Racconto di Ferragosto

Questo racconto volevo pubblicarlo la prima domenica di luglio per chiudere la stagione del racconto mensile, che potrebbe riprendere in autunno ma anche no, però preso dal Tour e dal Giro Donne me ne sono dimenticato e la rubrica è finita bruscamente. L’avevo inserito in una mia fanzine di qualche anno fa e ora lo ripropongo qui. Diciamo che è in tono con il clima estivo e poi mi diverte l’idea che si possa prestare ad almeno 3 o 4 letture, almeno spero.

Le donne nude

Abito qui da sempre e per tanti anni non si erano mai viste, neanche una. Poi, un bel giorno, le donne nude hanno iniziato a venire. All’inizio poche, poi forse si sono passate la voce, sono aumentate. Ma anche quando erano diventate una bella colonia non deve essere stato facile per loro perché non passavano inosservate, come si dice, eppure quando qualche volta che ha fatto più freddo qualcuna di loro si è un po’ vestita si stentava a riconoscerla; spogliata da quella sua caratteristica peculiare la potevi confondere con le altre donne, e se le davi a parlare, quando ti accorgevi che era una donna nuda rimanevi un po’ imbarazzato, pensavi che se qualcuno ti aveva visto chissà che cosa pensava. Perché c’era un po’ di diffidenza, anche di ostilità della gente verso le donne nude, e invece il prete diceva che questa chiusura non andava bene, che bisognava accogliere tutti, e lui, per dare l’esempio, ne teneva una in chiesa a fare i servizi nella canonica. Non tutti erano diffidenti, c’è stato anche qualche matrimonio misto, pochi, in verità mi ricordo solo un operaio, uno che lavorava 10-12 ore al giorno, non aveva molto tempo per fare altro, e ne ha sposata una di queste donne nude, e poi hanno anche avuto una figlia mezza nuda. Ma la madre, poverina, è morta ancora giovane, per una brutta pleurite. Poi, piano piano, le donne nude hanno iniziato ad andar via, hanno preferito andare a vivere da qualche altra parte. Forse se ne sono andate perché c’era un clima freddo verso di loro. E alla fine non ne è rimasta più nessuna qui. A qualcuno fa piacere che se ne sono andate perché dice che la razza qui poteva imbastardirsi. Però quando c’erano le donne nude in giro mi pareva che c’era più vivacità, sentivi le loro conversazioni con quel loro modo di parlare, di gesticolare, e quei loro tratti somatici. Adesso siamo tornati ad essere tutti uguali e non lo so se è tanto meglio.

Il ricordo ormai sbiadito di una donna nuda.