La Zeriba Suonata – Il glam prima del glam

Gli storici e i critici si divertono per i vari generi musicali a trovare i precursori se non a retrodatarne la nascita. Il punk sarebbe nato nel 1977 anzi nel 1976? Ma no, già nei primi 70, anzi nei 60, anzi c’era qualcuno già tra nel primo rock’n’roll degli anni 50. E il rap e il metal e il jazz, e il rock’n’roll tout court, tutto è iniziato prima di quello che credevate. Pure il glam: pensavate fosse una faccenda dei dudes inglesi dei primi 70? E invece no, perché già nei 50 c’era Little Richard eccessivo truccatissimo e sessualmente ambiguo. E forse una sua canzona era l’ideale per il film The Girl Can’t Help It (in italiano Gangster cerca moglie) con Jayne Mansfield, anche lei a suo modo eccessiva tanto da essere la parodia di sé stessa, quasi un cartone animato vivente. Ma il bello è che Little Richard diceva di essersi ispirato a un paio di musicisti più vecchi e quasi sconosciuti, però così non si finisce più.

The Girl Can’t Help It

La Zeriba Suonata – ritorno almeno al presente

Dopo varie puntate dedicate alla musica irlandese del passato ora bisognerebbe ritornare al futuro, ma per quello ci vorrebbe una macchina del tempo e purtroppo Elon Musk progetta cose più banali come i viaggi nello spazio e di quelli nel tempo non si interessa, e allora torniamo almeno al presente e proprio con la compagna di Musk.

In fatto di tecnologia non sono molto aggiornato, però pensavo che se i robot sono macchine intelligenti ce ne dovrebbe essere già qualcuno in grado di interagire con un computer e, quando quello con il test CAPTCHA gli chiede se è un robot, che sia anche capace di rispondere cose tipo: Ma certo che no, cosa vai a pensare?

Grimes – Be A Body – live

La Zeriba Suonata – tradizionalissimi

Chiudiamo, almeno per il momento, questa rassegna confusa di folk irlandese con i De Danann (poi De Dannan) che nella loro storia hanno accolto in formazione molti musicisti tra i quali anche Donal Lunny dei Planxty che era il prezzemolino del folk irlandese. I De Dannan suonavano soprattutto strumentali e infatti sono famose anche le loro cantanti Maura O’Connel, Mary Black dai General Humbert e Dolores Keane. Facevano musica acustica e tradizionale, tradizionalissima, al punto da andare a pescare anche nel repertorio del music-hall, roba ottocentesca, da immaginario liberty e preraffaellita, o da convivio di ubriaconi.

My Irish Molly-O

La Zeriba Suonata – una poesia in musica

Lo so che spesso di una canzone si dice che è una poesia in musica per dire della qualità letteraria, vera o presunta, del testo, e so anche che spesso lo si dice per i cantatroci, ma quelli non li trovate certo in questa rubrica, vade retro. Qui parliamo di una poesia del drammaturgo e poeta irlandese William Butler Yeats messa in musica dall’arrangiatore e musicologo Herbert Hughes suo contemporaneo connazionale, di cui i Clannad proposero la loro versione in un singolo nel 1978, non so se avete presente San Martino di Fiorello, ecco, non c’entra niente.

Quattro anni dopo i Clannad dovevano esibirsi alla BBC, Maire (o Moya) stava per uscire con i suoi due fratelli e due zii, quando la chiamò la madre: Moya, dove andate tutti quanti? E Moya: Ma’, dobbiamo andare a cantare in televisione, abbiamo fretta! E la madre: Perché per una volta non vi portate pure vostra sorella? La lasciate sempre qui da sola, povera ragazza? Moya sbuffando: Ma’, non possiamo farle da balia, ha 21 anni e dovrebbe essere indipendente. E la madre contrariata: Si, però se rimane qui si mette a strimpellare quel piano e mi fa una testa così! E Moya alla fine cedette: Uff, e va bene, però guardala come si è vestita e pettinata: sembra un ragazzo! E così quando i Clannad entrarono in studio Moya raccomandò alla sorellina di mettersi in un angolo e non dare fastidio, ma lì vicino c’era una tastiera e c’era pure un microfono in più che non serviva a nessuno e alla fine pure la sorella minore Enya si mise a cantare e suonare e qualche anno dopo per dispetto avrebbe venduto più dischi dei parenti.

Down By The Sally Garden

previsioni e prospettive

I francesi sono dispettosi perché hanno programmato la fine della tappa a cronometro proprio per l’orario in cui l’inflessibile palinsesto RAI prevedeva il notiziario LIS, un contentino politicamente corretto in mancanza di sostanza, chiedere alla ciclista Francesca Baroni. Si fosse trattato di una prova in linea si poteva scusarli e dire che non l’avevano fatto apposta, perché in quel caso è difficile prevedere la media e gli accidenti vari come proteste, incidenti, passaggi a livello, ma diciamo che gli organizzatori del Tour hanno sbagliato le previsioni a priori inserendo una cronometro che quest’anno non decideva quasi niente, al punto che Pogacar ha corso pensando soprattutto a evitare rischi. Van Aert invece ci teneva a vincere e dopo le vittorie allo sprint negli anni scorsi e in salita sul Mont Ventoux ha ottenuto anche la vittoria a cronometro che gli mancava, e qualcuno dice che in futuro potrebbe puntare ai grandi giri a patto di rinunciare al ciclocross. E allora fate come credete, io ve lo dico in tutta franchezza: nell’ultima stagione campestre mi sono divertito soprattutto prima che iniziassero a correre i due fenomeni, che poi a turno hanno ucciso le competizioni, e battagliavano Aerts Vanthourenhout e lo sfigatino, quindi si potrebbe non sentirne la mancanza. Oggi non c’è stato brivido neanche per il podio perché Vingegaard secondo è andato forte e Carapaz terzo è andato fortino, qualche sussulto c’è stato solo quando Bilbao si è messo a litigare con la radiolina ma è comprensibile perché stavano passando un pezzo dei BTS e quei ragazzini coreani sono davvero insopportabili. Il migliore degli italiani, nel senso dei partecipanti al Tour e cioè Cattaneo, anche in questa crono è andato bene ma in fondo questa è la specialità più adatta a uno che corre guardando sempre i watt, e l’inviato RAI gli ha detto che è un risultato positivo anche in prospettiva futura, ma essendo già un trentenne non saprei quanti anni di agonismo gli restano, e forse l’intervistatore non si riferiva al ciclismo ma al fatto che se consuma meno watt Cattaneo potrebbe risparmiare sulla bolletta.

La Zeriba Suonata – partendo da un musicista mitico

Questa storia inizia da un musicista mitico, che si può considerare tale non perché si drogava o perché era circondato da groupies o ancora perché lo trovarono morto in un bagno ma forse non era lui o infine perché distruggeva le stanze degli alberghi, no, infatti parliamo di Turlough O’Carolan, che è un mito perché essendo vissuto circa 300 anni fa su di lui non si sanno tantissime cose, e pure delle composizioni che lo fanno ritenere il più grande bardo d’Irlanda esiste solo una raccolta in unica copia. Si dice che dava più importanza alla poesia ma scriveva prima la musica. Reso cieco dal vaiolo, iniziò a fare l’arpista errante ospite di nobili e mecenati, e figuriamoci se poteva permettersi di sfasciare le stanze dove alloggiava, anzi in onore delle persone che lo ospitavano componeva arie tra la musica popolare e quella classica che lui chiamava “planxty”, e uno dei gruppi più famosi del folk irlandese scelse di chiamarsi proprio con questo termine. I Planxty si formarono nel 1972 e i membri originari erano Donal Lunny, Andy Irvine, Christy Moore e Liam O’Flynn, nomi che ricorrono nella storia del genere in svariate combinazioni, e nel loro repertorio non potevano mancare brani di O’ Carolan, come ad esempio Planxty Irwin, o quei medley che si ascoltano spesso in questo genere musicale: qui una versione live di Raggle Taggle Gypsy/Tabhair dom do laimh. Il gruppo non ebbe lunga vita perché alcuni membri, forse per emulare il bardo, non si potevano vedere (questa se non l’avete capita è meglio) e una reunion nel loro caso si poteva escludere a priori, e infatti eccola qui: Cliffs Of Dooneen.

La Zeriba Suonata – il famoso zampognaro

La prima volta che vidi una foto di Paddy Moloney pensai che somigliava a Carlo Delle Piane il quale, dopo aver interpretato più volte il personaggio di Pecorino, proprio in quegli anni 80 iniziava a essere apprezzato anche dai critici che ne capiscono, e questo soprattutto grazie ai film di Pupi Avati che per il casting non è mai andato tanto per il sottile, o forse si proponeva il nobile intento di recuperare attori non sempre dotati, perché vanno bene Delle Piane e Abatantuono ma altri meglio che sorvoliamo e torniamo alla musica. Paddy Moloney è forse lo zampognaro più famoso del mondo, insomma tra i suonatori di quel tipo di strumenti che chiamano aerofoni a sacco d’aria, e quelli irlandesi si chiamano uilleann pipes e non si suonano con la bocca. Moloney ha fondato i Chieftains, storico gruppo attivo dagli anni 60 che avvicinava il folk più alla classica che ad altri generi musicali, e ha collaborato, con il gruppo o anche da solo, con altri musicisti comprese rockstar viziate. Tra le altre curiosità, i Chieftains parteciparono alla colonna sonora di Barry Lindon e nel 1988 incisero Irish Heartbeat insieme a Van Morrison, il famoso orso irlandese che per l’occasione si presume abbia rivolto loro la parola.

The Chieftains – The Donegal Set

The Chieftains & Van Morrison – Marie’s Wedding

The Chieftains & Roger Daltrey – Behind Blue Eyes

La Zeriba Suonata – Altan


Mairéad Ní Mhaonaigh e Frankie Kennedy erano una coppia di musicisti irlandesi che negli anni 80, dopo l’esordio a loro nome, fondarono un gruppo che chiamarono Altan, parola gaelica che significa stream, flusso, e che sopravvisse alla morte di Kennedy avvenuta nel 1994. Il gruppo si è sempre mosso tra tradizione e modernità, cioè erano capaci di suonare set di danze con violini e fiati come Drowsy Maggie / Rakish Paddy / Harvest Storm e canzoni spesso tradizionali ma con arrangiamenti influenzati dai suoni aggiornati di Clannad e loro derivati, come in Tiocfaidh An Samhradh.

Questa illustrazione potrebbe non essere pertinente.

Cose che succedono lassù

Non so se è una coincidenza che i privati che si sono buttati sul turismo spaziale hanno molto a che fare con la musica: Richard Branson fondò la Virgin Records, Elon Musk ha sposato Grimes che prima del matrimonio era una delle musiciste più interessanti in circolazione e Jeff Bezos non saprei, ah sì, tramite Amazon sono stati venduti molti dischi che sicuramente saranno arrivati all’acquirente molto più velocemente di quelli ordinati ai sempre più rari negozi che hanno a che fare con grossisti e distributori inaffidabili. Molti km più in basso delle orbite dei razzi privati ci sono i 2408 metri del Port d’Envalira nello Stato Libero (più che altro dalle tasse) di Andorra dove il Tour ha collocato la cima più alta, il Souvenir Henry Desgrange corrispettivo francese della Cima Coppi, in questa edizione meno dura delle altre. Dicono che negli anni olimpici disegnano una corsa con meno salite per non far scappare (non nel senso di andare in fuga) i ciclisti, e in effetti nel 2012 prima di Londra fu così e vinse il passista Wiggins che sulle poche salite fu contemporaneamente graziato e sbeffeggiato dal gregario Froome. Ma quest’anno è andata male perché molti sono andati a casa per le cadute, altri perché arrivati fuori tempo massimo e altri ancora per prepararsi meglio per le Olimpiadi, soprattutto oggi che c’è il secondo giorno di riposo. Potrebbe lasciare il peloton anche il 41enne Alejandro Valverde, ciclista poco glamour che non usa né lo shampoo magico né la brillantina Linetti più consona alla sua età, e non ha neanche tanta voglia di farsi la barba e così non può schierarsi tra le tribù di ex calciatori rasati o barbuti di cui non riusciamo proprio a liberarci, e però Valverde è ancora capace di fare barba e capelli a tanti più giovani, e solo uno di questi, l’americano incostante Sepp Kuss, è riuscito a precederlo sul traguardo pirenaico. La tappa è stata abbastanza combattuta, sia per la vittoria che per una maglia a pois raramente così contesa, ma è stata un pochino meno combattuta per la classifica perché tutti compreso Pogacar hanno fatto almeno uno scattino ma senza benefici. Gli unici che hanno perso posizioni sono stati il filosofo Guillaume Martin e Mattia Cattaneo ed è curioso che il primo, che corre senza pensare, e il secondo, che corre guardando il contatore, hanno fatto corsa parallela. Le loro colleghe, intanto, possono concentrarsi su Tokyo senza lasciare il Giro d’Italia perché ieri è terminato, Coryn Rivera ha capito che per vincere doveva andare in fuga e fare una volata di gruppetto e anche per lei è stata la prima vittoria al Giro, mentre è stata l’ultima per Anna Van der Breggen che a fine stagione si ritirerà e non è tentata dal volere provare il Tour. E già, e allora diciamo che è stato pure l’ultimo Giro Donne senza la concorrenza del Tour de France, che l’anno prossimo tornerà e chissà se le campionesse correranno entrambi o si inizieranno le discussioni sull’importanza dell’uno e dell’altro e le doppiette e insomma le stesse che già annoiano per il ciclismo maschile.

Si parla tanto delle squadra maschili che aprono una sezione femminile, ma al Giro la SD Worx solo femminile si è presa tutto.

La Zeriba Suonata – il Generale e i test con gli umani

Jean Joseph Amable Humbert era un generale francese che partecipò alla famosa rivoluzione locale e poi cercò di esportarla nel mondo, prima sostenendo i ribelli irlandesi contro gli inglesi e poi addirittura in America, sempre contro gli inglesi. Niente di strano che un gruppo folk irlandese nei violenti anni 70 abbia preso il nome da questo personaggio, e del resto i General Humbert non erano un gruppo che guardava al futuro, ma la loro musica era molto piacevole almeno per gli amanti del genere: Bogeys Bonny Belle. Però nel primo album inclusero la cover di un brano dei Fairport Convention, loro sì innovatori e pure inglesi: Crazy Man Michael. Evidentemente non temevano il confronto con la voce di Sandy Denny, ma del resto schieravano in formazione Mary Black, la cui voce era ritenuta così pura da essere utilizzata per testare la qualità degli impianti hi-fi. Mary Black cantò anche in uno storico gruppo – quasi supergruppo – acustico e tradizionale, i De Dannan, e poi iniziò l’attività solistica, diventando anche lei, come le sorelle Enya e Moya Brennan, una cantante istituzionale. Ah, vi starete chiedendo che fine fece il Generale, beh, in America fu un altro insuccesso ma morì a New Orleans, risparmiandosi una triste fine in esilio su qualche isola.

General Humbert- Isle of St. Helena