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Il lunedì si parla di calcio

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Il Lombardia tutte le corse le porta via

Il Lombardia chiude di fatto la stagione ciclistica, di cui ognuno avrà i suoi ricordi preferiti, dal boato di Via Roma in Sanremo all’arrivo insperato di Nibali alla resistenza psicologica di Terpstra a bagnomaria al Fiandre, dalla fugona di Sagan alla Roubaix all’inaspettata impresa di Froome al Giro, dalla volata velocissima di Bastianelli all’Europeo nella capitale mondiale del pop che non ha neanche lanciato la volata e già festeggia la vittoria per distacco fino al lungamente atteso mondiale di Valverde e al bronzo di Guderzo che non doveva neanche esserci. Oggi ha vinto il favorito Pinot, il francese cui piace correre in Italia e che per questo, così come Pietro Sagan, potrebbe essere veneto e chiamarsi Tibò Pinò, ma quando in futuro si vorrà ripercorrere la carriera di Vincenzo Nibali bisognerà ricordare anche il suo secondo posto odierno, perché è partito a 50 km e si poteva anche sospettare che fosse l’attacco disperato di chi sapeva di non poter lottare alla pari con gli avversari e invece no, e poi, staccato dal francese sul Civiglio e ripreso dal gruppo già nel centro di Como, ci si aspettava che mollasse e si piazzasse al più nei 10, e invece il tempo di guardare le facce di quelli che l’avevano raggiunto e ha pensato che era il caso di partire di nuovo e questa è la dimostrazione che Nibali è un’altra cosa. Ora la stagione è finita, anzi non ancora, domani c’è la Chrono des Nations, ultima corsa europea, e poi si chiude, no, poi ci sono le corse asiatiche, e il ciclocross, e la Coppa del Mondo della pista, insomma come non detto.

Scuola all’avanguardia

Riaprono le scuole e di colpo la città cambia, aumentano il traffico e il casino. Pure, almeno elementari e medie si trovano a ogni angolo di strada e in genere gli scolaretti dovrebbero raggiungerle con pochi salutari minuti di cammino pedestre, ma i genitori se potessero li accompagnerebbe con l’auto fino al banco quei poveri figli. Ogni ministro dell’istruzione ha voluto fare la sua riforma, allo stesso modo ognuno ha la sua idea di scuola: chi pensa che dovrebbe fornire nozioni e chi pensa che dovrebbe fornire strumenti. Poi ci sono gli allarmisti per cui la scuola dovrebbe farsi carico di tutti i problemi sociali. Ma forse i più patetici sono quelli per i quali a scuola si dovrebbe studiare qualche scrittore/ artista/ musico che ritengono importantissimo, l’hanno detto pure per Vincino, dimenticando che la scuola genera soprattutto rifiuto per quello che si studia, e la diciamo fortuna dei maggiori scrittori italiani lo dimostra. E mi chiedo che traumi ha avuto da scolaretto il baustello Bianconi che canta: “Fra i Manzoni preferisco quello vero: Piero”, che, per chi non lo conoscesse, e penso siano molti, è quello che ha fatto tante cose, come i quadri senza colore e il fiato d’artista, ma è diventato famoso per un’altra serie perché, non bastasse il cesso di Duchamp, produsse la “Merda d’Artista” per di più in numerose copie (vasetti), e io a questi che preferiscono Piero quello vero gli direi: ci sono delle merde d’artista da restaurare, volete occuparvene voi? E mi dispiace che sia subito caduta, abbattuta dagli stessi vertici militari, la proposta del Ministro Anche Degli Interni di reintrodurre il servizio militare perché i genitori non hanno insegnato ai figli l’educazione, e non perché sia d’accordo, ma perché mi sarebbe piaciuto sentire un po’ di dibattito sull’argomento,  che forse toccava elettori e simpatizzanti del Min. medesimo. Però devo dire che non mi pare che i genitori si disinteressino dei figli, e, per esempio, vedo che gli insegnano come prendere una curva con l’auto messaggiando con una mano e con l’altra buttando il pacchetto di sigarette fuori dal finestrino. Ma il tema dell’educazione è complesso, e quale sia il metodo migliore chissà chi è in grado di dirlo. Io però mi chiedevo quale tipo di educazione familiare avesse avuto un personaggio famoso, talmente famoso che non ricordo che mestiere faceva, mi pare il comico, o forse l’avanguardista.