Nuove soluzioni

Il rebus che vedete qui sotto è stato pubblicato qualche anno fa da un giornale di enigmistica e proselitismo religioso. La soluzione era facile: B ambi nero buste = Bambine robuste.

Ma dico “era” perché ora col governo del cambiamento, grazie al quale cambiano sia i problemi che le soluzioni, ci sono appunto altre due soluzioni possibili al rebus: “Non ho vinto al lotto per colpa dei neri” e “La posta arriva in ritardo per colpa dei neri”.

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Sport messi male

Oggi leggevo un famoso sito di gossip, Larepubblicapuntoit, e ho trovato una strana coincidenza: due episodi che hanno riguardato l’abbigliamento di due tenniste non graditi a qualche bacchettone, e in fondo il tennis è sempre stato alla retroguardia su abbigliamento e comportamento. Agli US Open Alizé Cornet si è accorta di essersi messa la maglietta al rovescio e se l’è tolta per infilarsela nel verso giusto e, anche se non ha scoperto le principali zone erogene, è stata ripresa dall’arbitro. Serena Williams invece al Roland Garros indossò una particolare tuta che aveva un suo preciso motivo sanitario, dato che in passato ha avuto un embolo, ma un dirigente francese, cui presumibilmente quel mattacchione di Lombroso, se fosse vivo, non stringerebbe neanche la mano, disse che non avrebbe più tollerato cose del genere (si chiamano “outfit”, ma allora preferisco usare il termine tecnico “cose”), e così la Williams si è cimentata in un enigmistico cambio di finale e agli US Open ha trasformato la tuta in tutù, tié! Prevedibili le polemiche sui social, dicono che ai tennisti uomini non si contesta niente, però se un tennista si togliesse la maglietta e sotto mostrasse un reggiseno non lo so. Però il ciclismo non sta messo meglio ed è triste quando lo usano i politici per farsi belli. Monsieur Le Président Macron è andato in Danimarca e ha concluso la visita pastorale con una sgambata in bici per le strade di Copenhagen insieme al premier danese Rasmussen, e a scopo propagandistico è stato diffuso il video della pedalata non competitiva. Le immagini sono state riprese con l’on board camera e sono meno confuse e insignificanti di quelle che vediamo in genere con questo inutile strumento.

Almeno i due capi si sono presi la responsabilità della corsa alternandosi a tirare. Gli altri procedevano a distanza di sicurezza per evitare cadute, che non si potevano escludere visto che i leader delle squadre un po’ barcollavano.

Il pubblico ha snobbato l’evento che, come tutte le visite di capi di stato, si è concluso con la cerimonia della consegna dei regali riciclati di cui nessuno sa che farsene. Macron, che è stato forse il primo presidente a non andare al Tour de France per polemiche politiche in corso, ha donato a Rasmussen una maglia gialla firmata da Gerainthomas, che non deve avere neanche un gran valore collezionistico, visto che dopo ogni tappa la maglia gialla ne firma almeno una decina e, dato che il gallese è stato in testa per molte tappe, fate voi il conto.

Rasmussen sembra guardarla come a dire: Thomas? Ma non ce l’avevate una di Froome? E poi non sappiamo se ha ricambiato donandone una del suo omonimo che al Tour 2007 fu cacciato, proprio mentre indossava la maglia gialla, perché l’ingenuo e ignaro Cassani aveva detto di aver visto Rassmussen in un posto che non era quello dove avrebbe dovuto essere e per il primo corollario del protocollo Adams voleva dire che era andato a doparsi.

boomerang

E’ andato via dalle edicole il numero 4509 del settimanale più imitato? Si? Bene, così posso scrivere di una vignetta, anzi una striscia, pubblicata lì, anche se problemi di diritti non so se ce ne sarebbero. Questo è un genere reietto, vignette anonime, spesso banali su situazioni trite e ritrite, ma quando su uno di questi tormentoni, di questi luoghi comuni, mi sembra di vedere una trovata originale, allora ve la propino, poi può darsi che esagero. La strisciolina pubblicata nell’ultima pagina affrontava il tema già ampiamente trattato dei boomerang che tornano sempre indietro. A me è piaciuta, ma se non siete d’accordo questo post potrebbero avere un effetto boomerang per il blog. O forse ri-esagero.

Los distraidos

Stavo facendo un cruciverba, la definizione era “Articolo plurale” 3 lettere, poi non mi trovavo con la parola incrociata, avevo scritto “los” anziché “gli”. E’ vero che tendo a distrarmi, ma chissà che non sia conseguenza di un imbarazzo a essere italiano in questo periodo storico che sembra quasi preistorico. O forse mi è venuta la soluzione in spagnolo perché è iniziato il Grande Giro in quel paese, boh. Però anche quelli che seguono la Vuelta sono distratti, o fanno confusione, perché è vero che Sagan e Nibali sono capaci di grandi imprese agonistiche, ma la salute è un altro discorso, non si guarisce dagli infortuni con la bravura. E così alcuni pensavano che Nibali potesse fare classifica e ieri ha preso più di 4 minuti, e altri, oppure gli stessi, pensavano che Sagan potesse vincere la seconda tappa che finiva su uno strappetto di media difficoltà, e invece Sagan si è staccato prima e sono venuti fuori gli uomini che vanno bene sulle Ardenne. Ma forse pure Kwiatkowski, che comunque ha preso la maglia rossa, si deve essere distratto, è entrato in testa nel breve rettilineo finale, posizione ideale, forse pensando che dietro c’era davvero Sagan, e invece c’era quella vecchissima volpe di Valverde che l’ha superato. In Francia invece si correva a Plouay dove ha vinto Oliver Naesen che già fece primo due anni fa, e in questo intervallo di tempo era atteso nelle corse sul pavé, però lì si distrae a pensare che gli sono congeniali e cade. E neanche stavolta ha vinto Michael Matthews; eppure quelli che ne capiscono ogni volta che c’è una classica in linea lo mettono tra i favoriti, ma non ne ha vinta mezza finora. Forse questi qui che ne capiscono si distraggono e non si accorgono che se si guarda solo alle vittorie e non ai podi hanno vinto di più Ulissi e Colbrelli, e non so se mi spiego.

consigli sconsigliabili per le vacanze

Vacanze, una parola vacante, svuotata di significato. Il primo consiglio per le vacanze che mi sento di darvi è di partire subito di vostra iniziativa, prima che inizino i rastrellamenti casa per casa e vi carichino a forza su un treno in partenza per uno dei tanti lidi italiani. Poi, una volta lì, non rischiate di passare per un vitellone o una ragazza in cerca di facili avventure, datevi un tono, cercando di passare per una persona “intelligente” come diceva Troisi. Quindi potete portarvi un libro, ovviamente un giallo, perché avete visto quanti bravi, quantissimi bravissimi direi, scrittori di gialli ci sono in Italia e nel mondo? E poi non credo che in estate si vendano altri generi di libri. Se invece volete passare per “intelligentissimi” o non volete neanche essere avvicinati e disturbati, il libro portatevelo da casa, un librone del 500/600 rilegato dal quale soffierete via la polvere solo quando sarete seduti sulla sdraio, oppure un libro intonso, se ne vendono ancora, e per aprirlo vi munirete di un tagliacarte d’oro finemente istoriato, che potrà tornarvi utile anche per compiere uno di quei delitti estivi che vanno tanto e fanno gola ai giornalisti. Se poi per voi un libro è un impegno insostenibile, e avete ragione, e infatti non si capisce a cosa serve leggere, allora datevi all’enigmistica, ma attenzione a cosa comprate. Il settimanale più imitato, nonostante qualche concessione alla tivvù e uno spot inquietante in cui c’è un donnone per cui non sembra neanche fuori luogo quel vocione da uomo, resiste per la qualità dei giochi, al punto che se ci fosse oggi la Resistenza i partigiani prenderebbero la via dei monti sventolando quel giornale, quindi vi consiglierei di scegliere un settimanale che abbia in copertina la foto di un vip che abbia almeno un milione di follower da qualche parte, insomma che abbia più gente che lo segue di Sagan al Fiandre. In questi giochi possono esserci definizioni alla vostra portata che vi consentiranno di non consegnare il cruciverba completamente in bianco (ah, non c’è una commissione che li raccoglie? vabbe’, fa lo stesso), del tipo “recita nella serie X” oppure “il tipo che sta con quella ma poi tromba pure con quell’altra”. E poi anche le vignette sono dello stesso livello, e sono le stesse pubblicate anche negli anni scorsi, e se non ci sono neanche I Ronfi vuol dire che è proprio il giornalino giusto, anche perché l’autore, Adriano Carnevali, è uno che fa anche vignette con molti rimandi storici e mitologici, e questo non va bene, le vignette devono vertere su mogli e mariti e cani e cose così. L’anno scorso, o era due anni fa, una casa editrice che pubblica solo enigmistica, di buon livello, solo un po’ tendente al predicozzo religioso, pubblicò eccezionalmente una raccolta di tavole dei Ronfi, e andare in spiaggia con un fumetto per ragazzini vi nuocerebbe gravemente al traffico sessuale. Se infine siete pure tirchi, comprate qualche busta o raccolta, dove ci sono numeri vecchi e anche la penna ad autonomia molto limitata, anonima che sarebbe interessante sapere chi le fabbrica, forse i cinesi le delocalizzano in Cambogia, boh. Però fate attenzione quando fate i cruciverba, perché, essendo vecchi numeri riciclati, anche le definizioni fanno riferimento a cose vecchie. Ad esempio, se la definizione è “Primo ministro italiano in carica”, 5 lettere, la soluzione non è “Conte” e neanche “Renzi”, ma “Goria”.