La Zeriba Suonata – Le Signore Jones e i pirati

Quando mi capita di zappare, o zappingare non saprei, dalle parti di qualche programma con i vip non mi meraviglio di non conoscere molti dei personaggi presenti dato che sono carente in cultura televisiva, però poi mi dicono che buona parte di questi sono famosi più che altro perché hanno avuto una relazione con altri vip, forse ce l’hanno scritto pure sulla carta d’identità, in pratica la proprietà transitiva della vippaggine. Però non penso che nel 1979 per incidere un disco fosse sufficiente l’essere comparsa in foto sul retro della copertina di un altro disco, oggi famoso allora non saprei, irriconoscibile e appoggiata a un’auto con l’autore del disco medesimo che cercava di congiungersi con lei more uxorio in quanto suo partner titolare. Ma sicuramente la ragazza in questione, Rickie Lee Jones, di etnia fricchettona, aveva rivelato notevoli doti di autrice ed interprete, più che l’anello di congiunzione tra Joni Mitchell e Tom Waits, cioè quel suo fidanzato. Due anni dopo incise Pirates, un altro grande disco che in copertina ha una foto di Brassai con la dieresi sulla “i”. E direi che se fosse stata una gara, a quel punto tra Rickie Lee e Tom Waits, nonostante il Blue Valentine della foto suddetta, era pari o forse era in leggero vantaggio la signora. Ma dopo è andata che Tom Waits ha pubblicato due dischi monumentali, Swordfishtrombones e Rain Dogs, mentre la Jones ha avuto una carriera discontinua e, per non essere da meno del suo ex in quanto a stramberie, tanto per dire a quel capolavoro fece seguire Girl At Her Volcano, un 10 pollici che non so se oggi è una rarità da collezionisti, io ce l’ho ma me lo tengo. I pirati che Rickie Lee Jones aspettava nella canzone omonima erano pirati metaforici.

Rickie Lee Jones – Pirates

Norah Jones ha venticinque anni meno di Rickie Lee e le due non sono parenti. Norah è figlia del sitarista indiano Ravi Shankar, famoso soprattutto negli anni dei trip per l’India, però ha vissuto solo con la madre, e per me comunque questo era solo un dato biografico, perché i grandi della musica, da John Lennon a Yoko Ono da Bob Dylan a Tim Buckley, non è che abbiano generato dei geni musicali. Dalla figlia dell’idolo di tanti fricchettoni e vissuta in una famiglia monca forse qualcuno si sarebbe aspettato chissà che musica strana, invece la signora Jones 2 non poteva fare musica più tradizionale: country blues e jazz a forte rischio abbiocco. Ma sarebbe un peccato addormentarsi durante l’ascolto di un suo disco perché si rischierebbe di perdersi qualcuno di quei pezzi che quando li azzecca le vengono proprio bene, come You’ve Ruined Me, contenuto in The Fall, album del 2009 più pop e pure leggermente elettronico, che si apre con Chasing Pirates, e anche qui i pirati di cui lei va in caccia sono metaforici. Ma un’altra cosa che a me piace di questa cantante, oltre al suo aspetto assai grazioso, è il fatto che sembra cantare e comportarsi molto naturalmente, senza costruirsi un personaggio, senza cantare (finto) sofferto come una donna che fuma beve e si droga, però mai quanto il figlio, e che è stata lasciata prima dai genitori poi dal marito che l’ha picchiata e infine è finita sotto un camion sulle polverose strade americane.

Norah Jones – Chasing Pirates