Sventure

Ci sono dei personaggi nel ciclismo o attorno ad esso che fanno un po’ paura. Ad esempio chi ha pensato lo spot del Giro d’Italia. C’è Vincenzo Nibali che esce di mattina per allenarsi e si trova in una nebbiosa brughiera e col diradarsi della nebbia vediamo uno sparpaglìo di ciclisti morti e alla fine tutti insieme raggruppati in un funereo plotone passano vicino a una serie di croci, e non so che idea hanno del ciclismo e quale ne vogliono dare i creativi del caso. Però in questa terra sventurata che ha bisogno di eroi e che ama la retorica e il melodramma e, fatto non secondario, pratica la piaggeria estrema, il video è stato da molti elogiato. In realtà in quel plotone ci sono due ciclisti ancora vivi, Moser e uno che dalla maglia e dal fatto che si accompagna con Gimondi si direbbe Merckx anche se non gli somiglia troppo, ma in ogni caso consiglierei a lui, a Moser e anche a Nibali di fare gli scongiuri. E a proposito di scongiuri, c’è una ciclista che inizia a far paura, ma non nel senso della retorica sportiva, perché Anna Van Der Breggen è forte, fortissima, ma non è questo il punto, ha iniziato quando dominava la Vos, poi è arrivata la Van Vleuten, poi è tornata la Vos, ma intanto Anna toma toma cacchia cacchia ha accumulato medaglie e trofei abbondando in qualità quantità e varietà. Le erano rimasti da vincere il campionato nazionale in linea e l’europeo e il mondiale a crono e in poco più di un mese ha ottenuto pure questi titoli, ma la cosa inquietante è come ha ottenuto le ultime due vittorie. Al Giro la scorsa settimana era terza ma la dominatrice Van Vleuten è caduta e si è rotta il polso e superare la Niewadoma è stato un gioco da ragazze, ieri ha al Mondiale a crono la favorita Chloé Dygert era in testa ma è caduta in un fosso anche se non è detto che avrebbe vinto perché Anna era in forte rimonta, però ricordando che anche alle Olimpiadi l’ex olandese ha vinto dopo una caduta della Van Vleuten verrebbe da pensare a male ma noi non crediamo in queste cose. Invece crediamo, speriamo che le altre cicliste, anche se si dice che gli sportivi sono scaramantici, non siano superstiziose, ma probabilmente, quando alla fine del 2021 Anna Van Der Breggen si ritirerà come anticipato, le cicliste tireranno un sospiro di sollievo.

Anna Van Der Breggen nel 2014 in maglia ciclamino, colore che porterebbe fortuna, a lei ovviamente.

La Zeriba Suonata – una donna che provoca

Chris Korda proviene da una famiglia di scrittori e cineasti, è un’attivista trans e vegana, e a questo punto qualcuno potrebbe pensare che si tratti di una tipa pallosa sempre pronta a rimbrotti e pistolotti, e invece le sue attività sono contraddistinte da paradossali provocazioni come quando nel 1992 fondò la Chiesa dell’Eutanasia che come soluzione per la salvezza del pianeta indicava il suicidio. Nel 1995 lanciò un’altra iniziativa spiazzante, la campagna Unabomber For President. Chris Korda è anche artista e performer, sviluppatrice di software e musicista prevalentemente house. I suoi primi dischi riprendevano le sue diciamo teorie sociali: Demon In My Head e Save The Planet Kill Yourself furono incisi per la sua etichetta Kevorkian Records (Jack Kevorkian detto Dottor Morte fu un teorico dell’eutanasia). Poi per la International Deejay Gigolo di DJ Hell incise Six Billion Humans Can’t Be Wrong in cui cantavano quelle sgallettate delle Chicks On Speed, trio tedesco famoso ai tempi dell’electroclash, e in seguito The Man Of The Future in cui gli sperimentalismi non impedivano a pezzi come Nothing di essere pure godibili. Di recente, avendo creato un software per operare inauditi cambi di tempo, ha lanciato la sua nuova battaglia per “liberarsi della tirannia del 4/4”. Ora se vi aspettate che io vi spieghi questa faccenda siete fuori strada, non ne ho la minima idea, andate pure sui siti specialistici, io mi limito a dirvi che la sua invenzione, o più probabilmente re-invenzione del polymeter, ha prodotto gli album Akoko Ajeji (Perlon, 2019) in cui in definitiva ascoltiamo una musica house loungeggiante, e poi Polymeter (Mental Groove, 2020) in cui si ascoltano una chitarra o un pianoforte virtuali che suonano jazz, vedi Ona Lile, e se Chris Korda avesse inventato anche un software per riprodurre dei gridolini il risultato potrebbe essere scambiato per quel pianista coi capelli crespi che nel secolo scorso era l’idolo della borghesia jazzofila.

La Zeriba Suonata – calcestruzzo

Secondo i politici e i loro suggeritori, cioè gli imprenditori, il Paese deve ripartire dal cemento, anche se da tempo si sa che il calcestruzzo è deperibile e il crollo del ponte Morandi lo ha drammaticamente mostrato a tutti. Però, se il calcestruzzo non sarebbe adatto per l’edilizia, da esso almeno può ripartire pure la musica, anche se non proprio convenzionale, anzi “priva di melodia, solo rumori, urla, ferro e cemento” come quella dei trevigiani Béton Brut, che non significa Brutto Bestione, tanto più che quelli, i brutti bestioni attorniati da ragazze sculettanti, in genere fanno musica da classifica, ma è un rimando all’omonimo movimento architettonico. I Béton Brut sono La Suprema Assenza, Il Buio Oltre La Siepe e Oscura Speranza più la voce di Sylvia Schlecker e hanno inciso un 7 pollici picture disc in 23 copie intitolato Brutalismo, e a me piace molto l’idea delle stampe in numero molto limitato di copie, si tratti di dischi o di libri, e a vederlo in foto il disco si direbbe anch’esso di calcestruzzo, ma ciò non è possibile perché romperebbe la puntina o più probabilmente accadrebbe il contrario, e infatti è di vinile trasparente come trasparenti sono anche la busta e il foglio con i testi. Sul sito bandcamp del gruppo potete ascoltare il brano omonimo, che non è musica per tutti né vuole esserlo, di sicuro non piacerebbe ai muratori che con sufficienza potrebbero commentare: Questo sapevo farlo anch’io, un po’ come fanno alcuni di fronte alle opere d’arte non figurativa, ma il buon Bruno Munari diceva: “Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch’io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima.”

Brutalismo