Su una torta piccola ci vuole una ciliegia grande

Quello che dicono gli esperti prima della tappa quello succede in corsa. Gli esperti prevedevano un’alleanza tra la Deceuninx per una vittoria di tappa con Almeida e la Bike Exchange per la vittoria di tutto il Giro con Yates, e puntualmente hanno attaccato la DSM per Bardet e la Bahrain per Caruso. Il siciliano alla fine è stato l’unico che ha provato a ribaltare il Giro, è partito da lontano in discesa, ha staccato Bardet, non è riuscito a vincere il Giro ma almeno ha vinto la tappa, e in fondo oggi con Bernal non c’era molto da fare, stava bene e pure la sua squadra. Più di tutti è stato eccezionale Martinez che ha fatto un ritmo notevole nel finale, ha staccato man mano gli avversari, pure Yates e proprio nel tratto più duro dove si attendeva un suo attacco, a 2 km dall’arrivo ha avuto la prontezza di riflessi di arretrare un attimo a due millimetri dal traguardo volante per lasciare l’abbuono al capitano, ha ripreso subito a tirare e quando i due Ineos rimasti soli sono apparsi alle spalle di Bardet mi è sembrato di sentire ciuff ciuff, poi all’ultimo chilometro si è fatto da parte come se avesse finito le energie ma ha solo respirato un attimo ed è ripartito per mantenere il terzo posto di tappa. Certo che la novità dei traguardi volanti con abbuono a pochi km dalla conclusione della tappa è una genialata che ci dovrebbero spiegare, ma farebbero prima e meglio a non riproporla in futuro. Tornando a Caruso, nei giorni scorsi aveva detto che non barattava il podio per una vittoria di tappa ma ha ottenuto entrambe le cose, e sono tanti gli apprezzamenti sulla sua professionalità, ma sulla faccenda del gregario che ha lavorato sempre per gli altri si sfiora quasi il pietismo, e allora rassicuriamo chi non segue molto il ciclismo, non è che lo tenevano chiuso in uno stanzino per farlo uscire solo per la corsa e minacciandolo di fargli vedere le puntate del Processo di AdS se non si fosse comportate bene. Caruso alle Olimpiadi di Rio è stato l’unico italiano a correre sia la prova in linea che la cronometro, ha più volte avuto la possibilità di fare la sua corsa e al Giro di Svizzera del 2017 è arrivato secondo dietro Spilak, lo sloveno che faceva il fenomeno solo in Svizzera, sarà una questione di campi magnetici, boh. Insomma gli mancava solo la vittoria importante che è finalmente arrivata e, a detta del suo diesse Pellizzotti, è la ciliegia grande su una torta piccola. Da gregario di lungo corso Caruso ha ringraziato in gara il suo gregario di giornata Bilbao e poi nelle interviste tutta la squadra, dicendo che se hanno fatto tutto questo in 5 (3 si sono ritirati) si chiedeva cosa avrebbero fatto al completo. Cioè pure con Lando, pardòn, Landa? Meglio non saperlo.

Il gregario ringrazia il suo gregario, cioè no, il capitano ringrazia il suo capitano, insomma ci siamo capiti.