Racconti a colori – Spiccioli d’oro

C’erano una volta tre fratelli orsi che vivevano in una casetta in mezzo al bosco e ogni mattina si recavano in paese dove si fermavano in piazza a suonare allegri motivetti e gli orsi che passavano si fermavano volentieri ad ascoltare e poi lasciavano nel loro grosso cappellaccio qualche spicciolo, a volte anche d’oro. I tre fratelli si chiamavano Pietro Bernardo e Giovanni e la vocazione artistica gliel’aveva trasmessa il padre che era ballerino, insomma ballava legato con una spessa corda mentre un uomo suonava il violino. Quando i tre orsi erano in paese la loro casetta rimaneva incustodita e così successe che un giorno una biondina vagabonda e buona a nulla capitò da quelle parti e dalla finestra iniziò a guardare dentro, poi visto che non c’era nessuno entrò e iniziò a guardare nei barattoli per vedere se c’era qualche moneta. Ma dato che, come al solito, era stanca, volle provare tutti e tre i letti degli orsi, e il primo era troppo rigido, il secondo troppo corto, si sdraiò sul terzo che andava bene ma proprio in quel momento sentì le voci degli orsi che tornavano. Distogliendo lo sguardo dal soffitto la ragazza vide sulla parete un manifesto con le facce dei tre orsi in un’espressione minacciosa e con sopra la scritta “Bear Power”. Terrorizzata scavalcò la finestra e scappò via come mai aveva corso nella sua vita da rammollita. I fratelli entrando nella casa la videro appena, e Pietro disse: “Peccato, se la catturavamo potevamo farla ballare con noi”, ma Bernardo disse: “Chi, quella là? Mi è sembrata una larva”, e Giovanni aggiunse: “Secondo me quella non la fai ballare neanche se le attacchi dei fili come ai burattini”. Pietro disse ancora: “Fratelli, forse questa non andava bene ma dobbiamo catturare qualche uomo e costringerlo a ballare come un altro uomo costrinse nostro padre. Sarà una rivincita contro il genere umano, una sorta di contrappasso”. E allora Bernardo disse: “Eh, un contrappasso ci vorrebbe, perché io con la chitarra tu con il violino e lui con il piffero siamo sguarniti nella sezione ritmica.” Giovanni sconfortato chiese: “Ma da chi l’hai ereditata tutta questa ignoranza?” E Pietro concluse: “L’ha presa da nostro padre, che non solo era ignorante ma pure così stupido da farsi catturare dagli uomini.”

Ultimi racconti del 2020

Per me il 2020 è stato anche l’anno della scoperta di Shaun Tan, animatore illustratore e narratore australiano di origine malese. Dopo la lettura di Piccole storie di periferia, la visione del corto animato The Lost Thing, il recupero di L’approdo, ecco che a fine 2020 è stato pubblicata, sempre per Tunué, la raccolta Piccole storie dal centro, storie fantasiose e a loro modo surreali con immagini meravigliose sul rapporto dell’uomo con gli animali di città: cani, gatti, farfalle, ippopotami, rinoceronti, squali, coccodrilli, e se vi sembra strana la presenza di alcuni di questi animali nel profondo delle città potrete soddisfare la vostra perplessa curiosità addentrandovi nel libro, così potrete leggere anche una suggestiva ipotesi sui gatti che scompaiono.

Racconti occulti – la piccola storia di un uomo grande

Questa è la storia di Morgantonio che non era un grande uomo ma un uomo grande, e per raccontarla non occorre un grande blog.

Morgantonio era un pacifico gigante che viveva nella Valle Dei Mille Ponti, detta così perché c’erano tre ponti ma non c’erano fiumi e quindi tre ponti erano inutili come mille. Morgantonio aveva i capelli rossicci lunghi e spettinati e i basettoni, portava sempre un maglione rosso fatto con vecchie divise da babbonatale trovate nell’immondizia e cucite insieme e un jeans di taglia XXXXXL, e passava la giornata aggiustando il tetto della sua capanna di legno o sostituendo i vetri che rompeva con i piedi quando si stiracchiava nel letto, e poi andava a caccia di cervi cinghiali e civette o pescava niente, perché non c’erano i fiumi, e allora un bel giorno con la canna da pesca che manco gli serviva si costruì un attrezzo per togliere le ragnatele dal soffitto, ma neanche questo gli serviva perché al soffitto ci arrivava già. Quindi la giornata di Morgantonio era piena, ma quando aveva un po’ di tempo libero si avvicinava al villaggio per vedere cosa facevano gli uomini piccoli. A volte si appoggiava con le braccia su qualche ponte per guardare il passeggio ma la gente, nonostante lui avesse sempre un sorriso bonario, ne aveva paura e girava al largo. Così dopo una mezzoretta passata senza vedere nessuno se ne tornava a casa e continuava la sua vita che era piena di queste incomprensioni ma di cui lui non si accorgeva.

Facciamo uno scambio

Lo so che leggere non vi interessa, lo so che non serve a niente, e che in subordine non avete tempo per leggere, neanche se il Ministro della Clausura in persona vi chiude in casa a chiave. E so anche che non sono competente in letteratura per poter dare consigli di lettura, e se è per questo non mi ritengo competente neanche in materia di ciclismo, musica e fumetti. Però se avete pochissimo tempo per leggere vi consiglio un racconto breve di Washington Irving intitolato Rip Van Winkle. Irving ha scritto anche il più famoso La Leggenda di Sleepy Hollow (famoso se non altro per il film di Tim Burton) e il raccontino è ritenuto alle origini della narrativa americana, e qui scatta l’ignoranza perché proprio non so come da questo cosino, come una palla di neve da cui si genera una valanga, derivino i Grandi Romanzoni Americani quelli di centinaia e centinaia di pagine, che se volete ve li leggete voi, io declino. E dicevo lo scambio, io vi ho dato questo consiglio e voi in cambio vi stampate la copertina postata qui sotto e da me realizzata, la stampate su carta bianca o colorata o adesiva, a colori o in bianco e nero, e l’attaccate sulla vostra copia del romanzo, che è del 1819 e fuori diritti non so se mi sono spiegato, e ve lo mettete in biblioteca, così quando qualche impiccione bibliofilo si metterà a curiosare tra i vostri presumo pochi libri e vedrà questa copertina vi chiederà di chi è e voi potrete rispondere con sufficienza: “Mah, l’ho presa su internet, lì si trova di tutto.”

Racconti occulti – La leggenda del pittore pastorello

Giorro era un povero pastore, così povero che non poteva permettersi delle pecore e allora portava al pascolo un gregge di anatre. Ma dentro questo pastore si nascondeva, in verità molto bene, una vocazione artistica ed estetica. Giorro ad esempio era affascinato dalla forma perfetta dell’uovo e con un pezzo di carbone cercava di disegnarla sulle pietre bianche, ma non gli veniva mai bene, una volta faceva una specie di quadrato un’altra volta un triangolo, ma quando per sbaglio disegnò un cerchio si trovò a passare di lì il famoso pittore Cimaburro che vide la scena e chiese al ragazzo di provare a disegnare una cattedrale e quello senza mai staccare il carbone dalla pietra con un solo tratto continuo tutto storto disegnò una specie di edificio. Allora Cimaburro disse al ragazzo che aveva talento e gli propose di lasciare gli animali e andare a bottega da lui per imparare il nobile mestiere del pittore. Giorro gli chiese che cosa dipingevano i pittori oltre alle cattedrali e Cimaburro rispose che dipingevano anche Santi e Madonne e Nobili Signori che commissionavano i lavori, e Giorro chiese se dipingevano pure donne nude. Ma Cimaburro ridendo rispose: “Ragazzo, tu corri un po’ troppo”, ma Giorro fece notare che neanche si stava muovendo, e il gran pittore: “No, intendevo con la mente. Bisogna fare le cose gradualmente, pian piano, un passo dopo l’altro.” E così Giorro accettò la proposta e i due si mossero e andarono verso la Città, verso l’Arte, verso la Gloria, verso le donne nude, e tutte le anatre dietro di loro.

Un Grande Gioco Illustrato

Quello delle Feste è il periodo in cui in genere la gente si riunisce per giocare giochi che nel resto dell’anno non prenderebbe neanche in considerazione. E quest’anno, anche se con la parola “riunirsi” si rasenta il penale, la Zeriba Illustrata vi propone ugualmente un gioco di società, poi con chi dove e a che rischio giocare sono fatti vostri. Inoltre, mentre quasi tutti gli altri giochi sono diseducativi perché basati su battaglie o invitanti all’accumulo di soldi e altri beni materiali, con questo gioco non si vince niente ma si imparano tante, beh non molte, alcune cose e soprattutto si riflette sulla vacuità dell’esistenza umana. Divertitevi quindi con

IL GIOCO DEL CATOBLEPA

In realtà volevo proporre nient’altro che un gioco dell’oca ma le oche erano finite, era rimasto solo un catoblepa, però le regole del gioco sono le stesse. Occorrono delle pedine, a piacere purché siano brutte, e un dado. Partendo dalla casella di partenza si tira il dado e si avanza del numero di caselle indicato dalla faccia del dado rivolta verso il cielo stellato o il soffitto annerito dalla muffa. Se si capita sulla casella con un personaggio si esegue la sentenza indicata nel catalogo apposito. Vince chi arriva preciso preciso nella casella finale ovvero la 31,5 , esatta metà della consueta casella 63, altrimenti si retrocede di tante caselle quanti sono i numeri in avanzo, non preoccupatevi perché comunque si vaga nei paraggi, ma qui fa d’uopo un esempio: se il concorrente è nella casella 30 e il dado esterna il numero 3 si arriva con 2 alla 31,5 e con l’1 restante  si retrocede alla 31, se invece il dado dà 7 deduco che è un dado dadaista. Il gioco simboleggia la vacuità e vanita del perseguimento di una meta e l’arrivo è rappresentato dal Grande Acquitrinio, orrenda allegoria della desolata condizione umana. E ora il catalogo delle sentenze e in ultimo il tabellone da stampare a colori o in bianco e nero a seconda dei mezzi a disposizione.

CATALOGO DELLE GRAZIE E DELLE PENE

3 SANT’ANTONIO Sant’Antonio non ti teme: vade retro di due caselle.

6 FRANZ KAFKA Al risveglio dopo una notte buia e tempestosa Gregor Samsa si ritrova trasformato in un enorme catoblepa e decide che è il momento opportuno per fare due chiacchiere col suo principale guardandosi negli occhi. Accompagnalo fino a 3 caselle più avanti.

8 JORGE LUIS BORGES Con Jorge Luis Borges tutto è possibile, avanza di 3 o 4 caselle, come preferisci.

10 ERMANNO CAVAZZONI Stai fermo 2 turni, volendo anche 3, ad ascoltare le divertenti fantasticazioni di Ermanno Cavazzoni.

14 DON ROSA Don Rosa vuole disegnarti in una sua storia e per evitare di impantanarti in beghe legali, ché la Disney sarebbe capace di porre il copyright pure sul Catoblepa, sguscia avanti di una casella.

17 CATOBLEPA Hai diritto a tirare di nuovo il dado.

20 PLINIO IL VECCHIO Il buon vecchio Plinio il Vecchio deve compilare una scheda con i tuoi dati biografici biologici e biometrici: stai fermo 1 turno.

22 HOLDEN IL GIOVANE Sguscia avanti di 2 caselle prima che quel fannullone del buon vecchio giovane Holden ti chieda dove vanno i catoblepa d’inverno quando ghiacciano gli acquitrini.

25 NEGUS Il Negus Neghesti è stalkerato dai rasta che con il loro reggae soporifero ti fanno venire sonno: assopito, stai fermo 1 turno.

29 REGINA DI SABA La Regina di Saba forse non è mai esistita, però neanche il catoblepa, quindi niente.