Ciclismo fluido

Il mondo è sempre più fluido dal punto di vista etnico e geografico, checché ne dicano i sovranisti, compresi quelli ex-giustizialisti neo-garantisti, o gli integralisti neri, e per fare un esempio (im)pertinente di recente nella rubrica musicale ho scritto del saltarello suonato dagli australiani, del blues suonato pure dai bianchi e del reggae cantato dalle tedesche, anche se Bob Marley tra una canna e l’altra avrebbe detto che possono farlo solo quelli iscritti all’albo dei rastafariani. Quindi non c’è niente di strano che sugli Appennini si disputi un tappone alpino o quasi. La tappa è in ricordo di Bartali e proprio a Ponte A Ema parte la fuga, non tutti sono d’accordo e qualcuno dal plotone grida che gli è tutto sbagliato, ma alla fine la fuga va. Lo sconfitto di ieri, Evenepoel, dice che non è finita finché non è finita e devo dire che sono d’accordo finché sono d’accordo. L’inviata RAI dal paese ospitante a sua volta ospita un giovane musicista che vuole rendere un omaggio a Battiato definendolo cantautore, ma non sono cose che si dicono, cantautore sarà lui e chi non gli ha insegnato le buone maniere. A proposito di buone maniere, oggi la tappa è anche in ricordo di Martini e lo scrittore parlante rimpiange le persone educate di una volta, quelle che avevano i valori di una volta rimpianti da Pancani, mentre Borgato aveva già rimpianto i nonni di una volta e poco dopo il Supercittì rimpiange i massaggiatori di una volta: che volta quella volta! Il Supercittì e tutto il ciclismo italiano intanto esultano per un simbolico riconoscimento fatto a questo sport: Elia Viviani è stato scelto come portabandiera per le Olimpiadi, così almeno si rende utile, a parità di opportunità con Jessica Rossi, una che spreca le pallottole sparando ai piattelli, ma non dico quale miglior utilizzo potrebbe farne. Pare che la reazione di Elia sia stata discreta e non si è fatto dare subito una bandiera per sventolarla sulle teste degli altri ciclisti gridando Alé-oò, perché il suo diesse dice che dentro è inglese, evidentemente se il mondo fluisce i luoghi comuni ristagnano, però alle 5 p.m. Viviani si è puntualmente avvicinato all’ammiraglia per prendere la borraccia del tè con i pasticcini. All’arrivo Viviani è stato intervistato da AdS che ha riproposto la vecchia gag dell’anello, perché è una che si interessa di gossip, cioè è un’impicciona, ha scritto un libro su Coppi e la Dama Bianca con dentro tutti i cavoli loro, e insomma insiste perché Elia sposi Elena, che poi neanche vincono più niente cosa aspettano? Elia invece ha parlato del fratello Attilio che è stato convocato al Giro perché ci fosse qualcuno che lo sopportasse, ma Attilio si è ritagliato il suo spazio in questa corsa, e infatti il fratello di Viviani contende al figlio di Minali la maglia nera ma per ora è in vantaggio Riccardino Minalino.

Per quanto riguarda la tappa finalmente ha vinto Andrea Vendrame, uno che non ha un buon rapporto con gli automobilisti e corre per la AG2R, cioè una di quelle squadre francesi che se non fosse per le regole del World Tour in molti non vorrebbero nemmeno che fosse invitata, ma intanto questi ogni anno vincono almeno una tappa. Vendrame era nella fuga giornaliera, ma dietro c’è stata battaglia tra gli uomini di classifica, anzi no, perché ogni tappa alpina che si rispetti, anche se si corre sugli Appennini, viene affrontata con cautela in vista di un’altra, che però sarà a sua volta affrontata con cautela in vista … insomma sono arrivati in un bel gruppotto di oltre 30 non belligeranti, e solo Nibali ha preso qualche secondo di vantaggio, perché, dopo averci provato invano con Ciccone, se n’è andato da solo in discesa con la scusa che la strada era brutta e preferiva farla in testa, però Bernal non ha gradito, ha talmente poca fiducia o molta paura che teme pure l’Uomo dal braccio rotto. Però non è stata una giornata sprecata per Bernal, che infatti all’arrivo si è ritrovato senza nessuno sforzo supplementare due titoli mondiali juniores nella mtb, perché AdS, come fosse Re Mida, ha tramutato in oro le medaglie d’argento e di bronzo che Egan vinse a suo tempo

Amaarae – Fluid