C’è gente che hanno studiato

In questi giorni è iniziata la distribuzione dei premi Nobel e anche se nel mondo del ciclismo c’è gente che ha studiato e ancora studia per migliorare le cose difficilmente qualcuno vincerà un Nobel. Prendiamo ad esempio la tappa di ieri e partiamo dalla fine. La RAI si è inventata la realtà virtuale con la quale gli intervistati sembra che stiano sul palco e invece no perché per le regole anti-covid stanno altrove, due metri più in là, e nonostante questo sfoggio di tecnologia avanzata non solo non sono riusciti ad avere uno straccio di fotofinish dell’affollata volata ma neanche a fermare le immagini riprese di lato nel punto preciso in cui i velocisti tagliavano il traguardo. In rimonta sembravano prevalere Démare e pure Ballerini ma io avevo l’impressione che sul traguardo fosse passato ancora primo Sagan, ma poi hanno detto che dovevamo credere sulla fiducia che aveva vinto Démare, ma va bene, in fondo il francese non dà fastidio, in genere vince una tappa e basta, almeno nei grandi giri, poi ci sono piccole corsette a tappette in cui dilaga. E poi ha vinto nonostante l’insubordinazione di Scotson, uomo del trenino che aveva tentato di sfruttare un buco per vincere e che si era già distinto in modo poco distinto nei confronti di due Bardiani. E nel ciclismo mi sa che non arriverà neanche il nobel per la fisica: dopo l’arrivo Guarnieri pesce pilota di Démare dice che il suo capitano ha vinto per un micron, AdS domanda quant’è un micron e Bennati le risponde che è meno di un millimetro, quando si dice la precisione millimetrica. Ma prima la questione più dibattuta è stata quella delle borracce che in questo giro volano che è un piacere, o un dispiacere per Gerainthomas che è tornato a casa con una piccola frattura. Gli scienziati studiano ogni particolare della bicicletta e dei suoi componenti e anche dell’abbigliamento, tutto finalizzato alla performance, ma non studiano dei portaborracce sicuri, o forse li avranno pure studiati ma poi i capoccia dei team preferiscono quelli leggeri e inaffidabili sacrificando la sicurezza alla solita performance. A dirne la potenza c’è stato un momento in cui una borraccia vagante ha colpito al piede uno spettatore che è subito sembrato dolorante. E non bastassero le borracce ci si mette pure l’elicottero delle riprese che, a quanto dicono, all’arrivo del gruppo si è abbassato troppo e ha fatto volare le transenne che hanno abbattuto Van Empel e Wackermann, con quest’ultimo che è un altro fortunello, un incrocio tra Thomas e Pozzovivo. Quest’anno gli italiani hanno accusato e dileggiato organizzatori sloveni e polacchi per arrivi troppo pericolosi ma dopo il fattaccio hanno subito dato tutta la colpa all’elicottero dicendo che le transenne erano state legate bene.  Torniamo ai nobel, e diciamo che lo scrittore parlante difficilmente vincerà quello per la letteratura, con grande sorpresa dello staff RAI che lo ossequia manco fosse Ariosto e lo ringrazia come se non lo pagassero e scarrozzassero a fare quello che molti pagherebbero di tasca propria. Scappati via ciclisti e direttori sportivi perché c’era da attraversare lo Stretto di Messina ancora privo del magnifico ponte che il governo ri-Conte vuole costruire, al processo hanno utilizzato il tempo residuo per sentire uno psicologo dello sport, e AdS ha detto che la parola “psicologo” ad alcuni fa paura ma non bisogna avere paura dello psicologo, e si vede che non lei ha studiato, intendo non ha studiato la storia della psicologia, e non sa del cinismo e della crudeltà di cui sono stati capaci gli psicologi nei loro esperimenti con cavie umane e non.

Finalmente il fotofinish.