Racconto mensile – Goldilockdown

In tutta la regione c’era stata una terribile epidemia e, per evitare i contagi, alla gente e agli animali era vietato uscire di casa. Riccioli d’Oro ne soffriva, il tempo lo passava dormendo mangiando e girando in tondo. La madre le diceva di leggere qualche favola ma lei rispondeva che le favole sono tutte assurdità e allora la madre le diceva di mettersi a giocare ai videogiochi e non rompere i marroni che non potevano neanche andare a cogliere nel bosco, perché non si poteva andare da nessuna parte. E nel bosco c’era la casetta degli orsi dove Babbo Orso si lamentava perché si sentiva in gabbia, mentre Mamma Orsa lo invitava a guardare il lato positivo della faccenda: Ora che non si può andare in giro nessuno può entrare nella nostra casa e venire a mangiare nelle nostre scodelle, a sedere sulle nostre sedie e a dormire nei nostri letti. Orsetto stava sereno perché diceva: Quelle brutte cose non succederanno più neanche quando si potrà uscire perché la televisione ha detto che dopo questa dura esperienza usciremo tutti migliorati e quindi nessuno farà più cose cattive.

Dopo qualche tempo l’epidemia finì e tutti poterono tornare a uscire. Un giorno Mamma Orsa aveva cucinato zuppa di salmone e come al solito l’aveva fatta troppo bollente, allora in attesa che si raffreddasse i tre orsi fecero un giretto in paese, che era a un centinaio di metri ma non essendo più abituati a camminare gli sembravano chilometri. Durante la loro assenza Riccioli d’Oro si intrufolò nella loro casa, mangiò in tutte le ciotole e quello che era avanzato lo buttò sui muri, poi con le scarpe sporche salì in piedi su tutte le sedie e saltò su tutti i letti, e alla fine, poiché la casetta degli orsi era di legno, prima di fuggire le diede fuoco.