Le Leggende Della Musica (con le maiuscole)

Stamattina sono passato vicino a un edicola e ho dato un’occhiata al lato riviste musicali e cd e ho visto che era pieno di leggende, del soul, del rock, della disco. Pensavo che qualche tempo fa i dischi in edicola erano più interessanti, almeno quelli allegati alle riviste, come Acid Jazz o le altre uscite per le stesse edizioni, giornali che curiosamente non portavano la data e che avevano i dischetti che ti facevano ascoltare le cose che recensivano, oggi superfluo con internet, ma allora ti permetteva di avere anche un primo ascolto di quello che leggevi, e il brano semmai ti piaceva, poi ascoltavi l’album intero, di quelli lunghissimi che si usavano allora, ed era una delusione. Ma soprattutto ho pensato che quelli che si preoccupano della lingua italiana, invece di stare a pensare a quell’orrore del congiuntivo, farebbero meglio a preoccuparsi dell’uso neanche a sproposito, ma proprio sbagliato delle parole, come appunto “leggenda” o peggio ancora “mito”.  Perché sui personaggi della musica si sarà pure raccontata qualche frottola, ma di loro si conosce molto, pure troppo, anzi ci sono riviste, soprattutto quelle sul rock cosiddetto classico, che del gossip hanno fatto l’elemento principale della loro linea editoriale, capaci di lunghi articoli su litigi dei membri dei gruppi tra di loro o con i manager e i discografici e poi storie di sesso e di stravizi. E quindi, anziché leggende, questi personaggi non possiamo dire che sono come noi, sono peggio di noi: erotomani, violenti, alcolizzati e, quel che è peggio, drogati che ognuno da solo può mantenere un intero clan malavitoso dedito allo spaccio, perché è bene ricordare a quelli che la trasgressione eccetera che la droga non si compra in farmacia o al supermercato. Legenda: anche per questo quando scrivo di qualche musicista o artista che mi piace a volte sembra che ne stia parlando male.

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La Zeriba Suonata – Gente ricca

Non sarà rispettosa dei bistrattati diritti umani dei ricchi, ma a me quest’idea di fotografare i ricchi londinesi come fosse un safari mi piace. Si tratta del progetto Harrodsburg del fotografo Dougie Wallace, di cui ho letto in questi giorni sul sito di Internazionale. E mi ha fatto venire in mente un dischetto di 34 anni fa, un 45 giri 7 pollici azzurro del gruppo islandese Jonee Jonee pubblicato dall’etichetta italiana Extrema!, che sul retro di copertina intimava ai compratori di non pagare più di 2500 lire. Il 45 giri era intitolato Blar azzurro.

Il gruppo, composto dal bassista Hringur Hafsteinsson e dal batterista Bergsteinn Bjorgulfsson, faceva post-punk, più o meno negli stessi anni in cui nel loro paese la leggiadra signorina Bjork Gudmundsdottir cantava e si dimenava nei gruppetti che precedettero gli Sugarcubes. A nome del gruppo risultava già un album intitolato Svonatorrek del 1982, e come finirono due anni dopo a incidere questo dischetto in Italia non saprei dirvi; poi a loro nome non risulta più niente. Curioso che un 45 giri con un solo brano per lato non si intitoli come nessuno dei due; infatti sul lato A c’è Bolex Camera e sul lato B, ecco cosa c’entra Harrodsburg, c’è il brano intitolato Rich People.

La Zeriba Suonata – pop con la ricetta

The Essex Green sono un gruppo mezzo di Brooklyn e mezzo del Vermont che non incideva un disco dal 2006 e ora torna con Hardly Electronic, pubblicato dall’ottima Merge. Il gruppo suona gradevole ma non originale o innovativo, e, non fatevi influenzare dall’antipatico ragazzino ritratto in copertina,  fa un pop adulto che mescola varie influenze: diciamo un quarto di Belle And Sebastian,

un quarto di 10,000 Maniacs, un quarto di folk inglese, da cui a loro volta i 10000 Maniaci erano influenzati,

un quarto di Gorky’s Zygotic Mynci e, dato che il Vermont è a un tiro di fucile, legalmente detenuto e comunque in America si può sparare come e quanto si vuole, dicevo a un tiro di schioppo dal Canada, un quarto di quel super gruppo, anzi super supergruppo, che sono The New Pornographers. Poi, se con questi quarti qualcosa non vi torna nel totale vuol dire che non avete capito nulla dell’aritmetica secondo il governo del cambiamento.

La Zeriba Suonata – crimini a favore dell’umanità

Se vi capitasse di trascorrere una serata in compagnia della fascinosa Marissa Nadler, a parlare amabilmente di omicidi e di incendi di chiese di probabile origine dolosa, invece di guardare nella sua profonda scollatura vi consiglierei di guardarvi le spalle, potrebbe colpirvi con una scheggia di jewel case. Ah no, come non detto, perché For My Crimes, il suo ultimo album, fresco fresco di tomba, pardon di stampa, come del resto anche gli altri, è in formato digipack, vi è andata bene. E allora godetevi pure il suo ormai classico folk abbastanza dark con l’estratto Blue Vapor.

La Zeriba Suonata – Il mare non bagna Torino

Il ciclismo arriva di nuovo in Piemonte e a Torino, la città che per me rimane sempre quella de La donna della domenica. Oggi la Milano Torino si conclude come da qualche anno sulla collina di Superga e domani il Giro del Piemonte passerà per regge e castelli della zona, ma tuttavia c’è qualcuno che dice sì, vabbe’, a Torino abbiamo tutte queste cose però Qui non c’è il mare, e questo non lo dico io ma gli Statuto.

Gli Statuto nascono nel 1983, quindi ben prima di quell’ondata di gruppi ska più o meno cazzoni che ridanciavano (tranquilli, il verbo non esiste, ma questo non vuol dire niente) per la penisola a cavallo dei millenni, prima che lo ska italiano fosse affogato in un mare di noia da Giuliano Palma, l’ex guaglione che aspettava il sole insieme a Giovanni Pellino ex Neffa. Le loro canzoni parlano di proletari o sedicenti tali, di ribelli o sedicenti tali, di ultrà, di ragazzi chiamati alla ferma di leva e cose così, e i testi sono un po’ sempliciotti, un po’ vittimisti e anche un po’ misogini, e ce li immaginiamo molto prima di Sanremo radunati a Piazza Statuto con gli altri mods, con le loro lambrette, con le loro divise da mods, a guardare da lontano questa o quella ragazza e commentare. Ascoltate i doppi sensi di Saluti dal mare, che sono quasi sensi unici, e comunque la canzone dimostra che per loro il mare era una fissazione. Sulla musica e sul linguaggio diciamo pure che, se ai tempi dei fasti di Madness, Selecter e Specials lo ska era già revival, inevitabile che molte canzoni come questa suonino un po’ anni 60.

Anche se i loghi e le icone ska sono in bianco e nero, loro non sono tifosi della squadra con lo stile che non si capisce che stile è, ma del Torino, al punto da suonare ai raduni del club, però chissà come hanno saputo di quel ciclista mod e gli hanno dedicato una canzone intitolata Pedalando elegante, più sul genere northern soul anch’esso molto gradito ai mods, che suonarono pure al Giro, del resto c’è chi suona da David Letterman e chi da Alessandra De Stefano, e forse loro si riferivano all’eleganza di Wiggo in quanto mod, ma lui lo era in bici in quanto pistard e cronoman, però appena scendeva dalla bici e la scagliava a bordo strada, beh, lasciamo stare, scene che non vediamo in questo video agiografico con testo quasi ridicolo, né vediamo il gregario Froome fargli fare una figuraccia al Tour 2012, però c’è Wiggo che suona col Modfather Paul Weller, mentre gli Statuto, dal canto loro, si esibiscono nel trenino, non quello Sky, ma quello dei Madness. Però non credete, se gli Statuto non erano un ascolto tutto sommato piacevole non gli dedicavo un post con ben tre pezzi.

 

La promozione

Quand’ero ragazzino mi colpì sapere che un colonnello, andato in pensione, era stato promosso generale, mi chiedevo com’era possibile che succedesse finita l’attività, qualcosa forse mi sfuggiva, ma in quegli anni mi colpì molto di più, e come me milioni di persone, l’esuberanza in tutti i sensi della soubrette Raffaella Carrà, che tra l’altro mostrava parti corporee mai viste in tv: gambe e ombelico. E la Carrà ha appena avuto una promozione del genere perché finora era solo icona gay, forse per i suoi abiti vistosi, ma lei faceva il varietà mica il teatro esistenzialista, e ora l’hanno nominata icona di libertà, e dato che questa nomina viene dalle autorità spagnole non credo che c’entri il fatto che non si sia mai sposata, piuttosto che sia stata un momento, anche un simbolo, della trasformazione dei costumi, e non solo quelli di scena, verificatasi negli anni 60, di cui il tanto osannato sessantotto non fu motore ma solo una svolta gradita a violenti, saccenti, cantatroci e registi pallosi. Ma io il fatto che non si sia sposata ce lo farei entrare, anche perché mi viene un paragone, forse non pertinente, ma proprio in questi giorni il sito di pettegolezzi larepubblicapuntoit ci tiene a farci sapere di un altro trapper che si è sposato. E allora mi chiedevo se i rappresentanti di questa disgrazia che, non bastassero i cantatroci, ha colpito la musica italiana siano visti dai ragazzi come simboli di libertà e trasgressione, perché a me sembra piuttosto che quelli si trovino a loro agio nello status quo e ostentano matrimoni e ricchezze, e chissà che quindi non siano piuttosto degli esempi di come si possa avere successo e fare soldi senza saper fare niente.

La Zeriba Suonata – ragazze in Austria

Stavo facendo terminare i mondiali austriaci senza approfittarne per mettere un po’ di musica locale. Ma cosa proporre, il fu Falco che è già troppo noto per parlarne qui, o djs come Kruder e Dorfmeister? No, oggi c’è il mondiale femminile e allora mettiamo due donne. In realtà il primo gruppo che vi propongo, Lonely Drifter Karen, è di Brussels e incide per la storica etichetta belga Crammed Discs, ma la cantante Tanja Frinta è austriaca. I LDK fanno musica spesso divertente e solare, sia che suonino retrò, come in Railroad, inserita nell’album Fall Of Spring del 2010, qui anticipata dal vivo l’anno prima,

sia che suonino strumenti elettronici, come in Comet, tratto dal loro ultimo album Poles, del già remoto 2012.

Invece Soap & Skin, nome dietro cui si nasconde Anja Franziska Plaschg, suona musica lenta e cupa, come potete verificare voi stessi ascoltando Spiracle dal primo album Lovetune For Vacuum del 2009.

Insomma la prima divertente e la seconda cupa: oltre alla nazionalità queste due non hanno nient’altro comune? No, perché il fatto che siano entrambe seducenti non si può dire.