Cervelli in fuga.

Nella tappa semipirenaica del Tour c’è stata una fuga di cervelli. Ha vinto Bauke Mollema che è forte come ciclista ma come lettore è ancora più forte ed era in uno di quei giorni in cui, o parte da 10 o da 40 km come ieri, non lo prendono più. Grazie all’andamento lento del gruppo, un altro fuggitivo è balzato addirittura al secondo posto in classifica ed è Guillaume Martin che è laureato in filosofia e ha scritto il libro “Socrate in bicicletta”. Eppure questo pensatore dice che quando corre non pensa troppo: “il ciclismo non può essere ridotto a una semplice riflessione, a un calcolo razionale. Se penso troppo, non agisco”, ed è più o meno la stessa filosofia di Pierre Rolland, solo che quelli della RAI non capiscono le azioni quest’ultimo e ne parlano così male che se fossero a bordo strada forse gli tirerebbero degli ortaggi, ma sono le stesse persone che in altre circostanze elogiano l’azzardo, il ciclismo romantico di una volta, le azioni coraggiose, forse dipende pure dalla nazionalità del ciclista, perché poi va bene uno come Cattaneo che corre con i watt in testa senza mai fare fuorigiri ed è il primo ad ammettere che il suo modo di correre non è spettacolare. Ma in RAI sono tutti dei gran cervelloni, ad esempio in Francia sono in quattro: un cronista, un commentatore, uno scrittore parlante e un intervistatore che sa tradurre le risposte ma non le domande e quando le fa è sempre incerto, e nonostante la pattuglia nutrita quando alla fine della tappa hanno intervistato Pogacar non c’era uno pronto a tradurre e così hanno preferito tornare in studio a sentire Orlando e i suoi ospiti ripetere sempre le stesse cose. Sarebbe stato meglio allora dare un po’ più di spazio al Giro Donne che ha visto un altro evento: a 35 anni e dopo 10 giri disputati Ashley Moolman ha finalmente vinto una tappa, non c’era riuscita da capitana e neanche da gregaria di capitane che a volte l’hanno aiutata, ma quello che non era riuscito a Marianne Vos è riuscito a Anna Van Der Breggen. Con Demi Vollering le ragazze della SDWorx hanno fatto di nuovo tripletta e l’unica che anche stavolta ha provato a contrastarle è stata Marta Cavalli, mentre Elisa Longo Borghini ha fatto l’ennesima fuga a vuoto della stagione, sta diventando come Pierre Rolland ma non ditelo a quelli della RAI.