Partendo dalle priorità

Anche le priorità sono opinabili. In questo periodo io avrei detto che le priorità del governo sono l’emergenza sanitaria e la crisi economica conseguente, invece poi scopro che almeno secondo l’ex premier jettatore le priorità sono i servizi segreti e il ponte sullo stretto di Messina. Allora non ci sarebbe niente di male se il governo, che ha un ministro apposito, si interessasse pure delle critiche del CIO sulla legge di riforma dello sport che lo renderebbe non indipendente dalla politica, come vuole invece il regolamento olimpico. Il CIO è estraneo alle beghe italiane, la vicenda non l’ho seguita molto, non conosco la riforma né mi interessa, però mi chiedo se la questione riguarda solo l’Italia, se in paesi come il Bahrain, gli Emirati Arabi, il Kazakhistan, lo sport è davvero indipendente dalla politica. Il CONI che invece è interessato dice che se non si cambia la legge ci saranno sanzioni, ma nel caso non credo si arriverebbe all’esclusione dell’Italia dalle Olimpiadi, forse si tratterà di sanzioni pecuniarie che l’Italia non avrebbe problemi a pagare visto che già butta tanti soldi che non ha, o la perdita delle Olimpiadi invernali che neanche sarebbe un problema, figuraccia più figuraccia meno. Però qui si continua a parlare tranquillamente di atleti che preparano le olimpiadi ma gli atleti non so se sono tanto tranquilli, tenuto conto pure del fatto che non è certo che poi si svolgano questi giochi di Tokyo viste le ondate continue di covid. E questa incertezza potrebbe avere conseguenze sui programmi degli atleti e forse le ha già, insomma questo è il secondo anno olimpico consecutivo e non so se tutti vogliono fare le stesse rinunce già fatte l’anno scorso, quando ad esempio i biker hanno rinunciato a tutta o quasi la stagione del  ciclocross. Sarà forse per questo che alcuni avranno pensato meglio l’uovo oggi che un’incerta gallina domani, hanno gareggiato nei campi hanno disputato i campionati italiani e forse faranno pure i mondiali, per la gioia del cittì Scotti che in passato si disperava per questo. Poi qualcuno tra loro oltre alla programmazione olimpica ha avuto problemi di salute o infortuni, ma comunque sia ieri a Lecce c’erano tutti ai campionati disputati su un percorso disegnato da Vito Di Tano, e a suo merito va detto che non si è fermato ai tempi di quando correva e vinceva soprattutto quando c’erano da fare molti tratti a piedi, è attivissimo e al passo coi tempi e il percorso era quasi tutto da fare in bici. E tra gli uomini ha vinto proprio un biker, Gioele Bertolini, che per la mtb olimpica non sarebbe neanche certo di essere selezionato, tanto più che quest’anno agli avversari si aggiungerà Jakob Dorigoni, campione uscente e ieri secondo, che non ha trovato ingaggi su strada. Tra le donne è tornata l’altra biker Chiara Teocchi, seconda davanti alla Lechner che non era in grandi condizioni, ma la notizia è la vittoria di Alice Maria Arzuffi. Suonava strano che la prima italiana a vincere nel Superprestige non avesse ancora vinto il campionato nazionale élite, ma trovava sempre la Lechner scatenata, ieri c’è riuscita e dato che corre per un team belga Het Nieuwsblad ha scritto “Eindelijk Arzuffi”, che significa “finalmente Arzuffi”.  Chi il mondiale non dovrebbe correrlo è Fabio Aru, e diciamo che uno che arriva decimo mentre i posti sono cinque non dovrebbe essere selezionato, e tra l’altro uno che non aveva punti non avrebbe dovuto partire dalla prima fila, forse ci saranno le wild card pure per questo? E allora perché tutte queste attenzioni? Intanto diciamo che lui ha ottenuto risultati che altri professionisti, come Trentin, quando tornavano nei  campi non ottenevano, facendo solo le comparse. Ma l’impressione è che questa specialità così povera si attacchi anche alla popolarità di Aru per avere pubblicità, e vedendo il video diffuso la settimana scorsa pure dalla Gazzetta, in cui c’è Aru coperto di fango dalla testa ai piedi che cerca di lavarsi almeno le mani con l’acqua di un bidone, chissà quanti ragazzi potrebbero appassionarsi a questa disciplina, tanti, forse.

EINDELIJK!