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Auguri illustrati

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Cartolina da dove e quando

Stamattina c’erano delle bancarelle di Natale, una vendeva magneti, io non li compro ma ho dato un’occhiata, c’erano quelli turistici, quelli delle merendine, di qualche personaggio dei cartoni, di calciatori della squadra folkloristica del capoluogo, neanche una di Sagan o di Nibali o, volendo guardare al lato diciamo estetico del ciclismo, di Jolanda Neff o Sophie De Boer, e pensavo in che razza di posto vivo, sono sicuro che in Olanda i magneti con l’immagine di Marianne Vos te li tirano dietro. E per curiosità ho cercato su internet, in neerlandese, niente, come non detto. Poi c’era una signora che usciva dalle medie, c’era l’open day, cosa deve avere di particolare una scuola dell’obbligo per essere preferita ad un’altra non so, mi sembra che la cosa migliore sarebbe di scegliere quella più vicina, così da poterci arrivare a piedi, non sia mai, meno male che ci sono i pedofili così c’è una buona scusa per non stancarsi a camminare, e la signora al telefono diceva che nella scuola aveva mangiato un cheesecake ai frutti di bosco molto buono, e però a me questo non mi pare un criterio da prendere in considerazione per scegliere una scuola. E soprattutto ho pensato che sì, oggi le scuole hanno laboratori, forse, e fanno attività più coinvolgenti dello studio dell’ablativo che sentirlo in bocca a un ragazzo per strada oggi suona molto strano, però un vantaggio di essere nato tanti anni fa è stato quello di essermi evitato gli open day, di essermi laureato senza giacca e cravatta e non anche con la corona d’alloro e i botti come si usa adesso.

il più grande direi

Oggi pomeriggio sono andato in libreria e lì per il mio senso civico ho spostato un libraccio sul calcio messo inopportunamente davanti ai libri sul ciclismo, non tutti, questo va detto, degni di attenzione, dato che ancora ci sono quelli di Di Luca e Riccò che nessuno li vuole. Ma nessun libro avrebbe potuto coprire il nuovo e forse definitivo libro su Coppi, che però stava su un tavolo. Qualcuno dice che in questi anni Auro Bulbarelli in RAI era quasi in un sottoscala, roba da mobbing, e probabilmente il tempo a disposizione l’ha utilizzato per scrivere con Giampiero Petrucci il librone Coppi per sempre, pubblicato da Gribaudo in questi giorni, un volume voluminoso illustrato strapieno di immagini anche a colori oltre 500 pagine di grandi dimensioni rilegato una cosa enorme. E pensavo a quella domanda stupida, qualcuno direbbe oziosa, se era più grande/forte Coppi o Merckx, e io penso che forse ci si potrebbe limitare a chiedersi se in Belgio hanno mai pubblicato un libro così grande su Eddy Merckx, che comunque su questo ha scritto la prefazione. E mi immagino le presentazioni del libro e la gente che si accalca per farselo firmare dall’autore e poi tutti contenti qualche giorno a letto con i muscoli indolenziti e la colonna vertebrale compromessa dallo sforzo. Se tanto mi da tanto, io semmai, se lo pubblicano, mi compro il libricino piccino picciò su Pozzovivo.

Cartolina dalle Andamane

Le Isole Andamane non sono neanche uno di quegli staterelli che si fanno vivi durante la sfilata della cerimonia di apertura delle Olimpiadi, perché politicamente appartengono all’India. Su alcune di queste isole vivono tribù indigene che sono state decimate dal contatto con individui appartenenti alle tribù di turisti occidentali perché non hanno le adeguate difese immunitarie, e per questo l’aver ucciso a frecciate un predicatore extracomunitario (più precisamente statunitense), che voleva comunicargli che Dio li ama e già che c’era insegnare loro il senso del peccato, è da considerarsi più che legittima difesa, e anche il nostro Ministro Anche Degli Interni sarebbe d’accordo. Però se questi indigeni sono deficitari dal punto di vista immunitario, non sono deficienti, e pare che grazie alle conoscenze acquisite diciamo sul campo, anche se qui si tratta prevalentemente di acqua, sono riusciti a scampare allo tsunami del 2004 rifugiandosi in zone più elevate. Si presume che dopo non si siano lamentati del mancato allarme della protezione civile né del fatto che lo Stato li abbia abbandonati, ma siano ritornati pacificamente alle loro attività di caccia e pesca, anche se purtroppo non a scopo ricreativo ma per banali ragioni di sopravvivenza.

Cartolina falsa non in vendita nelle tabaccherie andamanesi. La bicicletta sembra guardi il mare sognando le esotiche campagne fiamminghe.

 

Cartoline da ‘s-Hertogenbosch

In questo fine settimana nel Brabante olandese si disputano i campionati europei di ciclocross. A ospitarli è la cittadina di Rosmalen, dove non si può dire che una volta era tutta campagna, perché la campagna c’è ancora e in abbondanza, ma tra le fratte o su qualche lieve rilievo ci sono delle sculture, tra le quali per soggetto ci incuriosisce la ruota in bronzo dell’artista Armando, morto nel luglio scorso, che non era italiano ma olandese e si chiamava Herman Dirk van Dodeweerd. In realtà la ruota sembra simboleggiare tante cose ma non ha niente a che vedere col ciclismo.

Rosmalen è parte della municipalità di ‘s-Hertogenbosch, cittadona che secoli addietro ospitò un altro lieto evento, la nascita del famoso pittore Jeroen Anthoniszoon van Aken, per gli amici Hieronymus Bosch.

Quest’anno dai campionati europei ci si attende spettacolo perché non ci sono assenze di rilievo e il percorso è molto impegnativo, come si può capire da questa immagine di uno dei passaggi chiave del tracciato.

 

Cartolina da Varese

Nel giorno della Tre Valli c’è bel tempo a Varese, e col cronista De Luca c’è Garzelli a commentare, un po’ perché è l’unico che sbaglia più vocali di De Luca un po’ perché è del luogo e per questo è orgoglioso del bel tempo. Gli organizzatori sono orgogliosi della presenza di Valverde e Valverde è orgoglioso della sua maglia iridata, gli organizzatori sono orgogliosi anche della presenza di tante autorità e le autorità sono orgogliose di essere autorità, e così tra un’orgoglionata e l’altra, tra una fugona e una fughina, tra un attacco e un attacchino, nel finale si trova davanti un gruppo di gente scarsina in volata più il lettone Tom Skujins, ma gli EF che pure fino all’anno scorso erano in squadra col ragazzo dal cognome che non si sa come si pronuncia e dovrebbero conoscerne le doti, si fidano piuttosto dello spunto veloce di Woods, che poi si rivelerà uno spuntino, e Uran tira per lui, ma poi parte da lontano Pinot e finisce per tirare lui la volata per tutti e solo uno è capace di approfittarne, il lettone Skujins, 27 anni e un mezzo futuro nelle corse di un giorno.

Una vecchia cartolina di Varese.