La spauracchia

Come capita spesso (e come caspita fanno a vincere lo stesso?) nei campionati internazionali la tattica delle ex olandesi è un giallo di colore arancione, non si capisce se corrono male o si corrono contro. Oggi agli Europei va una fuga con tre di loro dentro, compresa Blaak ex campionessa del mondo, e dietro le compagne lavorano per ricongiungersi e ci riescono. Vos lancia l’attacco della Van Vleuten che però, una volta formato un trio con Longo Borghini e Niewadoma, non tira e non sembra lei, quando riprova da sola non stacca le rivali e poi torna a non collaborare, e la sensazione è che non sia in gran forma, mica poteva mantenere la condizione di inizio agosto, e che la gara sia condizionata più dallo spauracchio della Van Vleuten, dal suo palmarès e dal suo potenziale, che da quello che si è visto in corsa. Il ritorno sulle prime tre di Chantal Blaak fa pensare che la nazionale dei Paesi Bassi non abbia fiducia nella campionessa del mondo che in volata non è imbattibile, e le sue avversarie, tre cicliste ritrovate perché reduci da mesi in tono minore, oggi sembrano più forti, ma con l’esperienza e la forza di volontà Annemiek riesce a staccare la compagna di squadra e la polacca e poi a battere in volata una Longo Borghini inesauribile, e l’ultima cosa che non si capisce se alla fine ringrazia la squadra per educazione, perché è andato tutto bene o perché di quella tattica ci ha capito qualcosa, e in tal caso è stata due volte brava.