Le cose cambiano

Il ciclismo è uno sport in cui bisogna essere sempre attenti e concentrati, ma mica solo i ciclisti i direttori sportivi e tutti quelli dell’organizzazione, anche gli spettatori, soprattutto quando ci sono più corse contemporaneamente. Se poi ci si mettono pure i gemelli Yates che vogliono essere protagonisti uno di qua e l’altro di là ci si confonde ancor di più, e in attesa che l’anno prossimo si separino e che uno dei due, forse Adamo ma chi può dirlo, vada a correre nella squadra britannica dove non volevano correre, nell’attesa Yates vince ma Yates va in crisi, sì, ma quale, e allora pure un telecronista può andare nel pallone. Pancani dice che Adam Yates è stato in maglia rosa, poi si corregge, in maglia gialla a questo Tour e Simon invece vince e va in maglia blu alla Tirreno-Adriatico, ma a complicare ulteriormente le cose c’è il fatto che in  Italia ci sono un paio di squadre con la divisa blu, poi al Giro ce ne sarà una con la divisa rosa che è la squadra di quello che ha vinto al Tour dove c’è una squadra con la divisa gialla che è proprio quella della maglia gialla, non so se mi sono spiegato. A parte questo ieri c’erano due tappe dure e sono state spettacolari, in Italia Woods è subito crollato, Hamilton si è ridimensionato, gli Astani come volevasi dimostrare non potevano mantenere la forma di agosto e Gerainthomas migliora e avanza cazzimmoso ma il Giro non si potrà vincere di sola cazzimma. Al Tour invece c’è il finale thrilling, quei sentimentaloni della RAI dicono che la Bora meriterebbe di vincere una tappa per quanto ha lavorato fin qui e Schachmann  ci va vicino, ma al suo inseguimento si lancia Martinez che si ricorda di aver vinto il Delfinato non molto tempo fa e si avvicina portandosi dietro Kamna che non gli dà un cambio perché compagno della testa della corsa, e allora sembra un giallo in cui vedi avanzare la vittima sapendo che l’assassino lo pugnalerà alle spalle, quando il colombiano raggiungerà il tedesco l’altro tedesco scatterà fresco e riposato e lo staccherà, ma in una tappa del genere su un muro finale del genere di fresco e riposato non c’è nessuno e il giovane ma accortissimo Martinez vince lo stesso. Dietro tra i big gli sloveni staccano tutti gli altri colombiani, cioè quelli di classifica, qualcuno dei quali avrebbe proposto un’alleanza per battere gli sloveni ma è una parola, mentre infine i francesi crollano ed escono dalla top ten. E i commentatori italiani maligni dicono che il Tour era stato disegnato per i francesi. Gli stessi commentatori, viceversa, benignano quando il Giro viene disegnato per gli italiani o le italiane, come dicono che sarebbe successo per il Giro Donne appena partito con una cronosquadre vinta dalla Trek e prima maglia rosa appunto a Elisa Longo Borghini 12 anni dopo la Luperini, e però sarà comunque dura contro le ex olandesi. E’ un Giro senza salite alpine perché diversamente dal solito va verso il centro sud, le cose cambiano, dopo il coronavirus il centro sud sembra diventato più ricettivo, mentre al nord ci sono segnali contrastanti perché si sono offerti per ospitare il mondiale ma hanno rinunciato volentieri a manifestazioni meno visibili come gli europei su strada e gli europei under 23 su pista, gli piace vincere, pardon, organizzare facile. Che poi qualcosa al sud stia cambiando lo dimostra un episodio accaduto ieri. Nel paese natale di Totò Commesso un ex vicepremier è stato contestato e ha replicato che lì il problema non è la Lega ma la camorra, eppure sembra ieri che l’ex vice era anche ministro degli interni e il problema non era la camorra ma le ONG, vedi come cambiano le cose.

Il nero sfina ma il rosa è un’altra cosa.