La Zeriba Suonata – Sarò breve e altrettanto spero di voi

Vi avevo proposto Jorja Smith qualche tempo fa quando ancora non era uscito il suo secondo disco e diciamo che ce ne ha messo di tempo per farlo, ma quando l’ho comprato e ascoltato è finito subito, sono 8 brani per 25 minuti, e ho scoperto che in realtà non sarebbe il suo secondo album, perché discogs lo classifica tra gli EP, ma va bene, io sono per le cose brevi. Qualcuno potrebbe obiettare che la brevità caratterizza le cose dei giovani con cui io non c’entro, ma come la mettiamo con le serie? E poi, a parte il fatto che non sono coetaneo di Dostoevsky, proprio perché a un certo punto ci si rende conto che il tempo non è illimitato, come invece può sembrare quando si è giovani, si devono cercare le cose brevi: EP, racconti, cortometraggi, e infatti non so se oggi andrei a vedere un film come C’era una volta in America. E in più, per lo specifico della musica, ma qui mi ripeto, dopo la stagione dei cd che duravano 70/80 minuti e spesso con brani riempitivi, cose di una ventina d’anni fa, ho apprezzato ancor di più i dischi che duravano la metà. E poi non conta la quantità ma la qualità, e in Be Right Back ce n’è eccome, soul r’n’b elegante con spezzatino di chitarre eteree o new wave. Ma ora, per restare fedele al proposito di essere breve, chiudo e devo dire che sono soddisfatto, non per quello che ho scritto, ma per essere riuscito nella non facile impresa di parlare di Jorja Smith senza fare il benché minimo cenno alla sua straripante bellezza.

Addicted live