Uno spettro si aggira per la Spagna

Ispirati dai contemporanei campionati del mondo di MTB gli organizzatori della Vuelta hanno disegnato una tappa con tratti di single track compreso il rettilineo finale, dove tra i fuggitivi di giornata Geniez è partito in testa e ha impedito il sorpasso di Van Baarle che poteva finalmente vincere una gara importante, ma non si può neanche dire che il francese l’abbia stretto perché la sede stradale era così angusta che se deviava più di tanto finiva sulle transenne, e poi il finale era in leggera discesa quindi poteva trattarsi semplicemente della arcinota difficoltà di Geniez nell’esercizio. Eppure lo scavezzacollo in tante discese spericolate è riuscito a restare in piedi e invece oggi è caduto dopo l’arrivo, ma non per colpa sua, bensì di un tipo dell’organizzazione un po’ più disorganizzato degli altri, e su di loro è caduto Van Baarle che alla beffa aggiunge il danno. Così Geniez pareggia con De Marchi il numero di vittorie alla Vuelta, ma la notizia inquietante del giorno è che la fuga del medesimo si è rivelata una fuga bidoncino per la presenza tra i fuggitivi di Jesus Herrada che, grazie anche all’apatia del gruppo, si è trovato a fine tappa in testa alla classifica con oltre 3 minuti di vantaggio sul gemello Simone. E vengono in mente David Arroyo che stava per vincere il Giro del 2010, ma soprattutto Oscar Pereiro che al Tour zerosei con una fuga bidonissima guadagnò 30 minuti ma comunque vinse solo perché il primo, Floyd Landis, fece andare in tilt tutti i macchinari dell’antidoping.

Il fantasma di Pereiro (che però è vivo e ancora non ci crede di aver vinto un Tour).

Annunci

Snob Adventures

Gli snob sono sempre in gran forma e i social li fanno respirare meglio che il salbutamolo per Froome. Se il ciclista asmatico va forte a crono e in salita, le specialità preferite dagli snob sono quella malformazione della lingua italiana che è il congiuntivo, utilizzato come strumento di discriminazione sociale, e i personaggi che non sono mai stati benedetti dalla critica. E’ successo un curioso episodio con uno di questi, un cantante di quelli che da giovani e incoscienti o mal consigliati hanno scelto uno pseudonimo ridicolo e poi non sono più riusciti a liberarsene, per motivi commerciali che comunque restano prioritari rispetto a quelli diciamo artistici. Ma diciamo pure che rispetto a “Pupo” è molto peggio “Jovanotti”, soprattutto se il secondo cerca di riciclarsi come cantautore impegnato viaggiatore sensibile ai temi sociali e via ruffianeggiando. Il primo invece era su un aereo dove c’era baruffa nell’aria, una hostess l’ha riconosciuto e l’ha invitato a cantare, e quello ha placato gli animi dei presenti, tra i quali immaginiamo comunque una buona percentuale di isterici e maleducati. Ecco, io non avrei pensato a trarne lo spunto per prendere in giro il cantantino, ma gli snob che hanno l’umorismo facile, opinionisti compresi, ci sono riusciti. Ma pensate se al posto di Pupo ci fosse stato qualcun altro. Se ci fosse stata Fiorella M’annoia avrebbe ottenuto un risultato equipollente e la gente anziché calmarsi si sarebbe addormentata. E se i molti viaggiatori francesi presenti avessero preferito uno di quei poseurs che vanno molto in Francia tra i jazzofili e vogliono fare i paoloconte senza esserne minimante all’altezza nemmeno ad alta quota? Niente, perché il Cammariere di turno avrebbe preteso il pianoforte per esibirsi. E se ci fosse stato qualche allegrone come Nick Cave, la gente si sarebbe buttata giù? O come Diamanda Galas, avrebbe insultato qualche passeggero e dopo, già che c’era, gli avrebbe fatto pure un pistolotto sul genocidio degli armeni? No, è andata bene che c’era Pupo.

Quella volta che a bordo non c’erano cantanti ma solo un mangiatore di fuoco.

 

La Zeriba Suonata – un minuscolo capolavoro

the innocence mission (tutto in minuscolo) sono un gruppo americano attivo da oltre tre decenni ma che io personalmente ho scoperto solo col recente Sun On The Square. Ma tanto famosi non sono, anche se hanno inciso il primo album segnalati da Joni Mitchell in persona, sono stati ospiti di David Letterman in persona e tra i sostenitori hanno Sufjan Stevens in persona. Adesso sarebbe un’impresa mettersi a ricostruire la loro carriera e ascoltare tutto quello che hanno fatto, ma dalle poche cose ascoltate mi pare che il pop dei primi tempi non fosse effettivamente memorabile e originale, poi sono diventati più folk e questo ultimo è un gran bel disco che comprende un gioiello intitolato Green bus, che per la sola musica ricorda il folk revival dei 60/70, ma abbinato al video riporta ai favolosi anni zero. Il video animato è opera di Karen Peris, cantante, la cui voce ricorda Emiliana Torrini e Harriet Wheeler dei Sundays, e poi chitarrista (anche se il fingerpicking ce lo mette il marito Don Peris) tastierista e autrice di tutti i brani, oltre che disegnatrice della copertina dell’album. Dicevo gli anni zero perché i videoclip non sono una esclusiva degli anni 80, si è continuato a realizzarli anche dopo che Italia 1 ha smesso le trasmissioni sul genere condotte da presentatori rampanti, anche dopo che sono scomparsi i vari canali musicali con aspiranti attori che si fingevano appassionati di musica, anche ora che altri canali musicali in chiaro propongono video del tipo X e Y feat. W e Z che poi sembrano solo dei culodromi. Degli anni zero ricordo molti bei video, spesso eccentrici, non di rado animati, realizzati per i gruppi della Chemikal Underground e di una serie di etichette che si radunarono sotto il marchio COOP (oggi PIAS), tra le quali la Bella Union di Simon Raymonde ex Cocteau Twins, che ora pubblica the innocence mission, e chiudiamo il cerchio.

Mimi

Ora che per la morte di Lindsay Kemp si è liberato un posto di mimo chissà che non decidano di assegnarlo con un talent show. Io non seguo questo genere di spettacoli e ne parlo senza cognizione di causa, credo che non sia chissà che novità, ma solo la spettacolarizzazione di provini che farebbero comunque in altra sede persone interessate soprattutto ad avere successo, e ho l’impressione, ma potrei sbagliarmi, che una delle cose più pesanti di questi show è il momento del parere dei giudici che ne approfittano per scatenare la loro voglia di protagonismo. Se così fosse penso che allora da questo punto di vista un talent show di mimi sarebbe molto meglio.

I giurati di un talent di mimi esprimono il loro parere.

Bicicletas

Oggi parte il Giro di Spagna e ne approfitto per parlare brevemente di Antoni Mirò, nessuna parentela con Joan, nato nel 1940 ad Alcoi, nella Comunità Valenciana, un artista che ho conosciuto tramite l’arte postale, ma che è anche grafico, pittore e scultore. Le sue opere trattano soprattutto temi sociali, ma ha realizzato anche molte opere sia grafiche che plastiche con oggetto fantasiose biciclette.

Questa per esempio è un’opera 2D.

E questa è 3D.

E qui potete vederle tutte le biciclette di Antoni Mirò.