La Zeriba Suonata – ne vale la pena

Qualche settimana fa a proposito della casuale scoperta di Mitski scrissi che in realtà cercavo notizie su Frances Forever e che ne avrei parlato se ritenevo che ne valesse la pena. Anche se FF si è accasata con l’etichetta Mom+Pop non si parla ancora di un disco d’esordio, ma dato che da quei pochi pezzi che si possono ascoltare in giro su internet direi che ne vale la pena eccome, ve la propongo subito senza perdere tempo ad aspettare altro. Frances Forever è la ventenne Frances Garrett dal Massachusetts circondata da musicisti e coriste sciagurati come lei, fa una musica poppissima, tipo gli Stereolab senza la parte motorika, sembra il ritorno dei favolosi anni zero di quei gruppi casinisti e scanzonati e pure poco attenti al look che facevano un pop tutto loro e dei bei video anche animati ma con un’animazione non sofisticata, insomma gente come Architecture in Helsinki, Tilly And The Wall, The Pipettes o Peter Bjorn & John, che incidevano per etichette raggruppate sotto la sigla Coop poi PIAS e che sembravano interessati soprattutto a fare la loro cosa divertendosi. Ma non sono questi i suoi riferimenti, perché il nome d’arte scelto è proprio derivato dalla canzone Francis Forever di Mitski, ma lei ritiene troppo complessa la musica della cantante nippoamericana, e però non è una dilettante, avendo studiato canto corale. E proprio i coretti sono uno dei punti forti di Frances Forever come si può sentire nella versione live di Space Girl, nella quale in versione acustica non perdono niente e sono bravissime anche le due coriste che all’inizio sembra che stiano lì per decorazione. Ma di questo brano vi consiglio anche il video ufficiale dove i colori primari risaltano sul bianco della neve. Frances dice di scrivere canzoni anche per terapia, i testi sono tristi o ironici, ad esempio nella canzone della ragazza spaziale lei che si definisce pansessuale prende in giro i queer che su internet sembrano pensare solo in termini astrologici, ma la musica è sempre allegra, anche quando piangono in auto o mandano qualcuno a fare in cuore, come direbbero i ligabovari.