Binda frainteso

Ieri c’è stata la sobria presentazione del percorso del Giro d’Italia, per la quale le norme anti-covid scongiuravano a priori il rischio di pacchianate come quando calarono dall’alto Contador in una specie di gabbia per canarini. Ma qualcosa in RAI dovevano inventarsi per attirare pubblico per quello che è uno degli eventi più noiosi del ciclismo mondiale, ed ecco che proprio in apertura si avanza una bella bionda recante il trofeo senza fine, una bella ragazza che non sembra proprio a suo agio in quel ruolo tra modella e facchino e che soprattutto ha un viso che non mi è nuovo, e già, perché quando una persona la si vede sempre e solo in un contesto la volta in cui il contesto cambia si può non riconoscere subito, e infatti la biondina era Letizia Paternoster, ormai ragazza immagine del ciclismo italiano, e speriamo che l’abbiano pagata visto che le è toccato il compito più faticoso. Ma certo la partecipazione gioverà alla sua popolarità e potrà procurarle degli sponsor, di cui ha già dimostrato di fare buon uso quando di recente ha salvato una squadra di giovanissime. La Paternoster era senza casco e bicicletta ma con i tacchi e una gonna che, una volta seduta, le lasciava scoperte le gambe, e qui si vede ancora una volta come Alfredo Binda sia stato frainteso se non tradito. Non voglio di nuovo scrivere che la più importante classica femminile l’hanno intitolata a lui che era contrario al ciclismo femminile e diceva che le donne devono stare a casa, perché pensandoci in fondo la prima edizione della corsa c’è stata nel 1974 mentre Binda è morto nel 1986 e se avesse avuto da ridire o avesse voluto contestare l’uso del suo nome per una manifestazione che non gli piaceva avrebbe avuto il tempo per farlo, ma invece mi riferivo al fraintendimento di una sua famosa frase, in cui diceva, in cittigliese stretto e al netto di accenti e dieresi, che nel ciclismo “ghe voren i garun”, cioè ci vogliono le gambe. Ecco, lui intendeva la forza delle gambe, e invece in RAI chissà cosa hanno capito e quando la Paternoster si è seduta le telecamere fisse che in genere nel ciclismo inquadrano il rettilineo finale si sono fissate dietro il tavolo con Letizia, e con letizia degli spettatori. Del resto lo spettacolo ufficiale era ben poco spettacolare, una passerella di direttori e manager e amministratori e politici, e non poteva mancare il nuovo presidente della Federciclismo, l’ex pacer (=guidatore di derny) Cordiano Dagnoni, che la prima uscita infelice della sua presidenza l’ha fatta subito già all’acclamazione, e proprio sul ciclismo femminile, dicendo che se vogliono la bella presenza ce l’abbiamo, specificando poi che è quello che vogliono i media, lui non ci tiene. Durante la trasmissione, dai vari presenti e presenzialisti si sono sentite solo frasi impettite e dignitose, di circostanza, l’unica a scantonare, come se all’improvviso si fosse trovata davanti Kirsten Wild, è stata proprio Letizia che ha detto che quest’anno “è importante soprattutto per me”, mettendo il ciclismo al centro della sua annata e sé stessa al centro di un pomeriggio in cui si parlava di tutt’altro, perché poi viene fuori la ciclista decisa che tra l’altro può davvero vincere una medaglia olimpica, soprattutto nella madison con Elisa Balsamo, e in più può concentrarsi sulla pista al contrario di Ganna che dovrebbe correre pure su strada. E a proposito di Ganna e del percorso del Giro, che non si dica che gli organizzatori hanno cercato di favorire gli italiani, perché dopo l’exploit dell’anno scorso ci si poteva aspettare una decina di tappe a cronometro e invece sono solo due, di cui una nel giardino di casa Ganna ma questo è un dettaglio. Poi ci sarà lo Zoncolan, che Letizia ci ha tenuto a ricordare che fu affrontato prima dalle donne, e viene da chiedersi cosa succederà lassù, ma non per la classifica ché quella dello Zoncolan è sempre una tappa indecisiva per il risultato finale, come avrebbe potuto dire Giada Borgato se l’avessero chiamata a ingentilire ulteriormente l’ambiente, ma per i famosi indiani, perché non c’è motivo di pensare che a maggio il problema covid sarà risolto, e allora gli indiani usciranno ugualmente dalle loro riserve rosse arancioni e gialle per vedere la corsa? Sono uscite anche le tracce dei temi per gli esami, cioè no, pardon, volevo dire i famosi temi ed eventi da celebrare e ricordare nel doposcuola cui in RAI tengono molto: 700 anni dalla morte di Dante, 160 dall’Unità d’Italia, 100 dalla nascita di Alfredo Martini, 90 anni della maglia rosa. poi la tappa del vino, quella di Bartali, la Cima Coppi, la Montagna Pantani, lo Zampellotto Cassani, e chi più ne ha cortesemente se le tenga perché non se ne può più. Infine sono previsti molti chilometri di trasferimento, lo si sa già ora, per cui i ciclisti inizino a pensare da adesso quali contestare e a cercare qualcuno dietro cui nascondersi dato che il miliardario Adam Hansen si è ritirato.

Il favorito di Letizia Paternoster per il Giro è sempre Vincenzo Nibali, che casualmente corre nella sua stessa squadra.