in tutto il mondo e ancora continuano a cancellarne, però è quantomeno curioso che a Varese abbiano rinunciato senza tanti rimpianti a una classica femminile però poi si siano candidati a ospitare un mondiale da organizzare in fretta e furia. E poi le poche corse disputate vengono pure accorciate, e mentre la Tirreno Adriatico avrà una tappa in più (e dire che pure quegli sciovinisti dei francesi hanno dimezzato il Delfinato) il Giro Donne una tappa la perde, mentre il Giro dell’Emilia ha perso solo un po’ di chilometri. La prova maschile invece ha conservato i 5 passaggi sul San Luca e nonostante il percorso selettivo la corsa ha rischiato di essere condizionata dal gioco di squadra, di nuovo Astana contro Trek, con terzi e quarti incomodi che se la filavano, finché, come al Lombardia, i celestini non si sono presi la responsabilità di recuperare tutti i fuggitivi e vincere, stavolta con Vlasov, la prossima volta chissà, forse finirà questo precoce picco di forma. Eppure anche questa occasione sembra che Ulissi l’abbia buttata via, ché gli manca sempre quel qualcosa, ma il qualcosa che gli manca sempre sarà mica una squadra seria?