Treno contro treno tra tre notizie

Oggi la tappa è partita con tre notizie, una buona una cattiva e una bah. La buona è il ritorno alle corse dell’Airone Rosa di Maastricht, che punta alla cronometro delle Olimpiadi e tornerà in gara al Giro della Svizzera, un po’ come dire che di lavorare per Roglic al Tour non se ne parla proprio. La notizia bah è la rielezione di Malagò alla Presidenza del CONI, c’erano due candidati dal mondo del ciclismo e avremmo visto volentieri al vertice dello sport italiano Antonella Bellutti, mentre l’altro speriamo solo che si convinca ad andare finalmente in pensione, insomma poteva andare peggio. La brutta notizia è il ritorno dello spot delle barrette miracolose che proprio pensavo scongiurato, ma come dicevano in RAI Cassani è capace di fare più cose contemporaneamente: cicloamatore, maratoneta, Commissario di Tutti i Commissari Tecnici, commentatore (attività iniziata quando ancora correva), autore di libri e almanacchi, testimonial di più sponsor e di iniziative varie, e può ancora puntare a presentare il prossimo Sanremo o succedere a Mattarella. Ma per quanto riguarda il commento tecnico c’è Giada Borgato che è sempre più preziosa, ad esempio quando Pancani stava ipotizzando, anche se con tutte le cautele, che forse ieri era posizionato troppo avanti il vigile frangiflutti che è stato travolto da Dombrowki (che deve essere il tipo che di fronte a un bivio lo imbocca), lei ha subito precisato che queste persone fanno corsi di aggiornamento e quindi sapeva dove mettersi. E poi è di Giada la perla linguistica della giornata, quando di Mollema dice: “Usa usare questi lunghi lunghi rapporti”, che è una frase pure musicale e potrebbe affiancare Cassani nella conduzione di Sanremo. Ma tornando al tema dell'(in)sicurezza, oggi ne è capitata un’altra da antologia (dell’orrore) con Pieter Serry abbattuto dall’ammiraglia della Bike Exchange, gente che dai tempi in cui si chiamavano Orica già sapevamo che non sanno portare gli autobus, e stavolta il guidatore, poi squalificato, era in amabile conversazione e scambio di indumenti con un auto dell’organizzazione, e come facilmente previsto dai ciclisti le regole per la sicurezza causano altro genere di incidenti. Serry tra l’altro quest’anno era già stato abbattuto dalla polizia in Catalogna. Sugli arrivi come quello di ieri un bel paragone viene da Matej Mohoric che non si fa problemi per non poter più andare in discesa nella posizione da lui inventata ma ha detto che arrivare nei centri cittadini come successo ieri è “come guidare le Formula 1 su un circuito di go-kart”. E Mohoric è stato uno dei protagonisti della tappa di oggi. I due corridori determinanti sono arrivati uno a quasi 9 minuti e l’altro a 19 minuti dal vincitore, ma si tratta di due passistoni, due treni che hanno lavorato per i compagni. Mohoric, dopo il ritiro di Capitan Landa, ha tirato per miriametri per portare all’arrivo il gruppetto con dentro Gino Mader che ha completato il lavoro, anche se nel finale ha temuto di essere beffato come alla Parigi-Nizza. Filippone Ganna invece si è inventato un ventaglio da falsopiano per sparpagliare il gruppo e semmai avvicinare i fuggitivi. De Marchi è stato la vittima principale di questo attacco e quando ha capito che non ce l’avrebbe fatta a raggiungere il gruppo dei migliori, e non sto parlando di banchieri, ha mollato e probabilmente già starà pensando a una vittoria di tappa da conciliare con la buona classifica di Dan Martin. Ma quelli che vanno più forte al momento sono i due sulla cui forma c’erano molti dubbi, Bernal ed Evenepoel, con Ciccone in subordine e criticato da Cassani perché non corre con giudizio. Ma alla fine, quando i precipitosi cronisti RAI stavano già dando la maglia rosa al ragazzino terribile belga che oggi aveva un’espressione da assassino cinico e spietato, o era soltanto inespressivo, facendo i conti si scopre invece che tomo tomo cacchio cacchio il primo in classifica è il giovane ungherese Attila Valter, primo in maglia rosa del suo paese, e che, come ci ricorda Het Nieuwsblad, fu uno di quelli che al mondiale bagnato di Harrogate caddero nelle pozzanghere della cronometro, e ora e sta a vedere che i francesi della Groupama dopo averci provato con i connazionali Pinot e Gaudu hanno trovato nell’est sovranista l’uomo per le corse a tappe. Come ormai tradizione celebriamo il processo al Processo, in cui AdS con l’incompetenza che le compete dice che la Ineos poteva benissimo venire al Giro solo con Ganna e Bernal, che forse voleva essere una esagerazione retorica, ma inopportuna nel giorno in cui hanno lavorato molto anche Moscon e Castroviejo, quest’ultimo anche con una ruota forata, e poi Martinez ha fatto un bell’attacco per far lavorare i rivali. Sempre più insostenibile, AdS fa le domande ma poi risponde lei stessa o non è contenta finché il malcapitato intervistato non dice quello che le aggrada, quando si dice il piacere di confrontarsi. Poi a fine giornata, da un altro sport, arriva una quarta notizia, pure questa buona e giusta, e dovrebbero essere d’accordo anche quelli che preferiscono i ciclisti che corrono spesso rispetto a quelli che si prefissano solo pochissimi obiettivi stagionali: Marcell Jacobs, uno che non ha paura di gareggiare e corre all’aperto e indoor, ha stabilito il nuovo primato italiano nei 100 metri togliendolo a uno che corre poco perché si risparmia e poi è impegnato a girare gli spot pubblicitari.