This is the Day

Il giorno a lungo atteso non voleva arrivare, programmi diversi, intrusi come Trentin all’Europeo 2018 e altri accidenti, ma al termine di una settimana di polemiche con Van Aert che accusava Van Der Poel di aver corso la Gent-Wevelgem solo per farlo perdere e per questa affermazione è stato criticato dai suoi grandi connazionali, che se fosse per i semplici campionissimi da quelle parti si può trattare di invidia verso i giovani ma quando poi si aggiunge pure Merckx che è al di sopra di tutto e tutti allora va bene, dicevo che proprio nella Corsa più bella del mondo, il Giro delle Fiandre, c’è stato l’atteso duello tra i due ragazzi venuti dal ciclocross. L’azione decisiva in realtà l’ha iniziata Alaphilippe subito seguito da Van Der Poel e solo in seguito raggiunto anche da Van Aert, ma il francese nuovo delle pietre ha cercato più volte di cadere, e visto che da solo non  ci riusciva gli ha dato una mano una moto della giuria rallentando in un punto dove non poteva stare e contro cui ha urtato il campione del mondo, e ora speriamo  che non tirino fuori la storia della maledizione della maglia iridata. Trovatisi in testa loro due da soli senza intrusi, essendo tipi orgogliosi, non hanno cercato di fare i furbetti ma hanno tirato dritto dandosi cambi regolari e percorrendo affiancati l’ultimo muro come Merckx e Gimondi al Mondiale di Mendrisio. Però passare da Merckx e Gimondi a Roche e Criquelion, o peggio a Chiappucci e Cassani, è un attimo e nell’ultimo km hanno rallentato vedendo gli inseguitori in fondo al lunghissimo rettilineo d’arrivo, ma poi si sono decisi a partire all’unisono e hanno tagliato il traguardo praticamente appaiati con Van Der Poel davanti di una nticchia di ruota.

Così, se dei quattro campioni del mondo del ciclocross passati in anni recenti alla strada il primo a vincere una Classica Monumento è stato Van Aert a Sanremo, il primo a vincere una Monumento sulle pietre è stato Van Der Poel, ma continua a essere molto difficile dire chi dei due è il più forte. Forse solo tra qualche anno potremo dirlo, quando si potrà anche ricordare Chantal Blaak, prima nel Fiandre femminile, come degna vincitrice di un mondiale che fece storcere la bocca a chi la riteneva una seconda linea, e si potrà dire se questo 2020 sarà stato l’anno del ricambio generazionale. Alla Ronde mancavano Gilbert e Van Avermaet troppo infortunati, c’è ancora la Vuelta dalla quale però è difficile aspettarsi grandi cose da parte dei vecchietti Froome e Valverde, intanto al Giro gli altri vecchietti Nibali Fuglsang e Pozzovivo sembrano non poter più sperare di vincere un grande giro, soppiantati dai nuovi, come Almeida che con smorfie degne di Voeckler mantiene a stento la maglia rosa, come Kelderman che sembra però il favorito, come l’Impronunciabile che ha vinto la tappa, e diciamo che se la crono del sabato era stata la tappa dei tanti vincitori, la tappa della domenica è stata la tappa dei tanti sconfitti, però un altro vincitore, potremmo definirlo “morale”, c’è ma non si vede, ed è un altro figlio, Axel figlio di Eddy, che nella sua Axeon ha fatto crescere Almeida Guerreiro e l’Impronunciabile, e dato che il ciclismo è un mondo dove la bravura viene premiata è rimasto senza sponsor.

The The – This Is the Day