La Zeriba Suonata – dopo i supereroi

Questi supereroi hanno rotto le scatole, stanno sempre tra i piedi. Ho digitato sul motore di ricerca “Kurt Wagner” e mi escono molti disegni di uno scarrafone blu perché Kurt Wagner è il nome di un certo Nightcrawler che è un supereroe per conto proprio ma anche membro di un paio di organizzazioni, e questo qui nel curriculum c’ha anche il fatto che è bravo in scherma e in ginnastica, fosse stato anche ciclista l’avrei tollerato, ma così gli manca solo il nuoto sincronizzato. Ora questo coso potrà pure salvare il mondo, ma non fermerà il declino della civiltà occidentale, di cui gli stessi supereroi sono sintomo, come minimo. Invece il Kurt Wagner che cercavo io, e che nei risultati della ricerca viene molto dopo, ci parla, o meglio ci canta, di declino della civiltà country & western, perché è il cantante chitarrista e leader dei Lamchop, un gruppo che fa musica definita alt-country, con brani in genere lenti, molto lenti, che presumo non andrebbero bene come colonna sonora di un eventuale film sull’omonimo sarchiapone blu. Nell’antologia intitolata appunto The Decline of Country & Western Civilization è contenuto il brano The Scary Caroler.

Del resto che musica volete che faccia Wagner? Lui è nato a Nashville e si sa che questi nashvillici hanno la musica nel sangue. Il suo superpotere è la riconoscibilissima voce profonda, che in alcuni casi si trasforma in un falsetto che spiazza e confonde ascoltatori e nemici, pardon, i nemici no, mi confondevo con quell’omonimo di prima. Però non crediate che si tratti di musica campagnola con pochi e tradizionali strumenti, ché man mano i Lamchop sono arrivati alle dimensioni di un’orchestra, e poi non disdegnano collaborazioni con gruppi di musica elettronica e anche più up che downtempo, come gli Hands Off Cuba. Lo stesso Wagner a titolo personale ha collaborato con altri musicisti, tra cui i Morcheeba. Ma anche il gruppo sfiora altri generi. Prendete uno dei loro maggiori successi, l’album Is A Woman uscito nel 2002 per la Merge: la title-track è un reggae e altri brani, tra cui Autumn’s Vicar, sono tipo canzoni classiche americane. Sulla copertina dell’album c’è la foto di un occhialuto ragazzino che suona il violino vestito a festa; non sembra molto allegro, forse suona per far contenti i genitori o viene esibito come fenomeno da baraccone, il bambino fenomeno, il talento precoce da buttare in una versione americana di Cantando Ballando, mentre lui preferirebbe stare a casa a leggere i fumetti dei supereroi.

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un nuovo pensionato

Comunque vada per la Fornero intesa come legge, da oggi abbiamo un nuovo pensionato, uno dei ciclisti italiani più popolari, al punto da avere un fans club e una canzone ad personam, dedicatagli da Guido Foddis, non più rintracciabile su internet, altrimenti ne avrei dato il link. Eppure il ciclista in questione non aveva vinto una corsa da professionista, solo una cronosquadre al Giro della Cechia. Era ancora dilettante quando è stato campione italiano assoluto su pista nell’inseguimento 2005, nello scratch 2006 e nel derny 2007, e poi a cronometro under 23. Poi solo piazzamenti, soprattutto a cronometro, e qualche vittoria mancata e ancora rimpianta, come una tappa del Giro d’Italia 2015 che arrivava nella sua Romagna e faceva gola pure al corregionale Malaguti, e alla fine vinse Nicola Boem, paradossalmente il primo dei tre a ritirarsi dall’attività. E un gregario senza vittorie è il ciclista ideale secondo Marco Pastonesi, che forse ieri ci sarà rimasto male e avrà pensato che sto ciclista all’ultimo ha rovinato tutto. Infatti il 34enne Alan Marangoni, che anche quest’anno ci aveva provato più volte, proprio all’ultima corsa della carriera, una corsa di livello 1.2 ma comunque lunga 210 km, ha vinto rendendo giustizia a sé stesso.

La corsa in questione è il Tour di Okinawa, e così anche la pacifica isola giapponese, una volta tanto, almeno mi pare ma non vorrei sbagliarmi, ha visto un evento storico. Ieri ne cercavo il risultato a metà giornata su ProCyclingStats ma in apertura c’era il Tour de Singkarak, poi l’ho trovato e ho visto che aveva vinto Marangoni e non ci potevo credere, perché come ha detto lui stesso sembra una favola, però è una sensazione già provata un paio di volte quest’anno con Nibali a Sanremo e Froome al Giro, l’impresa che uno fantastica ma non pensa che possa succedere veramente. Anzi, già che siamo in Giappone, ne potrebbero ricavare un anime, in cui l’ultimo ma davvero ultimo km di Marangoni durerebbe almeno un quarto d’ora.

Marangoni ha detto “Stop!”

La Zeriba Suonata – un minuscolo capolavoro

the innocence mission (tutto in minuscolo) sono un gruppo americano attivo da oltre tre decenni ma che io personalmente ho scoperto solo col recente Sun On The Square. Ma tanto famosi non sono, anche se hanno inciso il primo album segnalati da Joni Mitchell in persona, sono stati ospiti di David Letterman in persona e tra i sostenitori hanno Sufjan Stevens in persona. Adesso sarebbe un’impresa mettersi a ricostruire la loro carriera e ascoltare tutto quello che hanno fatto, ma dalle poche cose ascoltate mi pare che il pop dei primi tempi non fosse effettivamente memorabile e originale, poi sono diventati più folk e questo ultimo è un gran bel disco che comprende un gioiello intitolato Green bus, che per la sola musica ricorda il folk revival dei 60/70, ma abbinato al video riporta ai favolosi anni zero. Il video animato è opera di Karen Peris, cantante, la cui voce ricorda Emiliana Torrini e Harriet Wheeler dei Sundays, e poi chitarrista (anche se il fingerpicking ce lo mette il marito Don Peris) tastierista e autrice di tutti i brani, oltre che disegnatrice della copertina dell’album. Dicevo gli anni zero perché i videoclip non sono una esclusiva degli anni 80, si è continuato a realizzarli anche dopo che Italia 1 ha smesso le trasmissioni sul genere condotte da presentatori rampanti, anche dopo che sono scomparsi i vari canali musicali con aspiranti attori che si fingevano appassionati di musica, anche ora che altri canali musicali in chiaro propongono video del tipo X e Y feat. W e Z che poi sembrano solo dei culodromi. Degli anni zero ricordo molti bei video, spesso eccentrici, non di rado animati, realizzati per i gruppi della Chemikal Underground e di una serie di etichette che si radunarono sotto il marchio COOP (oggi PIAS), tra le quali la Bella Union di Simon Raymonde ex Cocteau Twins, che ora pubblica the innocence mission, e chiudiamo il cerchio.

La Zeriba Suonata – cadere in bmx

Oggi a Glasgow è il turno della bmx, disciplina adrenalinica molto più per i concorrenti che per gli spettatori, dove una caduta può pure falsare i valori in campo, un po’ come nel pattinaggio short track, e cadere in gara è più facile che “cadere in amore”, come invece preferivano i BMX Bandits. Longevo gruppo pop scozzese, per il quale passò anche Norman Blake prima di fondare i Teenage Fan Club, i BMX Bandits inserirono I Wanna Fall In Love nell’album Theme Park del 1996, quando la loro benemerita etichetta Creation già era in crisi per il successo di quegli sfasciacarrozze degli Oasis.

La Zeriba Suonata – Glasgow-Berlino

Le Federazioni di alcuni sport hanno deciso di svolgere i loro campionati europei con unità di tempo e luogo, ma nel centro di Glasgow non c’era spazio per tutti e allora il consiglio comunale della città scozzese ha deciso che l’atletica sarebbe stata ospitata in periferia, a Berlino. E come simboleggiare musicalmente questa cosa? Come al solito ci deve pensare la Zeriba. Il collettivo berlinese Jazzanova, dedito a quella musica che può definirsi in vari modi tra cui chillout (brutto) e nu-jazz o breakbeatdowntempo (già meglio) ha inciso The Pool, un disco di inediti dopo molti anni, e per il brano Rain Makes The River si sono affidati alla folksinger scozzese Rachel Sermanni, che in quanto folksinger ha per definizione una voce leggiadra. Bella e istruttiva la storia animata del video ufficiale, perché apre gli occhi sulla dura realtà della natura, da troppi invece idealizzata, e mostra al contempo (il contempo downtempo) quanto possa essere pericoloso regalare dei fiori a una donna.

La Zeriba Suonata – Benvenuti a Glasgow

Da oggi alcune federazioni sportive si danno appuntamento a Glasgow per disputare tutte insieme i campionati europei del loro sport, come se fossero quasi Giochi Europei, ma non lo sono, perché quelli dovrebbero disputarsi l’anno prossimo. C’è anche il ciclismo, mentre l’atletica è stata delocalizzata a Berlino, ma sempre nello stesso periodo. Glasgow è una città dove piove molto e in questo clima ci sguazzano che è un piacere (tutto loro) the Jesus And Mary Chain, che nell’album Darklands del 1987 prima cantarono di essere felici solo quando piove e poi inserirono un’altra canzone intitolata Nine Million Rainy Days: quante storie per quattro gocce d’acqua!