La Zeriba Suonata – musica per gli occhi (neri)

Scrivevo pochi giorni fa che i dischi programmati per questo periodo stanno man mano uscendo e ora è stata la volta di Shabrang di Sevdaliza, cantante persiana naturalizzata ex olandese, che ho scoperto pochi mesi fa e subito vi ho proposto. In realtà a leggere qualche presentazione su internet mi è venuto il dubbio che siano usciti due dischi, perché si dice che questo è un disco acustico in cui è scomparso il trip-hop, e a me non pare, ma anche tutta questa ricerca dell’oscurità la vedo fino a un certo punto, sarà che forse oltre quel punto non riesco a vederla proprio perché è scuro. Di s(i)curo c’è la copertina che è disturbante, la cantante è raffigurata con un occhio nero, ma lei dice anche che ne è passate tante ma le ha superate. Il disco è stato pubblicato dalla Twisted Elegance, sua etichetta personale, ed è stato anticipato da alcuni singoli con annesso video per cui qualcosa già l’avevamo ascoltato. Si comincia con Joanna che ricorda i Portishead come pure Rhode, mentre Dormant ricorda più gli Hooverphonic. In più brani Sevdaliza ricorre all’autotune, ad esempio Human Nature sembra Bjork eseguita da Holly Herndon, e forse il brano più acustico, anche perché un po’ americano, quasi Tori Amos, è All Rivers At Once. Ci sono pezzi più soul e pop, tra i quali Oh My God accompagnato da un video con immagini della cantante da piccola, e va bene il trip hop e l’autotune ma in questo brano ci sono pure gli XTC di Dear God e direi pure il Carosone di E la barca tornò sola, altroché.

Oh My God