La Zeriba Suonata – qualcosa da apprezzare

Gli Smiths sono stati quella cosa là e si sono sciolti forse quando era il momento di farlo, mentre i REM hanno avuto un’occasione quando il batterista ha lasciato ma hanno preferito continuare con dischi uggiosi e facce cupe, praticamente un’agonia. Quindi quale che sia il motivo, degli Smiths apprezzo il fatto che non si siano più riformati tantomeno abbiano inciso altri dischi, altrimenti sarei stato capace di comprarli, come faccio con i Pixies, di cui è uscito Beneath Te Eyrie per la Infectious. Ma io non penso di poter scrivere dei Pixies con obiettività, quindi ne parlo con soggettività ché per leggere recensioni tutte positive ci sono i siti specialistici, e mi limito a dire che Black Francis in alcuni brani sembra fare esercizi di stile, ricordando un po’ ora Tom Waits ora Stan Ridgway ora Paul Roland ora Lux Interior buonanima, mentre la bassista Paz Lechantin non so se volutamente finisce per somigliare o imitare l’inimitabile Kim Deal, come in Ready For Love.

E ci aggiungo, anche perché è animato, il video Catfish Kate.

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Space spending review

Jason Webb, Direttore dell’Agenzia Spaziale Europea EUROSEC,  nel film “Doppia immagine nello spazio”, 1969, regia di Robert Parrish, prodotto da Gerry e Sylvia Anderson.

Se tutto va bene

Uno spot deve presentare i lati positivi di un prodotto, quindi se la RAI ha fatto uno spot per pubblicizzare il prodotto Tour de France vuol dire che quello che si vede nel video è il bello della corsa: la maglia gialla, le volate, gli arrivi in salita, il pubblico, le premiazioni, i paesaggi e il volo di Philippe Gilbert oltre un muretto giù in un dirupo e subito dopo Gilbert in piedi sano e salvo. Quindi se tutto va bene gli spettatori del Tour che sta per partire potranno assistere ad altre cadute, singole o quelle belle di gruppo con una cinquantina di ciclisti a terra.

La risalita di Gilbert durò molto più di quello che sembra nello spot e stranamente il ciclista si ritirò. Forse la vita non è proprio come nei cartoni di Wile Coyote.

La Zeriba Suonata – Tre Allegri Ragazzi Rinati

Nel mondo della musica italiana non c’è un personaggio che mi indispone come Jovanotti, neanche Ligabue. Sentirlo nominare o peggio vederlo mi dà sui nervi, per non parlare della copertina del suo ultimo disco (parlando con rispetto) dove guida un’auto scoperta col braccio comunque fuori dal finestrino che non c’è. E da quella volta che i Tre Allegri Ragazzi Morti collaborarono con lui non sono più riuscito a comprare un loro disco, come se fossero contaminati, sarà un mio limite. A dirla tutta non è che i loro ultimi album pre-cumbiani mi piacessero molto, finivo alla fine per apprezzarne solo la grafica di Alessandro Baronciani. Però mi sono sforzato per il nuovo Sindacato dei Sogni, uscito sempre per La Tempesta, e ho fatto bene perché è diventato subito uno dei miei preferiti della loro discografia e direi anche in generale dell’anno in corso. Niente più esotismi modaioli come cumbia e reggae, ma rock con influenze della neopsichedelia, soprattutto chitarrine alla REM ma non dimentichiamo come si traduce in inglese il titolo del disco, e poi new wave con un omaggio al Great Complotto nel video C’era un ragazzo che come me non assomigliava a nessuno, la new york di Velvet Underground e Television, c’è il dark in cui precipita Accovacciata gigante che parte folk ma finisce che sembra Bela Lugosi’s Dead, e ci sono sempre gli Smiths a ispirare quell’andamento oscillante delle loro canzoni, come in Bengala, che immagino a chiudere i concerti col pubblico che oscilla a sua volta con accendini lumini e fiamme votive, e che ritorna in versione acustica come ghost/bonus track alla fine del disco, dopo un brano sintetico non proprio sintetico, perché Una ceramica italiana persa in California è un pezzo suonato col synth ma non ha il cosiddetto dono della sintesi, dura ben 12 minuti, mentre la ceramica ritorna, oltre che nel video di Bengala che vi propongo, anche come immagine di copertina: è una semplice ceramica raffigurante tre gatti cui il Davide Toffolo in modalità fumettista ha disegnato delle maschere, e quindi state tranquilli, non è un’opera di Jeff Koons.

il fumettista sottinteso

Quando si pensa ai grandi fumettisti in generale, o soltanto a quelli argentini, forse vengono in mente Alberto Breccia che invecchiando sperimentava invece di classicheggiare, oppure Carlos Trillo poliedrico e prolifico, o Quino di cui si ricorda soprattutto Mafalda, un fumetto importante ma un po’ invecchiato e che ha occupato solo una piccola parte della sua carriera, in cui si è dedicato per lo più a tavole mute spesso geniali. Invece forse non viene in mente, o almeno non subito, Guillermo Mordillo, anche lui autore di tavole mute spesso geniali, che, a differenza di quelle di Quino in bianco e nero e con frequenti riferimenti a temi sociali, erano a colori e più surreali, con utilizzi impropri di animali, per lo più giraffe ed elefanti che ben si prestano a questa bisogna. Forse troppo popolare, troppo merchandising, beh, in questo neanche i Peanuts e Mafalda scherzano, calendari cartoline diari segnalibri, forse sottovalutato, o forse soltanto dato per scontato, sottinteso.

Splatterpunkani

Gli “UUUUuuuuuuuuu” di Pancani quando c’è una caduta o un pericolo scampato e il “sangue vivo” di De Luca, e soffermarsi sull’immagine delle divise lacerate con la pelle abrasa e il sangue che esce, e fare un primissimo piano delle ferite e mandarlo in replay alternandolo a tutte le riprese possibili delle cadute. E poi dire che i ciclisti hanno sette vite, quando cadono il primo pensiero è quello di riprendere la bici e ripartire subito, se e quando ce l’hanno un primo pensiero. In fondo è un po’ come dire agli automobilisti, tra i quali ci sono anche i ciclisti in borghese cui piacciono la velocità e i motori, di poter tranquillamente investire i ciclisti, tanto poi ritornano come nuovi, come nei cartoons, pronti per altre divertenti avventure. Ma la tappa di oggi, nonostante il percorso piatto e la bagarre per la volata, non offre nulla agli spettatori sadici. Però non offre nulla neanche agli altri spettatori, perché ormai neanche la prevedibile fuga CimaFrapportiMaestri può appassionare, sono sempre e solo loro, hanno degli obiettivi precisi per classifiche minori e se li dividono strada facendo e poi arriva il plotone e c’è la volatona, e neanche stavolta vince Viviani, dicono che non si capisce con Sabatini, lui ha dichiarato “Ik ben teleurgesteld. Ik weet niet wat de oorzaak is, maar dit is gewoon mijn Giro niet.” (scusate, ma la fonte è Het Nieuwsblad). La volata controvento è vinta da Little Caleb, e del resto lui è piccolo e aerodinamico e se qualcuno si mette alla sua ruota prende il vento in faccia. In conclusione il maestro di cerimonie Franzelli al Processo annuncia musica dal vivo, ma esce Gian Pieretti: figuriamoci se era musica dal morto.

Dramma dell’incomunicabilità: Viviani e Sabatini non si capiscono.