UK Decay

Le bandiere non mi piacciono ma se c’è una bandiera in senso metaforico del ciclismo inglese quella oggi la porta una mamma, la sciura Deignan, che ha già vinto tre classiche in un mese e mezzo e la stagione non è ancora finita. Gli altri, cioè gli uomini, per lo più fanno a gara di smargiassate. C’è il fenomenino Pidcock che tutto baldanzoso ha voluto correre il mondiale élite e non si è visto, c’è Froome che è convinto di poter ancora vincere il Tour, c’è il gemello Simone che dopo le sbruffonate del 2018 è venuto al Giro e di nuovo con l’intenzione di vincere proclamando che è più forte, almeno del gemello Adamo, e già questo è da vedersi. Ieri sull’Etna ha messo la squadra a lavorare come se preparasse il grande attacco ma poi appena è aumentata l’andatura ha iniziato a staccarsi ed è già finito fuori classifica, a meno di fughe bidone. E poi c’è Gerainthomas che in RAI non sanno con quante “erre” si scrive. Quando ha vinto il Tour di transizione 2018 non ha sorpreso il fatto che sia andato più forte degli altri, che il potenziale ce l’aveva, ma piuttosto che sia rimasto in piedi, essendo un fortunello cascatore inferiore all’imbattibile Zakarin ma degno almeno di Porte. Ma il punto è che l’anno dopo si è ripetuto, e col secondo posto dietro Bernal ha legittimato la vittoria dell’anno prima, e tutti pensavano che avesse imparato ad andare in bicicletta. Ma uno che fino a pochi anni fa correva sul pavé vincendo pure a Harelbeke si presume che in bici ci sappia andare, è solo sfortunato, e cadere addirittura prima della partenza è una cosa degna di Richie Porte. Sono spuntati vari video che mostrano come a un ciclista della Bahrain, forse per qualche bruttura stradale, sia saltata la borraccia dalla bici e sia finita tra le ruote di Gerainthomas, ed è curioso vedere un video con commento in siculo sul sito di Het Nieuwsblad. All’inizio non sembrava niente di grave ma ai primi attacchi in salita il lucky man gallese ha iniziato a lamentarsi e staccarsi scortato prima da Ganna e poi da Puccio. E qui possiamo dire che poteva decidersi prima a cadere e uscire di classifica, avrebbe consentito a Puccio di sentirsi libero e andare all’attacco insieme agli altri semi-siciliani Visconti e Romano. Invece il primo Ineos a sentirsi libero è stato Castroviejo, ormai più viejo che castro, solo 35esimo nella crono di sabato, ma davanti era andato via un altro ecuadoriano, stavolta trattasi di Caceido, non uno qualunque perché è il campione nazionale sia su strada che a cronometro e vestendo i colori nazionali ha evitato di indossare la maglia della EF che Jonathan Vaughters ha commissionato al suo nipotino di 6 anni pur di farlo stare zitto invece di stare sempre lì a chiedere di quella volta che l’Innominato…

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Giornata nera per Simon Yates.