Bonus illustrato

Chiudiamo la riproposta degli enigmi de Il Commissario Pulpetta, apparso brevemente su Abastor nel 1997 e sullo speciale Matmos nel 1998 con un crossover: l’incontro del Commissario con un animale parlante che però non è un corvo.

Giallo illustrato numero 2

Continua la pubblicazione degli enigmi illustrati di cui ho scritto ieri. Non spetta a me recensire queste cose ma direi che le influenze, più che in tutti i nomi citati ieri, sono piuttosto nei fumetti di Altan, ma non vorrei esagerare. Comunque state tranquilli, non andrà per le lunghe.

Giallo illustrato

Negli anni 90 andava il pulp, inteso soprattutto come sinonimo di violenza al limite dello splatter, c’era quel truciolo truce di Quentin Tarantino con i suoi filmazzi, Takeshi Kitano neanche scherzava, e nel cortile italiano ci fu un’operazione furbetta dell’Einaudi sezione per voi giovani, più nota come Stile libero, che mise insieme alcuni scrittori che poco avevano in comune tranne forse la bramosia di farsi notare e ne ricavò l’antologia intitolata Gioventù cannibale, con quella qualifica che fece incazzare Filippo Scozzari che rivendicava l’invenzione del cannibalismo per la rivistina fatta quasi 20 anni prima con Tamburini, Mattioli, Pazienza e Liberatore. Devo dire che all’inizio il fenomeno mi incuriosì, oggi non parlatemi di Niccolò Ammaniti e Aldo Nove. In quegli anni collaboravo con la fanzine Abastor e nel 1997 mi venne l’idea di proporre un enigma poliziesco finto-pulp sul genere di quelli proposti dai giornali di enigmistica. Il protagonista era il Commissario Pulpetta, corruttibile carnivoro preoccupato soprattutto di non avere rogne. Il gioco durò poco, per fortuna, ma dato che l’estate è la stagione dei gialli e dell’enigmistica quei tre misteri più un bonus ve li propino qui, dopo un lieve restauro digitale degli originali, oggi e nei prossimi giorni.

La Zeriba Suonata – gioia e (moto di) rivoluzione

Se non fosse stato per la confezione non avrei fatto caso a Natura Viva che risulta essere il terzo disco dei torinesi Eugenio In Via Di Gioia. Il nome curioso di questo gruppo nasce dall’unione di nomi e cognomi di tre dei componenti del gruppo, che sembra suonassero per strada e ora eccoli qui già al terzo disco, che poi sembra un esordio. Non conosco i dischi precedenti ma mi sembra che i ragazzi debbano migliorare l’amalgama di testi e musica perché i primi mi sembrano un po’ costretti con la forza nella seconda, o forse sono io poco avvezzo alla musica italiana parlata tipo rap a cui a volte finiscono per somigliare. Al meglio invece mi ricordano certi ensembles folti e casinisti dei fantastici zero, come Architecture in Helsinki o Tilly And The Wall. Gli Eugenios sono ambientalisti, lo esprimono nei testi, che forse per questo a volte sembrano come dicevo, e nella confezione ecologica, che non approfondisco ma mi limito a segnalare che la casa discografica che ha assecondato con pazienza i desiderata del gruppo è la Universal/Virgin. Il package, praticamente formato 7 pollici, per il resto è un album da colorare, un disegno per ognuna delle 10 canzoni, tra le quali scelgo di farvi ascoltare Cerchi. E se sono  cerchi nel grano che sia grano biologico equo e solidale, ma cerchi è pure voce del  verbo cercare, non so se mi spiego.

Gioco a quiz “Ascolta il tuo corpo”

Tom Dumoulin e Marta Bastianelli hanno dovuto rinunciare ai loro prossimi obiettivi, il Tour per Lui i Giochi Europei per Lei, per lo stesso motivo: problemi a un ginocchio che speravano di risolvere. Tra parentesi a sostituire Bastianelli ci sarà Martina Alzini, che è una giovane di belle speranze ma è il suo nome che suona male nella circostanza, perché schierare Martina al posto di Marta è un falso diminutivo, come una versione minore, chiusa parentesi. Dicevo che il problema per i due campioni è lo stesso ma la reazione è stata opposta e qui sta il gioco: attribuisci ogni dichiarazione qui sotto riportata al ciclista che l’ha pronunciata.

  1. L’ultimo mese è stato molto difficile. in questa settimana ho compreso che non era realistico essere al via considerando il mio livello forma. Devo ascoltare il mio corpo e abbandonare quello che sarebbe stato un obiettivo irrealistico.
  2. Ho fatto di tutto nelle scorse settimane per accelerare i tempi di guarigione, ma non è bastato. Credo che sia giusto ascoltare il proprio corpo per guarire al meglio.

La soluzione è in basso.

Soluzione. Eh, chi se lo ricorda più! Però a pensarci bene si potrebbe fare anche il gioco Trova le differenze.

L’Arte è un gioco, anzi due o tre

Enrico Baj era un artista anarchico legato a vari movimenti e avanguardie, in particolare alla patafisica di Alfred Jarry. Le sue opere spesso erano su temi sociali e politici, dai funerali di Pinelli ai grotteschi generali fino alla prevalenza della tecnologia e alla robotizzazione della società, e in questi casi ha utilizzato anche il meccano. E coerentemente la sua opera più vista è stata sicuramente il disegno realizzato per quello straordinario strumento di affrancamento economico individuale che è il biglietto della Lotteria Italia.

Artista quindi molto noto e ormai istituzionalizzato, non mi ha sorpreso trovarlo in compagna di altri pittori di epoche varie come oggetto di un gioco nel numero della Settimana Imitatissima che sta per lasciare il posto in edicola a quello nuovo in un avvicendamento senza soluzione di continuità, che poi è l’unica soluzione che non trovate a pagina 46.

Gioco: scopri le differenze

Se nel weekend avete intenzione di divertirvi con giochi ed enigmi potete aggiungere anche questo quesito offerto gentilmente e gratuitamente dalla Zeriba Illustrata.

Indovina chi dei personaggi sottoelencati ha detto la seguente frase:

Spesso noi diamo per scontato un determinato modo di pensare o agire senza renderci conto che in realtà la bellezza sta proprio nelle differenze: certe cose sono sedimentate nella nostra società ma ci sono altri modi, completamente diversi, di pensare o di interagire da scoprire.

1.L’antropologo Bronislaw Malinowski.

2.Il Capitano Matteo Salvini.

3.Il trascrittore Roberto Saviano.

4.La ciclista Rossella Ratto.

La soluzione è giù sotto, ma qui capovolta, non in Australia.