A spasso con la Zeriba – Altena

Ho recuperato questa vecchia rubrica per dare un consiglio a chi non ha ancora deciso dove andare in vacanza e sta approntando un qualche genere di sorteggio all’aeroporto o alla stazione, ferroviaria marittima o delle corriere è uguale. La meta consigliata è ideale per quelle che una volta la stampa snobbona definiva vacanze intelligenti, perché vi permetterà di apprezzare delle opere di arte contemporanea, ma stranamente è poco ambita dai turisti italiani, non ho statistiche sottomano per poterlo dire con certezza, ma chi ha bisogno di dati per dire quello che gli passa per la testa? Sto parlando del Noord-Brabant o Brabante settentrionale, per distinguerlo da quello belga, ma dire Brabante olandese sarebbe come dire l’Emilia lombarda, e non mi fate ripetere sempre le stesse cose. Il capoluogo di questa provincia dei Paesi Bassi è ‘s-Hertogenbosch, città che ha dato i natali a un pittore famoso con il nome d’arte di Hieronymus Bosch e alla ciclista Marianne Vos. La meta più specifica di questa puntata è la municipalità di Altena. In mezzo alla campagna brabantina, sotto il cielo basso che compete ai Paesi Bassi, c’è uno dei borghi che ne fanno parte: Babyloniënbroek, un paio di strade in tutto. L’attrazione locale non sono i Giardini pensili di Babyloniënbroek ma un’installazione artistica risalente al 2009. L’anno prima l’illustre compaesana Marianne Vos vinse la medaglia d’oro nella corsa a punti alle Olimpiadi Pechino. Gli storici narrano che la ragazza fu portata in trionfo su due biciclette d’oro, o più probabilmente dorate, di autore ignoto, non è chiaro se a cavalcioni di entrambe o a turno, e poi i manufatti furono collocati sulla Broeksestraat.

Nei paraggi, ma proprio da qui a lì, c’è Meeuwen che può vantare anche un Castello, ma in una Monarchia un castello non si nega a nessuno. Ma noi non ci andremo perché visto un castello visti tutti.

Infatti la seconda meta della nostra passeggiata è pochi passi più a sud, non guardate i cartelli con le indicazioni, sì a tot km in per di là c’è Breda ma non ci interessa, dobbiamo guardare giù, proprio la rotonda.

Su questa rotonda nel 2016 fu collocata una scultura che raffigura bici che salgono e che scendono e in mezzo, intagliato nel duro metallo, un nome: Marianne Vos (come avete fatto a indovinare?)

L’opera di Pim Wever è intitolata Wielerkoningin (= la Regina del ciclismo) , però anche alla Regina è costata fatica perché alla solenne cerimonia di inaugurazione il telo che copriva l’opera non fu strappato con un semplice gesto da una qualche autorità ma abbassato da una fune collegata alla pedaliera di una bici rossa azionata manco a dirlo da Marianna medesima.

Su youtube c’è un video un po’ lungo della manifestazione e non lo posto, all’inizio si vedono molte persone in bici, soprattutto ragazzini, che corrono attorno alla Rotonda, poi discorsi lunghi e solo quando parla Marianne i presenti ridono, ma non capisco cosa dice quindi niente. Ma questo non è stato il primo omaggio che Meeuwen ha voluto rendere all’illustre concittadina, perché già nel 2013 nel parco locale furono collocate delle opere di Richard Van De Koppel dedicate ad abitanti speciali della cittadina, e tra i pochi che un piccolo centro statisticamente può permettersi c’era ovviamente la Vos cui è stata dedicata un’altra scultura intitolata “Kanjerroute”, in parte metallica e in parte in materiale trasparente che raffigura il suo profilo con i cinque cerchi olimpici in testa.

E con questo mi sembra che qui non c’è più niente da vedere, ma tenete presente che il padre di Marianne, come ha raccontato lei stessa al Tour de France, sta raccogliendo suoi trofei e memorabilia per farne un museo.

Ma è questo il trono che si addice a Marianne: una panchina in mezzo alle sue campagne con vicino una bici, pronta a partire per altre fantastiche avventure, con buona pace delle avversarie.