un capello di donna

La storia di Alfonsina Strada era diventata come una bici da cross dopo due giri di un circuito fangoso, e uno dei meriti di Antonella Stelitano, nel capitolo a lei dedicato, è di averla lavata per toglierle tutta la retorica le imprecisioni le semplificazioni i vittimismi e le rivendicazioni per conto terzi, tutti dovuti a chi si è buttato su questa storia come altri si sono buttati su quella di Bartali e i documenti per mettere in salvo gli ebrei.