Siamo sicuri che siamo sicuri?

Se non mi interesso di sport motoristici perché sono andato a leggere dell’incidente avvenuto in Formula1? Solo per la brutta coincidenza domenicale e per fare un paragone. In Formula 1 hanno introdotto un sistema di sicurezza che era contestato ma ha salvato la vita a un pilota, nel ciclismo da anni gli esperti spingono per i freni a disco che sarebbero più sicuri. Cioè più sicuri per la frenate, e intanto sul loro utilizzo frenano proprio gli addetti ai lavori più coinvolti, a iniziare da squadre e ciclisti. Alla Roubaix del 2016 Francisco Ventoso si fece un brutto taglio a un ginocchio e diede la colpa ai freni a disco, ma qualcuno disse che non doveva essere andata così. Va bene che alla Roubaix sulla strada ci sono pietre fango polvere erba forse pure chiodi ma lame non credo, né tra le auto al seguito si era infiltrato l’arrotino. Qualcun’altro fa i distinguo e dice che i freni a disco possono essere pericolosi nelle corse su strada dove si corre in gruppo e si può creare un’ammucchiata a seguito di cadute, ma non nelle gare fuoristrada dove si corre uno dietro l’altro e non a caso in quelle discipline i freni a disco li usano tutti. Però dimenticano che spesso alla partenza delle gare di ciclocross, dove si è tutti insieme e si cerca di guadagnare la migliore posizione, le cadute con ammucchiate avvengono spesso. Ed è quello che è successo nella gara femminile di Coppa del Mondo a Tabor dove alla giovane Shirin van Anrooij una lama ha causato una ferita profonda al braccio, e il suo diesse Sven Nys, cioè il più forte crossista vivente, ha detto di non aver mai visto un taglio del genere. Purtroppo l’ha visto la ragazza che è rimasta sotto shock. Dato che la corsa si disputava senza pubblico, non c’erano terroristi islamici nei paraggi e Van Anrooij si è fatta male in una caduta di gruppo è chiaro che è stata ferita da un freno a disco, cioè dallo strumento che dovrebbe assicurare a lei e a tutti più sicurezza. C’è da sperare non che si torni a discutere dell’argomento, che di chiacchiere nessuno ha bisogno, ma che si lavori per rendere questo sistema più sicuro per chi lo usa. Dicevo della coincidenza, che in realtà a pensarci bene è doppia, perché gli incidenti sono capitati proprio nei giorni in cui si parla tanto di vaccini, uno due dieci cento mille vaccini, sicuri al 99% anzi quasi 60%, e ormai non ci si fida più di nessuno, tanto più con la sensazione che questa corsa serva solo alle aziende che fabbricano i freni a disco, cioè no, volevo dire i vaccini, e a tranquillizzare le persone per far tornate a girare l’economia, e allora a questo scopo può andare bene un vaccino qualunque, pure una cura qualunque, purché si faccia presto, poi con calma, semmai tra 20 anni, ne scopriremo qualche spiacevole e indesiderato effetto.