Secondi

Nei media la notizia della vittoriona di Filippone Ganna ha avuto meno spazio di quella della positività del gemello Simone al coronavirus manco fosse positivo al nandrolone, ma c’è una notizia ben più inquietante e ce la dà l’irrinunciabile Het Nieuwsblad: sui social sta avendo successo la maglia scarabocchiata pasticciata della EF, e se anche la gente stradale iniziasse a indossarla sarebbe un motivo sufficiente a chiedere il secondo lockdown. Proprio in occasione della vittoria di Ganna scrissi che ormai non ci speravo più nella vittoria di Puccio attesa da anni, ma oggi va in fuga e sembra anche il più in forma tra i fuggitivi, tra i quali però ci sono due della Israel che non solo fanno il gioco di squadra ma non sono neanche due ciclisti qualunque bensì due ex recordman dell’ora. E quando parte Dowsett sembra che anche stavolta per Puccio non c’è niente da fare, però un momento, sull’ultima salitella gli inseguitori recuperano parecchio e Puccio può farcela, e invece tornati sul piano Dowsett riprende a guadagnare e vince, e dietro il siculumbro vince la volatina per il secondo posto. Aspettavamo Puccio e invece spunta Pucci, o Fuffi o Bobby o come si chiamerà il cagnolino zoppo che entra nel percorso e nessuno riesce a fermare, ma per fortuna non provoca altre cadute che già siamo al completo, grazie. Dopo le interviste, al Processo si inizia a parlare di COVID e se qualcuno non ne può più e passa su RAISport a vedere il mondiale di mtb ed è a digiuno della materia, ascoltando il commentatore Luca Bramati non penserebbe mai che è il preparatore atletico e team manager di Eva Lechner, perché prima critica la criticabile scelta del cittì Celestino di non convocare altre donne, almeno Martina Berta e poi l’Austria che ospita le gare è vicina e la trasferta non  costava molto, poi ammira divertito l’azione con cui la giovane Frei stacca l’altoatesina, ma poi Eva dalla quarta posizione rimonta e va in zona medaglia e alla fine arriva seconda con un colpo di reni che è una cosa rara nella disciplina, e ottiene un’altra medaglia che però non è neanche stavolta l’oro ma per quello c’è sempre la mia idea della marathon dopo le olimpiadi, però pure gli europei tra una settimana, eh? Ormai diciamo sempre che questo è un periodo strano, e oggi, per la stagione e il terreno fangoso, sembra quasi ciclocross ma bisogna fare uno sforzo per ricordarsi che è mtb, e comunque nella gara femminile non è un caso che le prime due, la tricampiona Ferrand-Prévot e Eva Lechner, sono anche ciclocrossiste, mentre in campo maschile di crossisti non ce ne sono molti, non Van Der Poel che come materia olimpica vuole portare proprio la mtb ma quest’anno preferisce le residue classiche del nord allo scontro con l’octocampione Schurter, che neanche ci sarebbe stato perché Nino è nono mentre a sorpresa vince Sarrou, e quarto arriva Luca Braidot a proposito del quale Bramati ci regala una delle sue perle, dicendo  che è difficile distinguerlo dal gemello Daniele soprattutto quando hanno la maglia azzurra, e viene da chiedersi se è più facile quando hanno entrambi la maglia del C.S. Carabinieri, forse i gradi sono diversi, chissà. 

Ma Eva quando riuscirà a essere finalmente la prima donna?