Senza precedenti

Tutto lo spettacolo che era finora mancato al Tour de France si è concentrato nella cronomezzascalata decisiva e non mi viene in mente un precedente simile a quello che è successo oggi al Tour. Non Fignon battuto dalle innovazioni tecnologiche di Moser al Giro e di Lemond al Tour, non Chiappucci troppo inferiore a cronometro rispetto allo stesso Lemond al Tour e a Indurain al Giro, non Rodriguez inferiore nella specialità anche a Hesjedal. E neanche Casagrande che in genere andava bene contro il tempo ma nel Giro del 2000 in maglia rosa si squagliò. Oggi finché si guardava la classifica avulsa Roglic contro Pogacar sembrava che lo sloveno in maglia gialla, forte soprattutto in questa specialità, stesse andando male, anche vedendolo meno composto del solito, ma all’arrivo, dove Dumoulin e Van Aert, in testa alla classifica provvisoria di giornata e candidati anche al prossimo mondiale, vedevano andare in fumo tutta la loro fatica da gregari, si è capito che Roglic non è andato male, quinto a pochi secondi dai compagni di squadra, ma è stato Pogacar ad andare forte all’inizio e fortissimo nel finale, gasato forse dall’andamento della gara. Pogacar è il secondo più giovane vincitore nella storia del Tour, più giovane anche di Bernal, ha vinto con neanche mezza squadra battendo il leader di uno squadrone spaventoso, ed è stata anche la sconfitta di un modo di correre inaugurato dalla Sky che è dispendioso per la squadra e stavolta però sparagnino per il capitano, che, al contrario di Froome e Thomas in passato, non ha mai fatto un attacco decisivo o forse non era in grado di farlo. Alla fine di questa avventura ci sono stati anche altri risultati minori ormai inattesi, come Richie Porte che nonostante i soliti ritardi e incidenti e cadute è riuscito a salire sul podio finale, e come Damiano Caruso entrato nei primi dieci a spese di un Valverde che dovrebbe decidersi a presentare la domanda di pensione. Oggi sulla salita conclusiva si è visto molto pubblico, invadente anche se con le mascherine, mentre al Giro Rosa c’è stato l’ennesimo arrivo tortuoso in un centro storico lastricato, come a voler dire che le vere corse delle donne hanno le curve. E anche Anna Van Der Breggen è stata sparagnina, avrebbe potuto legittimare una maglia rosa fortunosa con una bella vittoria nell’ultima tappa, ma lei che ha vinto diverse corse con fughe lunghissime non è plateale e poi non deve dimostrare niente a nessuno, ha lasciato andar via la fuga, la vittoria è andata alla francese Muzic più giovane di Pogacar, e lei ha brindato e ora fa più di un pensierino ai mondiali, dove l’ex Olanda, fermo restando che in ammiraglia c’è sempre Loes Gunnewijk le cui tattiche le capisce solo lei o forse neanche lei, al momento ha due cicliste molto più forti di tutte le altre, Vos per un arrivo in volata e Anna Van Der Breggen per lo sparpaglìo o una megafuga. In conclusione c’è chi esce male da queste tre settimane di ciclismo: la RAI. Stefano Rizzato è una mitraglia, parla così tanto e così velocemente che quando tace e passa la parola a Giada Borgato si ha la stessa sensazione di quando all’improvviso si spegne un trapano o un elettrodomestico rumoroso. E per il ciclismo maschile è tutto un disastro che presumibilmente si ripeterà col Giro, a partire dalla scelta di trasmettere su Rai 2 e subirne la rigida programmazione, dal TG Lis alle previsioni del tempo alle sedute del Parlamento, e poi i commentatori e la conduzione in studio di Antonello Orlando che sembra sempre non capire cosa succede, e i troppi stacchi per passare dalla diretta allo studio e la confusione tra gli argomenti di conversazione, spesso non pertinenti, per cui non si capisce di cosa si sta parlando e, per dire, durante la diretta si vedono immagini di Ciccone dell’anno scorso o si parla di nazionale o di ciclisti non presenti o si danno notiziole da giornalino di enigmistica semmai mentre c’è un raro momento di vivacità in gara. E oggi gran finale in cui, tra un’interruzione e uno stacco e l’imminenza di un altro programma, di tutte le reazioni al clamoroso epilogo del Tour e relativi drammi e gioie non si è visto niente.

Con le donne niente drammi, solo risate e brindisi.