La Zeriba Suonata – Scene da due matrimoni

Potrei cavarmela dicendo che l’estate è la stagione delle repliche e quindi tutti sono legittimati alla riproposizione sfrenata, ma i due brani di oggi, due canzoni che non mi stancherei mai di ascoltare e che ho già postato singolarmente anni fa, li propongo in maniera diversa mettendoli a confronto perché si tratta di due proposte più o meno di matrimonio.

Bid dei Monochrome Set è onesto perché avverte la sua fidanzata che gli dovrà radere i baffi, preparare la colazione che non lo soddisferà mai, che i loro figli saranno spesso puniti e altre cose del genere, ma non le ha mai detto che sarebbe stato divertente. Si tratta di tipica autoironia inglese o è lo sguardo distaccato sullo stile di vita brit di un autore che inglese-inglese non è perché – autentico precursore dell’indie-rock – era originario delle lontane Indie?

Monochrome Set – Bliss

Annie Clark chiede a un certo John di sposarla. E’ una ragazza carina, dall’aspetto tranquillo, perché John non accetta? Forse ha capito che a Annie piacciono le donne e che a volte si trasforma in St. Vincent, scosciata scollata e sfrontata (una vera sfront-woman), polistrumentista ma soprattutto chitarrista folle. Però anche lei è stata onesta perché dice che se la sposa poi non si accorgerà che è andata da un’altra parte, semmai nelle braccia di qualcun altro. Ma St. Vincent è così anche musicalmente, la vedi lì e un momento dopo è già altrove. Annie Clark invece no, e Carrie Brownstein, chitarrista delle Sleater-Kinney passata alla regia (e visto l’esito della reunion del suo gruppo direi che ha fatto bene), ha realizzato il documentario The Nowhere Inn in cui vuole mostrare che Annie Clark è una persona perfino noiosa, ben diversa dal personaggio St. Vincent. La quale, nonostante abbia collaborato alla sceneggiatura del film, non vi si riconosce completamente. E grazie, sfuggente com’è non si riconoscerebbe neanche allo specchio.

St. Vincent – Marry Me