Vuoto con Lloyd

Non so perché ho comprato Vita con Lloyd di Simone Tempia, forse perché non sapevo che era un fenomeno del web, altrimenti l’avrei guardato con sospetto, forse per averne letto un dialogo che astratto dal contesto sembrava promettente, forse perché è illustrato da Tuono Pettinato alias Andrea Paggiaro buonanima. Poi a leggerlo già le illustrazioni si rivelano poco più che segni grafici per separare paragrafi e capitoletti, ma dicevo le frasi astratte dal contesto, il problema è che qui il contesto non c’è, c’è solo il vuoto, discorsetti astratti col sospetto che dietro la parvenza di libretto umoristico si nasconda un manualetto pure snob di quelli che hanno la presunzione di insegnare a vivere per raggiungere la serenità se non la felicità, come tanti che asfissiano le librerie. Nei dialoghi tra Sir e il suo maggiordomo Lloyd alcune molto generiche situazioni della vita vengono paragonate con il giardinaggio o l’economia domestica, ma tutto campato in aria senza un minimo accenno di concretezza. Insomma giochini di parole, un divertissement con cui l’autore si è divertito e i lettori pure, così parrebbe, però c’è una cosa che forse non si nota se le scenette vengono centellinate sul web ma diventa presto fastidiosa se esse vengono lette di seguito, e mi riferisco alle riverenze con cui si chiudono i singoli dialoghi, “Grazie, Lloyd” “Prego, Sir” con piccole variazioni sul tema, che lasciano il rammarico che i due tizi non esistano davvero per poterli solennemente ma non educatamente mandare a fare in culo.

Di Tuono Pettinato cercate Apocalypso! e leggete “Papa Placebo”.

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