Addio Super Tuck

Come era stato annunciato da tempo, terminano oggi le avventure di Super Tuck, il supereroe che non potendo gettare il cuore oltre l’ostacolo perché attaccato al cardiofrequenzimetro getta lo sterno oltre il manubrio. Il primo a interpretare Super Tuck è stato Matej Mohoric, seguito da Michal Kwiatkowski e Peter Sagan, ma la maggiore popolarità l’ha avuta con l’interpretazione di Chris Froome, a cui sono seguiti tanti altri, anche semplici caratteristi. Super Tuck è stato sconfitto dal suo acerrimo nemico, il villain David Lappartient nei panni di Monsieur Le Président, che l’ha messo in condizione di non nuocere, non tanto ai professionisti , ché di incidenti causati da quella postura non se ne ricordano, quanto ai giovani che lo emulano. Ed è qui che a guisa di fagiano parte la domanda: si tratta del solito autolesionismo del ciclismo (che sarebbe più corretto definire bicilesionismo) o è solo il suo pubblico a essere psicolabile e facilmente suggestionabile? Perché diversamente anche nell’automobilismo e nel motociclismo, per evitare emulazioni, dovrebbero mettere un limite di velocità di 70 km orari, anche 50 nei centri abitati come nel G.P. di Monaco. In realtà c’è pure un’altra cosa che mi chiedo: se Evenepoel fosse stato accucciato in quella posizione scendendo dalla Colma di Sormano sarebbe volato oltre il muretto?