La Zeriba Suonata – 4 secondi in più

Se non conoscete Sufjan Stevens e volete informarvi seriamente andate pure sui siti specializzati, non mi offendo, perché se dico che è uno dei più importanti musicisti di questo secolo il mio parere non conta niente. Ma se volete trattenervi qui vi aggiungo che è uno dei pochi uomini in un periodo in cui le cose più interessanti vengono soprattutto dalle donne, forse perché le gentili pulzelle in percentuale sono meno legate al rock troglodita chitarra-basso-chitarra-batteria-chitarra-urla belluine-chitarra, anche se in questo genere direi che negli ultimissimi anni le cose migliori le ho sentite da Rosalie Cunningham che, a giudicare dal nome e soprattutto dalle porzioni anatomiche che fuoriescono dai suoi vestitini, non mi sembra proprio un uomo. Tornando a Sufjan Stevens, questo giovane 45enne è eclettico per indole, zompetta tra generi e tempi, e dopo le cose lente e acustiche di Carrie & Lowell e delle colonne sonore, è tornato all’elettronica, prima con il Lowell di cui sopra, suo patrigno e cofondatore dell’etichetta della gatta asmatica, e ora col suo nuovo album ufficiale ufficialissimo, intitolato The Ascension, un disco di 80 minuti e 4 secondi, i 4 secondi in più usufruendo forse di una deroga sulla lunghezza dei cd. Questa lunghezza è in parte dovuta al brano finale America di 12 minuti, ma io vi linko un pezzo più breve, che poi è la title track.

The Ascension

Brivido rosa

Dopo tutti gli eventi clamorosi di ieri, oggi al Giro c’è stata una tappa tranquilla, quasi piatta, solite cose, solita fuga ripresa nel finale, solita moto dell’organizzazione che investe il solito ciclista sfigato in questo caso Viviani, solita volata, solita vittoria di Démare, si stava chiudendo tranquilli quasi annoiati, ma all’improvviso arriva una notizia davvero inquietante: domani al Giro arriveranno i genitori della maglia rosa Almeida. E voi lo dite così, come se fosse una bella cosa? Ma questi vengono dal Portogallo e dovrebbero incunearsi nella bolla tomi tomi? Ma minimo gli dovete fare un set completo di tamponi e imporre una quarantena che finisca prima dell’arrivo del Giro ma quello del 2021. Ah, se lo venisse a sapere Van Emden!

Cure fai da te

Linus e La Gazzetta dello Sport in occasione del Giro d’Italia hanno realizzato un numero speciale intitolato Extralinus con racconti e fumetti su ciclismo e biciclette più alcuni classici (Peanuts e Calvin & Hobbes) che non hanno bisogno di pretesti. E tranne i classici che non hanno bisogno di commenti qualcosa di buono c’è, come ad esempio due raccontini di Giorgio Scerbanenco e il fumetto di Alessandro Tota, poi c’è anche una cosa per fortuna breve dello scrittore parlante ma non è la sua peggiore.

Gelato e cioccolato

Quando è stato ridisegnato il Giro d’Italia si pensava in un migliore andamento del virus e non si pensava che avremmo scoperto di essere governati da tanti bolsonari capaci di minimizzare tutto, spalleggiati dai loro corsivisti che ci danno per buoni gli zero virgola zero e spicci del ministero e dicono guardate quanto pochi sono e per di più non siamo neanche noi quelli là, e andatelo a raccontare proprio a quelli là oltre che a tutti quelli che per la proprietà transitiva del virus devono tamponarsi o finire in quarantena. E allora si temevano le temperature basse rispetto a maggio ma forse si pensava che il problema sarebbe sorto nella seconda metà del Giro, sulle salite alpine, e invece in questi giorni meridionali l’Etna e la Sila sembravano côtes della Vallonia per il clima. E in questo clima pazzo in questo Giro pazzo in quest’anno pazzo ieri c’è stata una corsa da pazzi. La Ineos senza più il capitano ha deciso di puntare alle tappe e per cominciare hanno corso per Salvatore Puccio, da anni fidato supergregario, ma ormai in una sua vittoria non ci credo più, o forse farà come Marangoni e per vincere andrà a correre l’ultima sua corsa in Asia. Sta di fatto che della fuga di giornata è stato uno dei primi a staccarsi, e chissà che non l’abbia fatto fuori proprio il ritmo del suo compagno di squadra che voleva portarlo al traguardo, e quel compagno era Ganna che dopo aver tanto lavorato ha resistito a tutti gli attacchi dei fuggitivi residui e poi se n’è andato da solo, ma non erano neanche più i fuggitivi della prima ora bensì quelli della seconda ora, cioè De Gendt che stavolta non è partito da lontano e finalmente Rubio che è cresciuto nella Vejus, l’unica squadra del sud, e che ingaggiato dalla Movistar chiedeva nella radiolina cosa fare e se dall’altro capo della radiolina c’era Unzué si spiega perché non è scattato. Insomma si sono staccati Puccio per cui ha lavorato la Sky e quelli bravi in salita come Conti, ma non Ganna che è un bestio che si pensava forte solo a crono e sul pavé e invece ora non si sa dove può arrivare, però ha ricevuto molti consigli da Puccio medesimo e incoraggiamenti da Gerainthomas che a quanto pare l’ha presa bene e sui social ha confrontato la divisa strappata per la caduta e tenuta con gli spilli con un altro abito tenuto con altri spilli e indossato da altra persona, cioè Liz Hurley. Ma nel giorno pazzo su una salita non durissima si è staccato nel plotone Caicedo e tutti a tirare per staccarlo, e vabbe’ che sono ancora traumatizzati dall’ecuadoriano dell’anno scorso, ma quello di quest’anno non esageriamo, e poi nella successiva discesa Pozzovivo a guidare il plotone, vi fidate? Ma dopo la vittoria di Ganna l’altra bella notizia del giorno viene da un  nutrizionista sentito al Processo, il quale ha detto che il cioccolato fa bene al fisico e alla mente, quindi mangiatene tutti, e di cioccolato sono ghiotti sia il vincitore, che però dopo l’arrivo l’abbiamo visto mangiare il famoso riso in bianco freddo e scotto che non vedevamo dai tempi di Froome, sia la maglia rosa Almeida che ieri ha sentito freddo ed è giovane e può fare degli errori, e infatti il primo è quello di aver detto che gli piacerebbe avere il superpotere di volare e ora AdS ce lo ripeterà ogni giorno fino a  nuovo ordine.

Ciclismo crepuscolare

L’estate è al crepuscolo anche se in Sicilia sono previste temperature alte e proprio da lì parte questo eccezionale Giro d’Italia Autunnale. Data la stagione le giornate sono più corte e rispetto a maggio le tappe finiranno prima, a meno che non ci siano ritardi alla partenza o tappe di trasferimento come usava nel rimpianto ciclismo di una volta, e in quei casi la corsa finirà al tramonto. Il processo alla tappa si svolgerà con le tenebre favorevoli e si teme che qualcuno non visto possa dire scempiaggini, ma niente paura, più facilmente le tenebre saranno rischiarate dalle illuminanti dichiarazioni di ex ciclisti preferibilmente autoreferenziali, giornalisti, storici, preistorici e scrittori parlanti. A proposito di scrittori, ve l’hanno mai detto che il Giro d’Italia è un grande romanzo popolare?

 

delusione sperimentale

Oggi ho ricevuto la visita sgradita dell’editor di wordpress che dice che c’è questo editor a blocchi che è meglio e a scrivere non mi sembra tanto diverso ma poi l’immagine mi dice che deve essere almeno di 1200 pixel e poi non si capisce bene dove va a finire o si nasconde e per un blog che si chiama La Zeriba Illustrata e illustrato vuole essere è importante la faccenda delle figure e però che siano illustrazioni e non poster che 1200 pixel mi pare troppo per i miei gusti e allora ho deciso che per provare faccio un post sperimentale e però di cosa scrivo? Ecco, parliamo del fatto che oggi era attesa la conferenza a distanza del capo della Regione e ci si attendevano nuove chiusure dato l’andamento del virus e lo stile del Capo fino a poco tempo prima delle elezioni. Qui il problema sembra essere soprattutto quello dei trasporti con la gente ammassata, parliamo dei pendolari, e allora anziché chiudere tutto si poteva limitare, contenere, chiudere le scuole e gli uffici che possono fare smartworking. Dice che non tutti hanno avuto accesso alla didattica alla lontana, si presume che siano rimasti fuori quelli con problemi economici, e allora mandiamoli a scuola, non hanno la possibilità di collegarsi non avranno neanche quella di fare tamponi a pagamento e vaccini che presumibilmente verranno accaparrati da quelli che possono, si ammaleranno, non mi pare ci guadagnino. Gli uffici invece s’era capito già dalle parole del Sindaco di Milano, non è il problema della produttività, semmai si risparmia pure visto che è tutto a carico del lavoratore, che però se non esce di casa non va al bar, alla tavola calda, non guarda le vetrine e progetta qualche acquisto. E allora com’è finita, chiusura? No, solo un invito alle forze dell’ordine a vigilare, ancora una volta ha vinto la potente lobby del caffè e delle pizze.

La Zeriba Animata – ma chi sono?

Ma chi sono i genitori di questi studenti che all’uscita dalle scuole si assembrano senza mascherine e scambiandosi le sigarette, sono forse quelli che un mese fa dicevano che abbiamo fatto i sacrifici stando chiusi in casa e non è giusto che vengono qui gli stranieri già infettati? E questi studenti chi sono, sono forse quelli che due anni fa il venerdì dicevano di voler salvare il mondo? Non hanno capito che per salvare il mondo bastava che non uscissero di casa né loro né i loro genitori?

Steve Cutts – The Man 2020

Steve Cutts è un disegnatore e animatore inglese che ha collaborato anche con Moby.

 

L’inimitabile Quino

Con tutta la simpatia per il personaggio, Mafalda è una striscia molto legata al suo tempo, e chissà come la mettono i puristi immacolati col fatto che la bambina era nato per una pubblicità, e nel marketing è ritornata sfruttata per mille gadget. Coraggioso e sicuro di sé è stato Quino se a un certo punto ha detto basta e ha iniziato ha pubblicare tavole senza personaggi fissi e senza parole, e se c’erano dei balloon contenevano altri disegni, piene di invenzioni e a volte quasi barocche: un inimitabile modello da imitare.

 

La Zeriba 10 – dal materialismo all’anti-materia

Tim Gane ha attraversato i secoli, cioè è passato da quello vecchio a quello nuovo come tanti, però sembra molto lontano il suo primo gruppo, quei McCarthy che negli anni 80 facevano irruento agit-pop marxista. Poi nei 90 c’è stata la svolta col retrofuturismo degli Stereolab e il loro pop elegante che miscelava ma non agitava melodie geometriche, ritmi periodici, musica da film, kraut-rock soprattutto Kraftwerk, anni 60 in particolare il futuro come lo vedevano negli anni 60. Dopo gli Stereolab, ammesso che si siano mai sciolti, Tim Gane negli anni 00 ha collaborato con l’elettivamente affine Sean O’Hagan e poi negli anni 10 ha formato i Cavern Of Anti-Matter, che hanno continuato a fare più o meno quel tipo di musica, forse più orientati al rock e con meno parti vocali, di sicuro senza la voce celestiale di Laetitia Sadier. Ascoltate per farvene un’idea

Melody in high feedback tones

Poi se potete trattenervi un po’ di più c’è quest’altro pezzo che sfiora la decina di minuti.

Void Beat