La Zeriba Suonata – Due geni e un fantasma

Provate a immaginare una serata in un pub scozzese, non c’è nessun gruppo che suona, e allora chiedono di suonare qualcosa a due tipi mezzi ubriachi e pure tristi che si adattano con quello che trovano, una chitarra, una mezza batteria, e quello dei due che canta in realtà più che altro parla o recita, come preferite. Ecco, se siete riusciti a immaginare qualcosa del genere vi siete fatti un’idea degli Arab Strap, che non fanno parte della nobile tradizione locale delle etichette Postcard e Creation, ma la Scozia in musica ha mille risorse, e le loro canzoni tendenzialmente lente e romantiche, ma del sottogenere romanticismo sfigato, sono state definite post-rock o post-folk, e forse non è un caso che dalla Chemikal Underground sono passati all’etichetta dei Mogwai. Devo dire che dopo anni di ascolti solo ora mi sono accorto che quel cantato-parlato mi ricorda a volte Mark E. Smith, e se i Fontaines DC che si ispirano pure troppo ai Fall li hanno definiti geni, questi due allora sono superfantageni. Aidan Moffat e Malcolm Middleton annunciarono lo scioglimento 15 anni fa con il disco The Last Romance, e si sa che lo scioglimento è un requisito indispensabile per la reunion. Nel 2006 uscì l’antologia allegramente intitolata 15 Years Of Tears che si chiudeva con There Is No Ending, e quel titolo doveva far sospettare che la faccenda non finiva lì e che il duo si sarebbe riformato, e infatti a fine 2020 hanno pubblicato The Turning Of Our Bones, ma nell’immediato quel pezzo doveva mettere in guardia che neanche il disco finiva lì, e infatti c’è la ghost-track non segnalata, e trattandosi di una cover è grave perché avrebbero dovuto citarne gli autori, ma almeno non è una di quelle tracce carogne che arrivano dopo minuti e minuti di silenzio, succedeva con i cd. Tra l’altro l’ultimo brano ufficiale There Is No Ending è uno dei pochi con qualche strumento in più, e se in The Shy Retirer ci sono i fiati qui ci sono gli archi, potrebbero suonare ai matrimoni in sostituzione di Goran Bregovic, o forse no, meglio ai divorzi, perché si sa che gli Arab Strap non è il caso di chiamarli per suonare ai matrimoni, come potete verificare qui. Ma tornando alla traccia fantasma, io l’ascoltavo, la sapevo, ma non riuscivo a ricordarmi che canzone fosse, e in effetti è del 1977, non proprio roba recente: si tratta di It’s A Heartache, una hit della gallese Bonnie Tyler, che per chi non la conoscesse è in pratica la versione femminile di Rod Stewart.