Il Poeta e il gabbiano

Il Poeta era molto famoso, scriveva molte poesie sui gabbiani, lui scriveva: un gabbiano e la gente diceva: oh, che immagine poetica, e se scriveva: un gabbiano sul mare, la gente diceva: oh, che immagine doppiamente poetica. Una volta al convegno La Scuola incontra la Poesia uno studente gli chiese perché non scriveva poesie sui gabbiani che volano sulle discariche di rifiuti e il Poeta prima cercò di farfugliare qualcosa e poi cambiò discorso, ma alla fine chiamò in disparte la Direttrice e le consigliò di bocciare quel ragazzo che con quella domanda si era dimostrato stupido insensibile e immaturo. Il Poeta era anche molto lusingato da un racconto famoso in cui un gatto che deve insegnare a volare a una gabbianella chiede aiuto proprio a un poeta, e certo se gli fosse successa davvero una cosa del genere lui non avrebbe avuto idea di cosa fare, da dove cominciare, ma volare è un’immagine poetica e comunque a lui faceva molto piacere che ci fosse questa altissima considerazione dei Poeti.

Poi successe che una mattina il Poeta si svegliò di buonora, cioè dopo mezzogiorno, l’ora in cui si svegliano i poeti, soprattutto dopo una nottata passata a fare il poeta in un locale in cui alcune sue muse si avvinghiavano a un palo a guisa di edera dopo essersi liberate dall’oppressione degli abiti, e quando era rientrato a casa aveva parcheggiato in strada perché era in trance visionaria e poetica, ma secondo gli amici era semplicemente ubriaco, e per questo non sarebbe stato in grado di centrare la porta del garage. Ma quando arrivò a pochi metri dalla sua auto color verde-mare-poetico vi trovò sopra un gabbiano che stava sgranocchiando un topo e che, non avendo nessuna intenzione di interrompere il pasto, si mostrò subito maldisposto nei confronti dell’umano, di cui nella sua bestialità non riconosceva le virtù poetiche. Non si è mai saputo cosa successe precisamente nei minuti successivi, l’unica cosa certa è che da quando il Poeta fu dimesso dall’ospedale non scrisse più un rigo sui gabbiani, ma scrisse solo poesie sui colibrì.

Se poi siete curiosi di sapere cosa ne è stato dello studentello che faceva domande indisponenti, ebbene non fu bocciato, anche perché era figlio di un vice-imprenditore, ma arrivò a laurearsi in una prestigiosa Università del Nord con una tesi su imprenditoria e cazzimma e dopo mise su una Ditta per lo smaltimento dei rifiuti.