Cartoline da ‘s-Hertogenbosch

In questo fine settimana nel Brabante olandese si disputano i campionati europei di ciclocross. A ospitarli è la cittadina di Rosmalen, dove non si può dire che una volta era tutta campagna, perché la campagna c’è ancora e in abbondanza, ma tra le fratte o su qualche lieve rilievo ci sono delle sculture, tra le quali per soggetto ci incuriosisce la ruota in bronzo dell’artista Armando, morto nel luglio scorso, che non era italiano ma olandese e si chiamava Herman Dirk van Dodeweerd. In realtà la ruota sembra simboleggiare tante cose ma non ha niente a che vedere col ciclismo.

Rosmalen è parte della municipalità di ‘s-Hertogenbosch, cittadona che secoli addietro ospitò un altro lieto evento, la nascita del famoso pittore Jeroen Anthoniszoon van Aken, per gli amici Hieronymus Bosch.

Quest’anno dai campionati europei ci si attende spettacolo perché non ci sono assenze di rilievo e il percorso è molto impegnativo, come si può capire da questa immagine di uno dei passaggi chiave del tracciato.

 

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Cartolina da Varese

Nel giorno della Tre Valli c’è bel tempo a Varese, e col cronista De Luca c’è Garzelli a commentare, un po’ perché è l’unico che sbaglia più vocali di De Luca un po’ perché è del luogo e per questo è orgoglioso del bel tempo. Gli organizzatori sono orgogliosi della presenza di Valverde e Valverde è orgoglioso della sua maglia iridata, gli organizzatori sono orgogliosi anche della presenza di tante autorità e le autorità sono orgogliose di essere autorità, e così tra un’orgoglionata e l’altra, tra una fugona e una fughina, tra un attacco e un attacchino, nel finale si trova davanti un gruppo di gente scarsina in volata più il lettone Tom Skujins, ma gli EF che pure fino all’anno scorso erano in squadra col ragazzo dal cognome che non si sa come si pronuncia e dovrebbero conoscerne le doti, si fidano piuttosto dello spunto veloce di Woods, che poi si rivelerà uno spuntino, e Uran tira per lui, ma poi parte da lontano Pinot e finisce per tirare lui la volata per tutti e solo uno è capace di approfittarne, il lettone Skujins, 27 anni e un mezzo futuro nelle corse di un giorno.

Una vecchia cartolina di Varese.

Buste da favola

Nei giorni scorsi ho parlato di cartoline e oggi parlo di buste, quelle per la corrispondenza, perché ABEditore ha lanciato una collana di storie imbustate, che si chiama proprio L’Imbustastorie. Niente a che vedere con lo straordinario romanzo grafico ed epistolare Griffin And Sabine di Nick Bantock, uscito nel 1991 quando per le mie risorse di allora costava troppo, in cui erano riprodotte fisicamente le cartoline e le buste con dentro le lettere da estrarre, che i protagonisti del romanzo si inviavano. Qui invece ci sono una serie di volumi, pardon, diciamo di uscite, che comprendono una busta, con la quale si potrebbe davvero spedire a qualcuno il contenuto, e dentro 3 fogli A4 e una cartolina, più una piccola nota sui traduttori che fanno parte della Bottega dei traduttori. Ogni uscita è dedicata alle fiabe di un paese o di una regione e sono riprodotte su pagine cosiddette anticate, ma la carta è normale se non mediocre. Poi c’è una cartolina ma senza notizie sull’immagine riprodotta. Il sito dell’editore dice che queste cartoline si possono usare come segnalibri, si, vabbe’, ma in un libro vero, qui non c’è niente da segnare su 3 fogli piegati. E poi, anche se l’editore scrive che questo è un modo leggero di far conoscere favole e leggende, non è abbastanza leggero da rientrare entro i 20 grammi, per cui se qualcuno volesse davvero spedire una busta a un amico, perché convinto che gli interessi o per inimicarselo, deve entrare nel meraviglioso mondo delle Tariffe Postali e dei Francobolli, partecipare alla caccia al tesoro sul sito gialloblù per cercare l’importo dell’affrancatura e poi avventurarsi alla ricerca degli introvabili francobolli di importo diverso da quello standardissimo per l’Italia entro i 20 grammi, francobolli più rari degli unicorni, per cui se invece preferite avventurarvi in coda alle poste medesime forse fate pure prima. Comunque, alla fine della storia, non è il caso di stare tanto a sottilizzare perché ogni busta costa 3,50 euri. Io ho comprato le favole provenzali, giapponesi e polinesiane. Quelle giapponesi sono tutte tragicissime, una provenzale su tre finisce bene per il cosiddetto rotto della cuffia, mentre quelle polinesiane sono tutte a lieto fine. E poi dice che Gauguin se ne andò in Polinesia.

Cartolina da Ashgabat

L’UCI ha deciso le sedi di alcuni mondiali prossimi venturi e particolarmente interessanti sono le scelte per il 2021. Il mondiale su strada si disputerà nelle Fiandre, dovrebbero esserci i famosi muri, e per l’occasione aspettiamo più il fenomeno Van Aert che il fenomenino Evenepoel. Ma la sorpresa sono i mondiali della pista ad Ashgabat, la capitale del Turkmenistan, dove c’è una delle dittature più pittoresche del mondo. Il merito è del defunto superpresidente Saparmyrat Nyýazow, che fu una via di mezzo tra Mao e Pol Pot e, tra le altre cose, vietò il balletto, l’opera, i cani, le autoradio e i videogiochi, si fece costruire una statua placcata in oro che ogni giorno ruota su sé stessa, ma soprattutto scrisse il Ruhnama, che non è un librone di mitologie locali, ma un libretto di pensierini, reso obbligatorio a scuola, negli uffici e nelle scuole guida (quando si dice che un leader è la guida del paese), e che per non farsi mancare niente è stato raffigurato in un monumento, anch’esso mobile, perché ogni sera la scultura del libro si apre in uno spettacolare gioco di luci (quando si dice che un leader è la luce che conduce, dove chissà). Oggi il paese, a giudicare dalle foto, sembra avviarsi verso un più ordinario futuro di pacchianate orientali, tipo paesi petroliferi.

Il francobollo ricorda la visita dell’allora presidente Bill Clinton.

Cartolina da Brussels

In estate capita che le cartoline arrivino in ritardo. Questa tutt’al più arriva con un giorno, o solo con qualche ora, di ritardo, e dire che oggi non volevo postare niente perché sono giorni che wordpress mi manda messaggi di incitamento dicendo che sono un sacco di giorni consecutivi che posto e che devo continuare così e allora cercherò di fare uno stacco di un giorno così la finiscono. Allora dicevo Brussels o Bruxelles. Peccato che una supercapitale come Brussels non abbia una corsa world tour. Forse non sarebbe più gestibile facilmente una corsa che parta da Parigi (o dintorni, come tutte le corse che nominalmente partono da Parigi) e arrivi in uno stato confinante, ma si potrebbe fare di meglio che questa Brussels Classic, corsetta per velocisti pure penalizzata dal calendario. La Paris Brussels era una classica ambita ancora dopo l’invenzione della Coppa del Mondo da cui era esclusa. Bartoli, ad esempio, sembra ancora contrariato dalle “incomprensioni” col compagno Bertolini, che gli fecero perdere quella del 1997. Ieri ha vinto il tedesco Pasqualino Ackermann, velocista emergente e campione nazionale, che ad Amburgo è caduto nel finale e non ha potuto lottare per la vittoria, più realisticamente per un piazzamento nei 10, ma ieri ha vinto anche perché agevolato da un’altra caduta, questa volta tra i suoi rivali. Saluti.