Errori strategici

Devo ammettere che quando studiavo, e l’insegnamento della storia è sempre stato incentrato sulle guerre, c’è stato un periodo in cui ammiravo l’abilità battagliera di Garibaldi, un personaggio non molto apprezzato dalle mie parti, gli dedicano le piazze principali ma nessuno va in giro con la sua immagine sulle t-shirt. La sua colpa è di aver combattuto per l’annessione del Sud ai Savoiardi, che qui si usano solo per fare il tiramisù, quando si stava così bene con l’illuminata dinastia dei Borbone, e se si fossero confermati regnanti in carica immagino che il calciatore populista, amico di boss e dittatori, si sarebbe fatto volentieri una foto anche in loro compagnia. Ma tornando a Garibaldi i suoi erano altri tempi e non si può giudicare con i parametri odierni. Oggi di combattenti e strateghi non voglio sentire parlare, le battaglie significano solo morti, ma intravedo titoli e articoli e interesse per i combattenti della guerra slava e per i loro comandanti, chi sono cosa fanno cosa leggono, e più di tutti immagino per il capo in testa che ha difeso il suo popolo e la sua terra prima dall’invasione dei vaccini e poi da quella dei russi. Ma pure lui commette qualche errore strategico. Infatti ha cercato di coinvolgere Israele paragonando quello che succede in Ukraina alla persecuzione degli ebrei finendo per urtare la suscettibilità di quelli, ma lui che è di origini ebree avrebbe dovuto sapere che loro sul genocidio c’hanno il copyright e nessuno, neanche gli armeni, si può permettere di andare in giro a vantarsi di essere perseguitato come accadde con gli ebrei. E poi il presidente combattente avrebbe dovuto comparire in video durante la cerimonia degli Oscar, perché se lo si guarda distrattamente può sembrare il solito militare che va al potere ma lui è stato attore e sceneggiatore. Però all’Academy non si sono messi d’accordo e non se n’è fatto niente, e non se se Zelensky si rende conto che gli è andata bene perché qualcuno avrebbe potuto dire che quella era la prova che in Ukraina non sta succedendo niente ed è tutta un’invenzione americana, e le scene di guerra le girano a Hollywood negli stessi studios dove girarono l’atterraggio sulla luna. E poi non so quale messaggio di pace poteva essere credibile in una serata in cui è volato qualche schiaffone. Tra parentesi anche al regista italiano è andata bene, gli sciovinisti si lamenteranno che non abbia vinto un oscar col suo film che tira in ballo il calciatore populista ma è già tanto che non gli abbiano chiesto indietro quello che gli hanno dato l’altra volta, si erano sbagliati, che male c’era ad ammettere un errore?