Van Der Poel scatenato vince pure la Coppa del Nonno

L’Interpol è sulle tracce della donna che ieri con un solo cartello ha fatto cadere 100 corridori. Sembra che la misteriosa scritta sul cartello sia un saluto a nonni e nipoti, ma questo non sarà d’aiuto nelle ricerche perché se anche si riuscisse a contattarli, dopo la figura di m**** in Eurovisione questi parenti farebbero finta di non conoscere la donna che Het Nieuwsblad ha definito “idioot” (chissà cosa vorrà dire in quella lingua ostica che è il nederlandese/fiammingo). Ma se ieri il bollettino medico è stato più lungo della cronaca della tappa non vuol dire che non sia stata almeno a tratti spettacolare e ciò per merito anche di Ide Schelling che oggi ci ha riprovato e a quanto pare si diverte a vincere traguardi parziali subito dopo qualche critica di Garzelli, il quale dovrebbe piuttosto stare attento a quello che dice perché non sbaglia solo le vocali ma anche le consonanti e definire Schelling “estroso” può essere rischioso. Ma tornando allo spettacolo, quello principale è stato per le vittorie, quella di Alaphilippe ieri dedicata al figlio e quella odierna di Van Der Poel dedicata al nonno. E ci accorgiamo che il fatto di essere un predestinato per Mathieu si sta rivelando pesante, perché ci si aspetta che vinca i trofei nel ciclocross e le classiche che vinse papà Adrie e le corse che vinse il nonno Raymond, più la Sanremo che la Vuelta, ma soprattutto che conquisti quella maglia gialla che il nonno non ha mai indossato neanche per un giorno, e forse per questo Mathieu si diverte di più in mtb perché è più libero dato che vi si dedicò un po’ il padre a fine carriera. Ora che Van Der Poel in un colpo solo ha vinto una tappa e preso la maglia gialla non per questo smetteranno di ricordarci due/tre volte al giorno che nonno Pou-Pou non l’ha mai vestita eccetera, ormai è un classico, anzi un tormentone come il massacro dei Catari e la vittoria di Manzoni nella tappa in cui cadde Pantani, e De Luca raccontando di quando il nonno seguiva il nipote anche sui campi del cross ha detto che Mathieu vinse la Coppa del Nonno. Oggi il secondo dei grandi che risponde all’appello, in attesa che Van Aert si faccia vivo, è partito dopo un tentativo di Colbrelli mentre Nibali ha lasciato che i ragazzi che avevano fretta andassero avanti che lui veniva dopo, e così in queste prime tappe l’italiano che ha avuto più visibilità è stato il toscano Kristian Sbaragli, compagno di squadra di Van Der Poel e migliore degli italiani nelle classiche delle Ardenne, perché lo shampoo magico ha fatto uno spot specifico per l’Italia in cui Sbaragli dice che usa quello shampoo perché ci tiene a’ hapelli, e questa sembra la caratteristica principale richiesta ai ciclisti per essere ingaggiati in quella squadra.

Kristian Sbaragli e Mathieu sbaraglia gli avversari.