Promozione turistica mirata

La principale attività produttiva in Italia è ormai evidente che è quella della ristorazione, al punto che quando in tivvù dicono che il Paese sta soffrendo mi viene da pensare che forse hanno mangiato troppo e avrebbero bisogno di un digestivo. Ma pure il turismo, che poi coinvolge anche la ristorazione, è nei pensieri degli italiani, e da almeno una trentina d’anni a ogni elezione, dalle nazionali alle rionali, non c’è partito che non dica che bisogna puntare sul turismo, senza specificare come perché poi diventerebbe troppo impegnativo, pure l’ex Capitano ha detto: “turismo”, quindi non è difficile, provate anche voi. E se esistesse un Partito Asocialista composto solo da aspiranti eremiti, anche quello se ne preoccuperebbe, e tra essi gli stiliti ci penserebbero bene prima di scegliere una colonna su cui mettersi. Però solo il turismo interno non è sufficiente, l’altoatesino che va in Sicilia, il pisano che va a Livorno, no, ci vogliono i turisti esteri che portano valuta pregiata e allora per questo ci vuole la promozione. Maximilian Schachmann è un tedesco che di mestiere fa il ciclista, a Ferragosto in una Como semideserta sta correndo il Giro di Lombardia e prima di terminarlo vorrebbe raggiungere e scavalcare il terzo, ma anche nel semideserto spunta da chissà dove un SUV che lo investe e si frattura la clavicola. Nei giorni scorsi la squadra di Schachmann svolge un ritiro sul Lago di Garda, ma giusto perché non si può andare né in Australia né in Sud America, e una squadra ciclistica sono una trentina di atleti più tutto lo staff ed è un buon guadagno per l’albergo che li ospita. L’ultimo giorno prima di partire per la Spagna sette ciclisti allungano per fare qualche altra decina di km e un SUV che non avrebbe rispettato uno stop li prende in pieno tutti e sette, ci vuole una buona mira, ha la peggio Wilco Kelderman, un altro cui l’Italia porta bene, che si frattura una vertebra ma tra quelli che se la cavano con poco c’è ancora Maximilian Schachmann, e ora possiamo immaginare i suoi parenti e i suoi amici quanto fremano dalla voglia di venire a visitare l’Italia, avendo l’accortezza di viaggiare su di un tank. La squadra invece immaginiamo che l’anno prossimo, se sarà finita questa storia del covid, andrà in ritiro da qualche altra parte, pure il Rwanda è preferibile tanto più che, come dice Beppe Conti, l’Africa è il paese emergente.