Lui neanche ci doveva venire

Al Tour ci sono state tante cadute e purtroppo anche tante teorie sulle cadute. Gli ex ciclisti, compresa Giada Borgato, si lamentano che i giovani d’oggi in gruppo non hanno rispetto e che era meglio 15 anni fa. Mah, a me pare di ricordare che 15 anni fa c’erano i vecchi che si lamentavano dei giovani che in gruppo non avevano rispetto e che era meglio quando loro avevano iniziato a correre ed erano dei giovani, che però a questo punto viene il sospetto che non avessero rispetto per i vecchi. Bugno invece sembra che seguendo la pista etnica abbia trovato dei colpevoli, e non si tratta di Toni Martin ma degli australiani, mentre decenni fa erano gli statunitensi, e buon per gli eritrei che sono sempre pochi in gruppo perché come capro espiatorio andrebbero bene. Il problema è che la gente dà ascolto a Garzelli, che oggi era rilassato perché Schelling non è andato in fuga, ma il bello (si fa per dire) è che, con il ritorno a casa di alcuni capitani, cambiano gli obiettivi delle squadre e la Bahrain, che ha perso Jack Haig che poteva puntare anche a un 11esimo posto in classifica, ora dovrebbe mirare alla maglia verde con Colbrelli, e allora Garzelli tomo tomo auspica che Sonny vada in fuga anche nelle tappe difficili per prendere punti ai traguardi volanti, cioè dovrebbe fare proprio come Schelling per i GPM, solo che quando lo fa l’olandese a Garzelli gli viene il nervoso come all’Ispettore Capo Dreyfus quando sentiva nominare l’Ispettore Clouseau della Sûreté. Però oggi i corridori in gruppo si sono rispettati, pure troppo: “Oh Maglia Verde, ha perso la ruota del suo compagno? Prego, si infili qui allo scopo di usufruirne della scia e non prendere aria in faccia” “Grazie, molto gentile”, e non si preoccupavano del fatto che davanti, oltre a Périchon che è sempre il solito e va in fuga ma non arriva mai, c’era il giovane Van Moer che è pericoloso soprattutto se non lo mandano fuori strada, e infatti con grande sforzo l’hanno ripreso a 200 metri dal traguardo, e così la volata l’ha vinta Mark Cavendish, che dopo i risultati delle scorse settimane non è in fondo una sorpresa ma all’inizio dell’anno nessuno l’avrebbe detto. Cavendish non riusciva più a vincere, neanche con Ubuntu, e non trovava più squadra, si era fatta avanti solo una continental. Poi all’improvviso l’annuncio dell’ingaggio da parte di una delle squadre più vincenti, la Deceuninx, che tra l’altro aveva già attaccato il cartello con la scritta “Personale al completo”, anche se Evenepoel e Jakobsen erano in malattia. E a quel punto tutti a elogiare la bontà d’animo del vecchio patròn Lefevere che aveva vinto tante belle gare con Cav. Ma la favoletta è durata poco perché poi si è saputo che Mark si era portato lo sponsor da casa, una cosa per cui in Italia c’è stato un processo. Però prima sono arrivati i piazzamenti e poi le vittorie sempre più importanti, ma il Tour non era in programma perché il velocista doveva essere Bennett, che però ha avuto dei problemi a un ginocchio, non sappiamo se il boss gli abbia tirato un calcio di nascosto, ed è stato sostituito all’ultimo momento. Lefevere, che è pure columnist di Het Nieuwsblad, ha scritto che dopo la vittoria al Giro del Belgio aveva chiesto a Cavendish dove era stato in questi anni, insomma cosa aveva fatto in tutti questi anni, e non sappiamo se Mark ha risposto di essere andato a letto presto, ma avendo sposato una modella della terza pagina di The Sun ne avrebbe avuto ben donde.

Garzelli ripreso mentre Schelling è in fuga.